Armi climatiche II
L'Arma Climatica
12 settembre 2002
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**Perché nel grano? **
Perché non c'è nessun essere umano nel grano alto, a fortiori di notte. E se queste microonde pulsate sono abbastanza potenti per uccidere un uccello o un riccio, lo stesso sarebbe con un essere umano. Allora, questi esperimenti, con quale scopo? Per uccidere un giorno degli uomini facendo portare il cappello a E.T.?
Conoscete il proverbio cinese: "Quando un uomo mostra la Luna il saggio guarda l'astro e lo stupido guarda il dito". Per vent'anni la maggioranza delle persone si è chiesta "perché queste forme" e solo alcuni si sono chiesti come queste potessero essere fatte. L'insieme di Mendelbrojt, il viso nel grano e più recentemente la gueule d'E.T" tutto ciò è senza importanza. Ciò che è importante è ciò che c'è dietro e convenite che è qualcosa.
Quando qualcuno avrà determinato la frequenza dell'onda portante, quella della modulazione, che agiscono in modo ottimale sui nodi dei grani, cosa succederà? Al limite si potranno persino vendere dei rilevatori accordati su questo tipo di frequenze. Allora i militari anglo-americani prenderanno il rischio di proseguire "questi interessanti esperimenti"? Affare da seguire.
Ci torno dopo questa digressione sul tema di questo dossier. Un'"arma meteorologica" è immaginabile? Per lungo tempo sono rimasto, anch'io, scettico. Ma, da questi ultimi tempi, da questo contatto con il progetto HAARP e i suoi prolungamenti ho riesaminato la questione.
Molto recentemente un ascoltatore alla radio ricordava questa faccenda di "misteriose formazioni luminose" osservate in Norvegia (e ciò non data da ieri), fenomeni che avevano mobilitato un esercito di ufologi muniti di apparecchi fotografici e di cineprese. Ora si apprende che il progetto Haarp ha delle ramificazioni... in questo paese. Forse che i pezzi del puzzle non cominciano a poco a poco ad assemblarsi? Cominciamo con una digressione concernente l'inverno nucleare. La Terra riceve sulla sua faccia illuminata un kilowatt e mezzo di energia (solare) per metro quadrato. È enorme. Quando si estende ciò a regioni che coprono centinaia di chilometri di lato si arriva, nel corso di ore, di giorni, a quantità di energia cumulate straordinarie. Questa energia crea i fenomeni meteorologici terrestri. Crea i venti, le ascendenze. Grazie a queste l'aria inquinata e piena di germi che si trova vicino al suolo viene portata in altitudine e sterilizzata dagli UV. Sapete bene che "l'aria è più sana, in alta montagna". È persino là che si mandavano i tubercolotici, un tempo. Questa stessa energia solare provoca l'evaporazione dell'acqua, e tutto il ciclo che ne segue, con lo stesso fenomeno di sterilizzazione. Certo, ci sono fenomeni violenti, tempeste, cicloni, trombe. A questa semplice energia termica corrispondente alla captazione da parte dell'aria dell'energia solare si mescola quella legata all'evaporazione e alla condensazione dell'acqua (il "calore latente di vaporizzazione" che alimenta i cicloni tropicali in energia). Non farò qui un corso di meteorologia. Ma faremo l'inverso. Facciamo esplodere qualche migliaio di testate nucleari nell'emisfero nord (ciò che si sarebbe prodotto in caso di conflagrazione tra Est e Ovest, prima del crollo dell'URSS). Trasporto nell'alta atmosfera di un miliardo di tonnellate di polveri di un diametro medio di un micron. Tutto ciò è stato calcolato, studiato all'inizio degli anni 80 dal mio amico Vladimir Alexandrov, che perse la vita a Madrid per aver rivelato ciò che non si voleva che un popolo vano sapesse: i pericoli di ciò che chiamò l'inverno nucleare e che impiegò dieci anni ad arrivare alle orecchie del pubblico.
