Arma sismica
Le Armi Sismiche
**21 settembre 2002 - completato
il 1° marzo 2006 **
Tutto parte da una dichiarazione di William Cohen, segretario di Stato alla Difesa americano, datata 2 aprile 1997 (segnalata dal mio vecchio amico di Poitiers, il ricercatore Gérard Morin):
Others [terrorists] are engaging even in an eco-type of terrorism whereby they can alter the climate, set off earthquakes, volcanoes remotely through the use of electromagnetic waves. So there are plenty of ingenious minds out there that are at work finding ways in which they can wreak terror upon other nations.It's real, and that's the reason why we have to intensify our[counterterrorism] efforts.
Secretary of Defense William Cohen at an April 1997 counterterrorism conference sponsored by former Senator Sam Nunn. Quoted from DoD News Briefing, Secretary of Defense William S. Cohen, Q&A at the Conference on Terrorism, Weapons of Mass Destruction, and U.S. Strategy, University of Georgia, Athens, Apr. 28, 1997.
Traduzione:
Altri terroristi si dedicano a un tipo di azione "ecologica" in cui possono alterare il clima, scatenare terremoti, eruzioni vulcaniche utilizzando onde elettromagnetiche. Molte menti ingegnose stanno attualmente lavorando per immaginare mezzi con cui terrorizzare intere nazioni. Tutto ciò è reale ed è la ragione per cui abbiamo intensificato i nostri sforzi nella guerra contro i terroristi.
Segretario alla Difesa William Cohen, aprile 1997. Conferenza dedicata al controterrorismo organizzata dal senatore Sam Nunn. Dichiarazioni riportate dal Dipartimento della Difesa (DoD). "Conferenza sul terrorismo. Armi di distruzione di massa e strategia americana. Università della Georgia, Atene, 28 aprile 1997.
Traduzione in chiaro: Si sa che tutto ciò funziona poiché lo sperimentiamo da lungo tempo. I mezzi tecnologici da mettere in atto restano abbordabili e senza alcun paragone con uno sforzo di nuclearizzazione.
Si noterà la menzione dei terremoti e dell'innesco di eruzioni vulcaniche. Può sembrare folle, ma in fondo una causa minima, ben localizzata, può generare un cataclisma se questo è pronto a scatenarsi. I terremoti sono legati a scorrimenti di placche, lungo le faglie. Si sa che un terremoto si produrrà ineluttabilmente lungo la faglia di Sant'Andrea, in California, e che i suoi effetti saranno devastanti. Non si sa quando ciò accadrà, il che equivale anche a dire che non si conosce a priori l'energia che basterebbe a innescare il fenomeno. Più lo scatto è prossimo e più questa energia sarà debole. La tecnica permette di agire negli strati profondi del suolo con onde elettromagnetiche. I russi avevano costruito un enorme generatore chiamato "Pamir" negli anni Settanta, di cui avevo visto delle foto nel 1983 a Chicago, durante un congresso di MHD, che poteva essere trasformato su un grosso camion. Era una delle n varianti del generatore di Sakharov, a compressione di flusso. Questo aveva la forma di una scatola di camembert di sei metri di diametro. Questi generatori, che in seguito si seppe equipaggiavano i cannoni elettromagnetici installati al suolo dai russi, sono chiamati anche generatori di Pavloski. Il loro funzionamento, per "compressione di flusso", è analogo al sistema MK1 di Sakharov che tutti ormai cominciano a conoscere. Si dà fuoco, al centro, a un esplosivo chimico che interagisce con un potente solenoide (per lo specialista: in regime di elevato numero di Reynolds magnetico).

Questo sistema "permetteva di far circolare forti correnti elettriche nel suolo". Ufficialmente il dispositivo era presentato come un sistema di analisi della situazione di un terreno misurando su grandi distanze e a grande profondità la conducibilità elettrica del suolo. Ora si sa che una variazione di questa conducibilità è il segno dell'imminenza di un terremoto. Nel 1983 avevo discusso a Chicago con i responsabili russi di questo progetto, ex allievi di Velikhov, lui stesso allievo di Sakharov. Oggi mi rendo conto che un tale sistema poteva permettere non solo di studiare la situazione presismica di un terreno ma eventualmente di innescare il sisma. Così lo "studio geofisico" costituiva il "progetto-schermo" che nascondeva la vera finalità di questa tecnologia, inimmaginabile per un non specialista.
