Il Signore delle Tempeste
Il Signore delle Tempeste
13 marzo 2011
****Episodio 2
****Episodio 3
In questa serie di video, che corrispondono a interviste condotte da Alex Jones, si scopre che l'esercito americano sapeva perfettamente manipolare le coperture nuvolose, unendo buone conoscenze meteorologiche e l'uso di particelle di ioduro d'argento, utilizzate come "nuclei" intorno ai quali il vapore acqueo presente nell'aria poteva condensarsi, non appena queste masse d'aria, cariche di umidità, si trovavano in condizioni sovracritiche. L'importante era effettuare questa dispersione nel posto giusto e al momento giusto.
La consultazione di meteorologi francesi porta all'impiego di "razzi paracadutisti", cioè azioni molto locali e a breve termine, empiriche e più o meno coronate da successo. Il discorso di Ben Livingstone è di una natura completamente diversa. Le azioni menzionate da lui si basano su una conoscenza estremamente precisa dei fenomeni meteorologici, del loro stato e dei meccanismi che controllano la loro evoluzione. Non si tratta allora di azioni i cui effetti si fanno sentire nell'ora che segue, ma di azioni che prevedono depositi mirati di "semi" (ioduro d'argento) in punti ben precisi e al momento giusto, su periodi che si misurano in giorni, pur implementando un numero molto ridotto di apparecchi (due in genere) e quantità di prodotto che vanno da alcuni chilogrammi a pochi decine di chilogrammi al massimo.
La condensazione del vapore acqueo comporta un rilascio di calore (fenomeno esotermico, inverso della vaporizzazione, che è endotermica)
Questa produzione di calore è accompagnata da movimenti della massa d'aria. Così, una piccola quantità di prodotto, dispersa in modo opportuno, può "pilotare" la meteorologia locale con efficacia, l'entità del fenomeno dipendendo dalla quantità di prodotto utilizzato e dalla sua area di distribuzione.
Perché dell'ioduro d'argento? Perché la sua struttura cristallina è molto simile a quella del ghiaccio. Si tratta di una sostanza tossica, non biodegradabile.
Ben Livingston fu un pioniere nel "controllo meteorologico". Quando parla, nella serie del video, del modo in cui riuscì a creare un vero e proprio diluvio liquido nel Nord del Vietnam (operazione Popeye), dice che all'inizio prese ciò che trovò, cioè una nuvola relativamente piccola (ciò che si presentava in quel periodo dell'anno, cioè durante la stagione secca). Poi effettuò successivi impianti, utilizzando granuli di ioduro d'argento, "coltivando" così la nuvola per 40 minuti e riuscendo a farla crescere fino a un'altitudine di 21.000 metri (cioè a trasformarla in cumulonembo). Dice che non c'è limite al controllo della crescita di una nuvola, purché le condizioni lo permettano, cioè se c'è umidità nell'aria.
Ben Livingtsone
La citazione di Ben Livingston alla Navy
Alex Jones e Ben Livingston
**Dopo queste prime esperienze, fui molto sicuro che si potesse fare quello che volevamo con un uragano. **
L'occhio di un ciclone
Nascita del progetto Storm Fury
*L'apparecchio semina la massa nuvolosa alla sua periferia, girando intorno al ciclone. La semina avviene su una superficie equivalente a un quarto di quella del ciclone. Si forma una nuova corona nuvolosa ascendente, con aumento della dimensione dell'occhio centrale. Le quantità di ioduro d'argento utilizzate in tali operazioni sono sorprendentemente basse: 60 chilogrammi in totale per l'operazione effettuata sul ciclone Debbie, che prevedeva 400 lanci di cariche da 150 grammi (bombe di ioduro d'argento, attaccate a paracadute e con scatto temporizzato). *
I venti sono massimi vicino all'occhio. La meccanica ciclonica combina l'azione delle celle (in rosso):
Le celle cicloniche
I risultati degli esperimenti effettuati nel Golfo del Messico furono molto positivi
Ben Livingstone mostra qui il rapporto che redasse per l'attenzione del Pentagono. Nella pagina a sinistra, si vede lo schema del rafforzamento di un ciclone, con aumento del diametro dell'occhio e riduzione corrispondente delle velocità periferiche, grazie a successive semine concentriche, effettuate da aerei che circondavano la formazione iniziale, il risultato essendo una riduzione dei danni materiali di un fattore 2. La durata dell'intervento fu di due giorni. Con il ciclone Debby, nel 1968, fu possibile ridurre le velocità massime da 250 km/h a 130 km/h e ridurre i danni materiali della metà. Questi test facevano parte del progetto Storm Fury, diretto da Mrs Joan Simpson (assistita dal marito). Il centro di controllo degli uragani, in collegamento con la direzione della meteorologia nazionale statunitense, si trovava a China Lake, un centro di prove di armi della Marina, situato a 150 chilometri a nord di Los Angeles.
Il centro di prove di armi della Marina di China Lake
Molte esperienze di manipolazione del clima poterono essere effettuate, per diversi anni, specialmente nelle aree desertiche vicine.
Era possibile, disse lui, coprire una vasta area, a 600 km/h, lanciando bombe di ioduro d'argento ogni 200 metri, attaccate a paracadute, che esplodevano poi seminando tutta l'area. Al Vietnam, Ben Livingstone effettuò manipolazioni climatiche a fini militari pilotando un jet, per anni.
A livello civile, esperienze effettuate all'inizio degli anni sessanta mostrarono che si poteva benissimo pilotare e deviare un ciclone tropicale, il che fu fatto con successo per dieci anni. Ma il governo degli Stati Uniti preferì mantenere questa informazione top secret, per concentrarsi sulle applicazioni militari.
"* ... I risultati degli esperimenti effettuati sul ciclone Debbie sembrarono così positivi che molti pensarono che la tecnica potesse essere operativa, effettuando la semina dei cicloni più importanti, minacciando le aree costiere. Un team di scienziati dell'Università di Stanford formulò questa conclusione sulla base degli esperimenti effettuati, inclusi quelli svolti sui cicloni Esther e Beulah. Il Dottor James Matheson, membro di quel gruppo, riflette l'opinione generale, dichiarando: "Pensiamo che dovremmo essere pronti a agire non appena un ciclone minacciasse Miami". Gli scienziati dichiararono: "Il Governo deve essere consapevole che decidendo di non utilizzare questa tecnica assume la responsabilità di esporre le popolazioni a danni materiali e perdite di vite umane legati a fenomeni meteorologici, amplificati" (Pothier 1972)...".
Scienziati dell'Università di Stanford
Ben Livingston disse che fu estremamente deluso che quel progetto venisse abbandonato.
Queste tecniche furono applicate con successo durante la guerra del Vietnam, provocando piogge che resero la "pista Ho Chi Minh", semplice strada di terra battuta, impraticabile.
Durante la guerra del Vietnam, caccia veloce adattato per la guerra meteorologica
(era necessario...)