All'epoca ho cercato di avvertire la gente. I media hanno fatto orecchie da mercante (senza, per quelli che se lo ricordano: L'Humanité! ). Stupidità, miopia, sordità del mondo giornalistico. Nessuno si è preoccupato dell'assassinio di quest'uomo coraggioso, nella capitale spagnola, dove fu rapito in piena strada davanti a delle prostitute che testimoniarono. Un lavoro senza sbavature. Oggi Alexandrov deve da allora riposare in un pilastro di cemento, da qualche parte nella capitale. All'epoca era una faccenda "calda". Un membro dei servizi segreti (secondo Gonzalez Matta, allora collaboratore ad Actuel, ex dei servizi segreti spagnoli, che lavorava per la rivista) fu assassinato a sua volta in un parcheggio della città per aver voluto indagare troppo da vicino su questa sparizione. "Non avvicinatevi a questo, ci aveva detto Matta, morde molto forte". In seguito la rivista Scientific American pubblicò un articolo rassicurante e il mondo scientifico unanime convenne che Alexandrov aveva drammatizzato e che al più si sarebbe trattato di un "autunno nucleare". È una nuova digressione ma, scusatemi, i ricordi risalgono come bolle da un fondo di vaso. All'epoca avevo fatto visita a Stenchikov, collaboratore di Alexandrov, a Mosca. Aveva proseguito questi lavori e confermato i valori che avevano trovato tutti e due due anni prima, per esempio un abbassamento di temperatura media di 25°, un'occultazione della luce di un fattore 400 (la luce della luna piena a mezzogiorno). Ho scritto agli Americani facendo loro pervenire le ultime pubblicazioni di Stenchikov. Quelli mi risposero .... che ignoravano l'esistenza di questi lavori. Fesserie. Degli scienziati erano stati pagati dai militari per "sdrammatizzare" questo problema dell'inverno nucleare. Non sarà né la prima, né l'ultima volta che gli scienziati danno una mano alla soldataglia per distogliere l'attenzione della gente da un soggetto di cui il grande pubblico deve continuare a ignorare i retroscena. Di passaggio, al di là degli scienziati complici ci sono i giornalisti.
Perché evocare questa faccenda dell'inverno nucleare a proposito di una eventuale arma climatica? Per illustrare un concetto. Il trasporto nella stratosfera di fini particelle, legato ai pennacchi delle esplosioni nucleari, dispiegherà in una settimana un velo su tutto l'emisfero nord che impedirà all'energia solare di raggiungere la superficie del suolo. Ulteriormente un rimescolamento atmosferico estinguerà questa copertura sull'insieme del pianeta. La situazione non ridiventerà normale che dopo 18 mesi? Perché? Perché è il tempo che impiega una particella di un micron di diametro a ridiscendere alla superficie del suolo, semplicemente a causa dell'attrito dell'aria. Le conseguenze meteorologiche sono colossali. La Terra si vede durante questi dieci mesi privata di una quantità di joule straordinaria. Fate il calcolo. L'atmosfera diventa "superstabile". Infatti l'energia solare essendo fermata in altitudine questa riscalda la massa d'aria che vi si trova che diventa più calda di quella che è a contatto con il suolo. Da cui: più ascendenze, più sterilizzazione dell'aria in continuo dagli UV. La superficie del suolo si muta in brodo di coltura. Ma non andremo a censire i mali legati all'inverno nucleare (vedere il capitolo che gli è consacrato in "Les Enfants du Diable", Albin Michel 1995). Ciò che conta è che un fenomeno che mette in gioco una somma colossale di energia sarebbe stato creato da una guerra nucleare che mette in gioco un'energia un milione di volte più debole. Detto altrimenti: con una "buona guerra nucleare" e il relais assicurato da questo fenomeno d'inverno nucleare si creeranno dei danni un milione di volte più importanti di quelli che deriveranno dalle esplosioni stesse. Si ha dunque un esempio di effetto distruttore dove l'energia dell'effettore di partenza non ha comune misura con le conseguenze che ne deriveranno.
Quando si pensa "arma", si pensa "bomba". Una bomba chimica possiede un certo potenziale distruttore. Occorrono tanti chili di TNT per distruggere una casa, un bunker, ecc.... Se ora si envisage l'emergenza di un'arma climatica si potrà envisager che gli effetti distruttori possano essere senza comune misura con la modicità (energetica) del fenomeno utilizzato per engendrarli. Si pensa allora a un'azione sull'ionosfera. Si è visto (progetto Haarp ) che utilizzando HF a 60 megahertz si poteva attaccare l'ionosfera a 280 km di altitudine e riscaldarla. A una tale altitudine la sua temperatura è di 1400°. Si legge che Haarp può accrescere questa temperatura del 20 al 30 % ma senza ionizzare. In queste condizioni quest'aria ionizzata si dilaterà. La sua densità diminuirà localmente. L'ionosfera è un plasma, che assorbe e riflette le onde elettromagnetiche, dunque gioca un ruolo importante nel controllo dell'energia solare che raggiungerà i bassi strati dell'atmosfera. Se si diminuisce localmente la densità di questo plasma, questo sarà più trasparente e in questa regione la temperatura dell'aria situata sotto si accrescerà.
Inversamente, con HF, si può ionizzare l'aria. Non sarà bisogno di mantenere questa emissione. Un impulso importante, una buona scarica di HF, strapperà degli elettroni agli atomi. A termine ci sarà ricombinazione. Il tempo di ricombinazione dipende dalla densità dell'aria. Ciò impiegherà più tempo in un'aria rarefatta. Si può mantenere un grado elevato di ionizzazione rilanciando periodicamente il processo con un nuovo impulso HF. Questa ionizzazione "non-termica" (è la parola consacrata) non si accompagnerà a un riscaldamento dell'aria. Dunque questa non si dilaterà, come precedentemente. Ne dubitate? Posate la vostra mano su un tubo al neon. Contiene un gas rarefatto, è sede di una "ionizzazione non-termica" ma gli atomi di neon formano un gas che resta alla temperatura ordinaria. Il neon resta freddo. È il "gas di elettroni" che è molto caldo. Ma lui non contiene che pochissima energia. Perché? Perché gli elettroni sono leggeri e che il calore di un gas è la misura della "energia cinetica di agitazione termica" dei suoi costituenti. Il plasma del tubo al neon è "bi-temperatura".
L'aria ionizzata riflette le onde elettromagnetiche. Al di sopra di una regione si potrà così dispiegare non uno schermo, ma uno specchio (invisibile dal suolo). La macchineria è allora in place. In prossimità di una regione della Terra si è creato un "buco" nell'ionosfera che permette all'energia solare di riscaldare l'aria che è vicino al suolo, dall'altro si è dispiegato uno specchio di plasma che permette a una regione distante di centinaia di chilometri di abbassare in temperatura. Non resta più che attendere che la tempesta si alzi. Procedendo in modo più sottile si possono controllare delle precipitazioni, creare delle inondazioni o al contrario delle siccità implacabili.

Il controllo del clima potrebbe, a termine, permettere di disinnescare dei processi catastrofici rilevati prematuramente o attenuare un fenomeno che potrebbe essere molto concentrato nel tempo "diluendolo" (alla volta nello spazio e nel tempo). Una inondazione catastrofica, che devasta una contrada in qualche ora potrebbe essere convertita in una pioggia buona per le colture, distribuita su più giorni. Di passaggio si vede che delle azioni di controllo climatico, destinate a stabilizzare il clima in una regione potrebbero comportare delle conseguenze catastrofiche a migliaia di chilometri di distanza, "dai vicini". Una gestione del clima per la tecnologia non potrebbe essere che planetaria.
Prima di envisager le cose sotto questo angolo è innanzitutto un'arma straordinariamente efficace semplicemente perché l'uomo o il paese che scatena questo fulmine dal cielo può restare nell'ombra.

Personalmente penso, data l'anzianità di queste ricerche, che dei risultati già molto significativi potrebbero già essere stati ottenuti e che il pianeta potrebbe essersi mutato in terreno di sperimentazione per armi climatiche. Un lettore mi ha ricordato questo tornado che aveva devastato la Francia nel 99, credo. Ciò che era stato sorprendente è che c'era stato non un fenomeno, ma due successivi. Semplice osservazione.

In fatto, si sarebbe senza dubbio stupiti della semplicità di messa in opera di tali sistemi. È forse più facile da "dispiegare" di quanto non si creda. Il fatto è che non si tratta di un'azione "muscolosa" ma di un'azione in continuo durante ore o persino giorni. Si è visto in un dossier che si creava una massa di gas ionizzato con due pennelli di microonde di frequenze differenti che si fanno incrociare e che la ionizzazione si manifestava allora nella zona di incrocio o il "battimento" è risentito dalla massa gassosa. Uno specchio di gas ionizzato potrebbe così essere creato da due navi che incrociano in prossimità di una costa. Quanto al "buco" nell'ionosfera può essere creato combinando una emissione di microonde e la costituzione di uno specchio di plasma. Vedere il dossier Haarp.
Dove siamo su questo piano? Ben astuto chi potrebbe dirlo. Abbiamo visto che era molto possibile che gli anglo-americani testino delle armi (ben letali, quelle) da più di vent'anni in ... le campagne inglesi. Chi ci dice che l'accrescimento della frequenza dei fenomeni meteorologici non sarebbe dovuto a dei saggi di armi climatiche in vista della loro "qualificazione"?
Numerosi lettori si pongono delle domande. Ci si può anche chiedere se tutte queste discussioni concernenti l'effetto serra con i suoi effetti sul clima, il problema dello strato di ozono, ecc, non siano delle "preoccupazioni-schermo" destinate a distogliere l'interesse della gente per degli effetti di armi climatiche che sarebbero... operative da lunga data. Francamente, si può tutto immaginare, compreso che queste armi climatiche possano essere utilizzate per esercitare dei ricatti presso i dirigenti di un paese, quelli che le impiegano dicendo "creeremo da voi dei danni fino a che non farete ciò che vi si chiede, ma non potrete provare nulla".
21 settembre. Messaggio del mio vecchio amico Gérard Morin, di Poitiers:
Salve Jean-Pierre
Ho trovato questo:
"Others [terrorists] are engaging even in an eco-type of terrorism whereby they can alter the climate, set off earthquakes, volcanoes remotely through the use of electromagnetic waves. So there are plenty of ingenious minds out there that are at work finding ways in which they can wreak terror upon other nations.It's real, and that's the reason why we have to intensify our[counterterrorism] efforts." *
Secretary of Defense William Cohen at an April 1997 counterterrorism conference sponsored by former Senator Sam Nunn. Quoted from DoD News Briefing, Secretary of Defense William S. Cohen, Q&A at the Conference on Terrorism, Weapons of Mass Destruction, and U.S. Strategy, University of Georgia, Athens, Apr. 28, 1997.
Amicizie Gérard
Traduzione:
Altri terroristi sono impegnati in un tipo di azione "ecologica" dove possono alterare il clima, scatenare dei terremoti, delle eruzioni vulcaniche utilizzando delle onde elettromagnetiche. Molte menti ingegnose lavorano attualmente per immaginare dei mezzi per terrorizzare delle nazioni intere. Tutto ciò è reale ed è la ragione per la quale abbiamo intensificato i nostri sforzi nella guerra contro i terroristi.
Segretario alla Difesa William Cohen, aprile 1997. Conferenza consacrata al contro-terrorismo organizzata dal senatore Sam Nunn. Propositi riportati al Dipartimento della Difesa (DoD). "Conferenza sul terrorismo. Armi di distruzione di massa e strategia americana. Università di Georgia, Atene, 28 aprile 1997.
Traduzione in chiaro: Si sa che tutto ciò funziona poiché lo sperimentiamo da lunga data. I mezzi tecnologici da mettere in opera restano abbordabili e senza comune misura con uno sforzo di nuclearizzazione.
Si noterà la menzione dei terremoti e dello scatenamento di eruzioni vulcaniche. Ciò può sembrare folle, ma infine una causa minima, ben localizzata, può engendrare un cataclisma se questo è pronto a scatenarsi. I terremoti sono legati a degli scivolamenti di placche, lungo delle faglie. Si sa che un terremoto si produrrà ineluttabilmente lungo la faglia San Andreas, in California e che i suoi effetti saranno devastatori. Non si sa quando ciò si produrrà, il che equivale anche a dire che non si conosce a priori l'energia che basterebbe a scatenare il fenomeno. Più lo scatto è vicino e più questa energia sarà debole. La tecnica permette di agire negli strati profondi del suolo con delle onde elettromagnetiche. I Russi avevano costruito un enorme generatore chiamato "Pamir" negli anni settanta, di cui avevo visto delle foto nel 1983 a Chicago, durante un congresso di MHD, che poteva essere trasformato su un grosso camion. Era una delle n varianti del generatore di Sakharov, a compressione di flusso. Quello aveva la forma di una scatola di camembert di sei metri di diametro. Questo sistema permetteva di far circolare dei forti correnti elettrici nel suolo. Ufficialmente il dispositivo era presentato come un sistema di analisi della situazione di un terreno misurando sulle grandi distanze e a grande profondità la conduttività elettrica del suolo. Si sa ora che una variazione di questa conduttività è il segno dell'imminenza di un terremoto. Avevo nel 83 discusso a Chicago con i responsabili russi di questo progetto, antichi allievi di Vélikhov, lui stesso allievo di Sakharov. Realizzo oggi che un tale sistema poteva permettere non solo di studiare la situazione pre-sismica di un terreno ma eventualmente di scatenare il sisma. Così "lo studio geofisico" costituiva-il il "progetto-schermo" che nascondeva la vera finalità di questa tecnologia, inimmaginabile da un non-specialista.
Fisicamente parlando questi sistemi permettono dei trasferimenti di energia. L'energia di partenza resta quella dell'esplosivo che alimenta il generatore Pamir. Questo sistema permette di trasportare per questa via delle onde elettromagnetiche una parte di questa energia a grande profondità. Se la faglia non è pronta a cedere, occorrerebbe una energia importante per scatenare il sisma. Il sistema, utilizzato con moderazione, può permettere di testare il terreno, un po' come quando date dei leggeri impulsi su un blocco in equilibrio per vedere se è pronto a scivolare in un burrone. Dei militari-geofisici possono così localizzare in segreto nel mondo, in dei territori potenzialmente "ostili" o "da dover essere messi in riga" delle "regioni sensibili" dove una azione più muscolosa potrebbe scatenare un sisma devastatore.
Stessa osservazione concernente il vulcanismo. La filosofia è la stessa: apportare dell'energia in profondità. Là, si pensa a una sorta di HAARP sotterraneo. Invece di utilizzare un generatore impulsivo come Pamir si praticherebbe una azione in continuo con delle microonde pulsate in molto basse frequenze di cui l'energia sarebbe assorbita dal magma sottostante. Mirando su un punto preciso si potrebbe provocare un accrescimento di temperatura, nel corso di ore o di giorni e scatenare la convezione, la salita catastrofica di una "bolla di magma". Se il segretario alla Difesa William Cohen ha pronunciato queste parole è che aveva delle eccellenti ragioni di pensare che tutto ciò era fattibile. Aggiungete che se l'esplosivo è nucleare o più semplicemente costituito da una piccola carica di antimateria (di cui si pensa che gli Americani sappiano ora produrla massivamente, per compressione MHD, dall'inizio degli anni ottanta) l'effetto prodotto avrebbe una intensità ben più importante.
Queste tecnologie, infine, potrebbero rivelarsi meno complicate da sviluppare della separazione isotopica che realizza una barriera di fronte alla proliferazione del nucleare (ciò che non ha impedito a Israele, l'India e il Pakistan di raggiungere il "club"). Idem per la sintesi di antimateria per compressione. Penso personalmente che la chiave dello sviluppo di queste armi "post-nucleari" risiede nel possesso di buoni materiali superconduttori di cui gli americani detengono per il momento i segreti di fabbricazione. Ma per quanto tempo?
Questa osservazione emana dunque dal segretario della difesa americana. Per terrorismo si intende delle azioni condotte da "Stati Canaglia". In fatto, il non-terrorista è il più forte, il "terrorismo" essendo riservato al più debole. Se gli Stati Potenti non praticano il terrorismo classico è che non ne hanno bisogno. Ma si è visto (progetto HAARP) che delle manipolazioni emananti da stati potenti potrebbero essere assimilabili a un terrorismo segreto. Se il termine "di Stato-Canaglia" ha fatto il suo cammino ne occorrerebbero degli altri, come:
- Stato-poliziotto
- Stato-padrone - Stato-contribuente (taglieggiabile e corvéable a merci) - Stato-Guru
Lo stato-poliziotto, è l'America. Non è un segreto per nessuno. Gli europei non sono che i vassalli di questo potente signore. Qualche secolo fa gli Stati Pontifici hanno giocato molto efficacemente il ruolo " di Stato-Guru ". Malgrado una certa debolezza numerica e militare il papato poteva influire sulla storia europea a colpi di minacce di scomuniche o di benedizioni e di investiture diverse che farebbero oggi ridere tutti. Mai un papa si azzarderebbe a tentare di usare l'arma "scomunica", completamente obsoleta. Per contro si vede che gli Stati Uniti (a uso interno, ciò non funziona che da loro per il momento) non esitano a brandire il tema di una "Crociata contro il Male" (God bless America, ecc). Dall'altro lato dell'Atlantico certe regioni possiedono una densità di Mollah all'ettaro sufficiente per influire, poco o tanto sul corso delle cose. È ben peccato che Maometto presentandosi come l'ultimo profeta abbia chiuso la porta a questa soluzione politica. Al giorno d'oggi un buon profeta musulmano farebbe un tabacco, su un terreno così fermentato. Ma il Corano interdice una tale emergenza. Ciò essendo si sente che l'Islam sogna di seguire un leader, come Ben Laden. Ma le tecnologie moderne fanno che quello non può essere che un guru sotterraneo, un underground guru, per delle ragioni evidenti di sopravvivenza. È meno glorioso che galvanizzare delle folle, in cima a una collina, a cavalcioni su un bel destriero bianco. Restano le cassette video, in attesa che gli Americani, irritati, non decidano di trattare il satellite Arabsat e la catena Al Jesirah con una buona scarica di microonde. Ciò gli pende al naso come un fischietto a due euro.
Perché Saddam Hussein non ha utilizzato l'arma batteriologica, sotto forma di attentati (avvelenamento delle acque potabili nelle grandi città occidentali) mentre si sapeva all'epoca che i suoi commando erano già in place. Senza dubbio perché J.R.Ewing non è L'Europeo medio. Gli occidentali (almeno certi di loro) sapevano che queste minacce esistevano, capaci di fare delle decine di migliaia di morti. Forse degli emissari hanno essi per il tramite di intermediari, sussurrato nell'orecchio di Saddam qualcosa come:
- Coco, se fai questo, radiamo Baghdad con una bomba H, visto? E nessuno andrà a protestare.
Andate dunque a sapere ciò che si gioca in questo momento con queste minacce di attentati batteriologici su grande scala. I media hanno un bel ripetervi a lungo che queste armi non sono così facili da impiegare resta che per tempo caldo un batterio può riprodursi a una velocità allucinante e fare dei danni se la sua azione passa per un tempo di latenza, di incubazione della malattia. Dovete sapere che il pellegrinaggio alla Mecca è "uno dei cinque pilastri dell'Islam". È scritto nel Corano. Perché sarebbe sempre gli stessi che morirebbero? Cosa succederebbe se la Mecca non fosse più un giorno che una distesa deserta? Immaginate la famiglia Ben Laden, grande architetto della Mecca, che raccoglie uno a uno i frammenti della pietra nera per reincollarli. Verso cosa i musulmani si rivolgerebbero per pregare? Le grotte di Al Quaïda o "Ground Zero"?
Mi piace la politica-fiction, sotto tutte le sue forme. Immaginate che gli Americani, disponendo di un fantastico vantaggio tecnologico, e è il caso, individuino un piccolo asteroide di qualche decina di metri di diametro, tranquillamente installato sulla sua orbita intorno al Sole e che ne modifichino la traiettoria spingendoci sopra, in sordina. Una risposta all'attentato delle Twin Towers, in più senza uccidere nessuno. Un giorno i media annunciano: "Un asteroide fonce dritto verso la Mecca. I pellegrini sono pregati di sgomberare in fretta". I musulmani sono terribilmente superstiziosi. Come provare che questo asteroide sarebbe stato "manipolato"? Sapete forse che la Kaaba era un luogo dove i pre-islamisti depositavano i loro idoli, che la famosa pietra nera esisteva ben prima che Maometto venisse al mondo. Se l'Islam rappresenta una ortodossia definitiva, allora i suoi grandi schemi rituali passano per una sacrosanta recuperazione di un paganesimo anteriore (contro il quale Maometto non aveva giudicato buono di opporsi). I cristiani non hanno fatto meglio: le croci dei vescovi non sono nient'altro che i bastoni degli auguri romani.
Vi dico: si vive un'epoca appassionante.
Altra osservazione: il passaggio in prossimità della Terra di un asteroide ferroso, detrito di supernova, dotato di un fortissimo campo magnetico. Le supernova, giusto prima della loro fine brutale, possiedono un nucleo centrale costituito di ferro, legato a un campo magnetico di fortissima intensità, difficile da chiffrare. Il sole è nato in un ammasso di qualche centinaio di stelle che si è disperso in qualche decina di milioni di anni. Diciamo 50 milioni di anni. Le stelle massicce (20 masse solari) hanno eiettato le piccole per effetto di fionda. Di passaggio queste stelle massicce hanno avuto il tempo di mutarsi in supernova, dunque di esplodere, prima che l'ammasso non sia disperso. Esse hanno dunque popolato quello in elementi pesanti (di cui siamo costituiti). Se certe supernova possono dare nascita per compressione a dei residui sotto forma di stelle a neutroni è molto possibile che in altri casi la compressione non sia abbastanza simmetrica per assicurare la trasformazione del nucleo di ferro in massa di neutroni al contatto. Il nucleo sarebbe allora stato dislocato. Ho sul tavolo una mini-meteorite della taglia di una nocciolina che ha senza dubbio abitato un tempo il cuore di una stella gigante e costituisce oggi un infimo frammento uscito dalla disintegrazione di quella. Nessuno può pregiudicare la taglia dei frammenti. Sulla Terra certi sono atterrati che avevano delle taglie rispettabili (dunque quello che ha dato nascita al "meteor crater" in Arizona). È del tutto possibile che ne possano esistere di più grossi, eiettati lontano dal sole (dunque allora indétectable, ma in fase di approccio finale poiché a differenza delle comete non degasano). Immaginate che un frammento di supernova della taglia di Phobos passi vicino alla Terra, senza urtarla. La spazzerebbe con il suo campo magnetico. Quello sarebbe capace allora di agire sul campo terrestre al punto di farlo basculare, di invertirlo. Le inversioni successioni del campo magnetico terrestre, constatate per misura del paleomagnetismo delle lave viene forse da là.
Parimenti i fisici sono sempre incapaci di spiegare "la ragione sufficiente" (come direbbe il professore Panglosse) della presenza di un campo terrestre (0,4 gauss, se i miei ricordi sono esatti). Si parla da decenni "di effetto Dinamo" senza essere mai stati fottuti di modellizzare il fenomeno o di simularlo, compreso numericamente. Una altra origine consisterebbe semplice a dirsi che questo campo preesisteva nel blocco di ferro, della taglia di Marte, che ha impattato la Terra dando nascita alla Luna. La teoria dell'effetto Dinamo è una teoria "Shaddock" (perché fare semplice quando si può fare complicato).
Torniamo a questa storia di asteroide metallico che non impatta la Terra, ma la sfiora sufficientemente vicino. Non solo può invertire il suo campo magnetico, il nuovo campo essendo "rimanente" ma può, al momento del suo passaggio, creare delle forze di Laplace in seno al magma terrestre. Anche se queste forze non sono abbastanza intense per modificare sensibilmente la forma del nostro geoide esse possono essere sufficienti per scatenare dei terremoti, del vulcanismo e persino dei fenomeni di più grande ampiezza ancora come dei surgimenti o degli sprofondamenti di porzioni della crosta terrestre. L'acqua salata è anche conduttrice dell'elettricità. In seno ad essa le forze di Laplace creerebbero delle correnti fluide. Si può immaginare che questo asteroide possa così provocare la fine di civiltà, come quella di una "Atlantide". Non mi piacciono questi scienziati che cercano di tutto ridurre, di tutto passare nel loro tritacarne intellettuale immaginandosi che sanno tutto su tutto. Il nostro passato resta ben misterioso. È che molto recentemente che i nostri astrofisici hanno soltanto envisagé che il sole possa essere nato in un ammasso (Articolo di Serge Jodra: "Dove sono passate le sorelle del Sole?" in Ciel et espace di &&& , darmi i riferimenti del numero). Prima gli astrofisici pensavano che il sole era nato isolatamente. Ma in scienza, tutto procede per "catastrofi" ( da kata, accanto, e strophedein, il solco). Il discorso scientifico somiglia a un disco. Di tempo in tempo un evento fa che il braccio del giradischi salta, cambia di solco. Un discorso si interrompe allora brutalmente perché un altro si concateni, che eventualmente non ha niente a che vedere con il precedente.
Il discorso scientifico è in fatto un discorso di tipo religioso. La scienza ha i suoi preti, i suoi Panglosse, come Hubert Reeves, grande dispensatore di polvere di stelle, tale un moderno mercante di sabbia. Le sue frasi cominciano per "si pensa che..." e per chi sa seguire dei discorsi su dei lunghi lassi di tempo, essi evolvono, essi pure. Avete senza dubbio sentito lo scienziato dire "che il mito dell'Atlantide" è semplicemente legato all'esplosione del vulcano di Santorino, nelle isole Greche. Sono andato là. Effettivamente ciò deve essere stato qualcosa. Il maremoto che ne è risultato ha forse polverizzato qualche civiltà costiera. Platone ha forse anche semplicemente favoleggiato. A meno che non si tratti dell'effetto del passaggio di questo asteroide ferroso evocato più sopra. Notate una cosa di passaggio. Supponete che questo asteroide passi a mille chilometri dalla superficie della Terra. Non provocherebbe nessun fenomeno del tipo marea. Sarebbe troppo piccolo, troppo poco massiccio, benché gli effetti di marea siano in 1/r3. Non sfiorando la nostra atmosfera non creerebbe nessun fenomeno aerologico (se non quello che sarebbe dovuto a un potente rimescolamento della nostra ionosfera per le forze di Laplace, perché quella è ionizzata). Nella misura in cui questo asteroide non degaserebbe (le comete si rivelano soprattutto per la loro "chioma") sarebbe persino possibile che nessuno lo notasse. E tuttavia sarebbe stato forse capace di provocare in una notte l'inghiottimento di un continente intero, quello "degli Atlantidei".
Esiste un'altra tesi a proposito della sparizione di una civiltà antica, dovuta a un tizio di cui ho dimenticato il nome e il cui libro passò totalmente inosservato. Esiste tra l'Inghilterra e la Norvegia un vasto banco, dove la profondità è inferiore a 30 metri per punti, credo. È "Dogger Bank". Le glaciazioni, non solo abbassano il livello degli oceani, ma fanno risalire i fondali oceanici in prossimità delle barriere glaciali. È come quando premete in un punto su un materasso in schiuma. Ciò fa leggermente risalire la parte vicina. Quando i ghiacci fondono, il ghiacciaio retrocede. Il livello del mare sale e il fondale oceanico si sprofonda. Potrebbe aver esistito una civiltà vivente all'età del ferro che si sarebbe aggrappata a ciò che è diventato ora " Dogger Bank" facendone un .. polder. Quando si tratta di preservare un territorio, delle decine di migliaia di uomini possono operare durante dei secoli a edificare delle dighe di trenta metri di altezza. Tanto più che lo sprofondamento è stato progressivo. I lavori hanno potuto cominciare dalla preistoria, da in fatto la fine di questa glaciazione. E poi un giorno una tempesta eccezionale rompe la diga. In una notte tutto è inghiottito. Le tempeste seguenti perfezioneranno il lavoro. Qualche secolo più tardi niente sussisterà di una civiltà che avrebbe potuto essere fiorente e costituire forse quelli che si chiamarono "i Popoli del Mare" e che causarono dei seri fastidi all'Egitto a una certa epoca. Dei popoli molto avanzati in materia di navigazione, con delle navi carenate, che dominavano il ferro (mentre gli Egiziani, attaccati, non avevano che le loro spade di bronzo per far fronte). Ci sono forse delle cose favolose da scoprire effettuando dei carotaggi nel fondo di Dogger Bank. Si trovano bene delle masse di ossa di mammut al largo del Danmark, che datano dall'epoca in cui queste pianure erano ancora emerse.
5 settembre 2005. **Quando Putin fa il bello e il cattivo tempo. **

ARMI CLIMATICHE - 10/05/2005
Undici aerei per dissipare le nuvole nel cielo di Mosca
MOSCA (Reuters) - Per qualche istante, gli invitati di Vladimir Putin hanno temuto che il loro ospite mancasse alla sua promessa di offrire loro un tempo radioso per le cerimonie del 60° anniversario della fine della Seconda guerra mondiale.
Il ministro russo della Difesa, Serghej Ivanov, aveva annunciato la settimana scorsa che degli aerei russi avrebbero disperso chimicamente ogni nuvola minacciante di comportare un rovescio sulla piazza Rossa e sopra le teste dei dirigenti venuti da tutto il mondo.
Per l'occasione, l'esercito ha mobilitato undici aerei militari carichi di un agente chimico utilizzato [...]
Commento:
A quando degli interventi climatici per far piovere nel Sahel?
ARMI CLIMATICHE - 10/05/2005
Undici aerei per dissipare le nuvole nel cielo di Mosca
MOSCA (Reuters) - Per qualche istante, gli invitati di Vladimir Putin hanno temuto che il loro ospite mancasse alla sua promessa di offrire loro un tempo radioso per le cerimonie del 60° anniversario della fine della Seconda guerra mondiale.
Il ministro russo della Difesa, Serghej Ivanov, aveva annunciato la settimana scorsa che degli aerei russi avrebbero disperso chimicamente ogni nuvola minacciante di comportare un rovescio sulla piazza Rossa e sopra le teste dei dirigenti venuti da tutto il mondo.
Per l'occasione, l'esercito ha mobilitato undici aerei militari carichi di un agente chimico utilizzato [...]
Commento:
A quando degli interventi climatici per far piovere nel Sahel?
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