Fisicamente parlando questi sistemi permettono trasferimenti di energia. L'energia di partenza resta quella dell'esplosivo che alimenta il generatore Pamir. Questo sistema permette di trasportare per questa via, tramite onde elettromagnetiche, una parte di questa energia a grande profondità. Se la faglia non è pronta a cedere, servirebbe un'energia importante per innescare il sisma. Il sistema, usato con moderazione, può permettere di testare il terreno, un po' come quando si danno leggeri impulsi su un blocco in equilibrio per vedere se è pronto a scivolare in un burrone. Dei militari-geofisici possono così localizzare in segreto in tutto il mondo, in territori potenzialmente "ostili" o "da mettere in riga", delle "regioni sensibili" dove un'azione più energica potrebbe innescare un sisma devastante. Per innescare il sisma basta allora modificare tramite riscaldamento la natura del terreno in un punto che funge da "ritegno" nella faglia, da "chiavistello". Si provoca allora lo scatto.
**1° marzo 2006 **
Alla fine di febbraio 2006 è stata trasmessa un'emissione intitolata "le collere del clima", di cui ho potuto avere copia grazie a uno dei miei lettori. In essa si passano in rassegna le diverse catastrofi avvenute dal 2002. Natale 2005: lo Tsunami. Qualche mese dopo, il terremoto in Pakistan che fece decine di migliaia di morti. Un geologo americano ha suggerito che il fenomeno dei terremoti poteva essere innescato dalle maree terrestri legate all'influenza della Luna. Una precisazione: il moto apparente della Luna, legato alla rotazione della Terra, induce una marea terrestre dell'ordine di 30-50 cm.
La distanza Terra-Luna non è costante. L'effetto di marea varia in 1/r3. Distanza max: 407.000 km. Distanza minima: 365.000 km
DF/F = - 3 Dr/r
Risultato: una variazione dell'effetto di marea del 30%, che non è poco.
L'effetto è accentuato quando il satellite e il sole sono allineati. Se la Luna eclissa il Sole e si trova inoltre al perigeo, l'effetto è massimo. L'individuo ha quindi predetto un certo numero di sismi, alcuni dei quali si sono effettivamente scatenati. Per esempio l'ultimo sisma importante a San Francisco. È stato bandito dai media e dall'università date le paniche che poteva creare a ciascuna delle sue predizioni. Effetto: eclissi del sole da parte della luna più posizione della Luna al suo perigeo: flussi migratori. Semplice osservazione, ma osservazione logica comunque.
Stessa osservazione fatta nel corso dell'emissione: il fatto che il sistema delle placche tettoniche possa ripercuotere fenomeni a grandissima distanza, anche in differita. Semplicemente "perché non si sa come funziona". Del tutto possibile.
Più sopra ho evocato il mio incontro negli USA con dei russi che mi avevano mostrato, durante un colloquio di MHD all'inizio degli anni Ottanta, delle foto di una strana macchina a forma di grosso camembert, montata su un camion. I realizzatori dell'emissione hanno mostrato delle foto di questa macchina, battezzata "earthquake machine", e diffuso un film del suo funzionamento. Spero di potervi passare presto qui l'estratto corrispondente.

Immagine di sintesi che mostra una macchina di Pavlowsky (o macchina "Pamir")
Nel film appaiono fugacemente delle immagini con del testo. Spalancando bene gli occhi si possono identificare i suoi diversi componenti. Ci sono quattro elementi identici, accostati per formare una batteria. I dispositivi circolari sono dei solenoidi. A destra, quattro razzi a combustibile solido, verosimilmente drogati al cesio o al sodio (sostanze dotate di un basso potenziale di ionizzazione). Questa batteria di razzi è chiamata "generatore di plasma".
Il funzionamento è breve: meno di cinque secondi, il che consente forti temperature di combustione, forse superiori a 3000° (3900° secondo i dati tecnici scovati da Eric Dezoète dopo la messa in linea del mio testo). Queste quattro camere di combustione scaricano in generatori di Faraday, lineari, non visibili, poi i getti sono diretti nell'atmosfera. Il disegno qui sopra mostra il modo di fissaggio dell'insieme su una "piastra" destinata a essere montata su un supporto mobile, in questo caso un grosso camion. Le parti dritte mostrano le spalle su cui questi tre "propulsori" spingono. Penso che le spinte unitarie di questi sistemi debbano essere un po' inferiori a dieci tonnellate ciascuno, il che richiede un fissaggio solido e che questi getti siano diretti verso il basso.
Quando si guarda il film si nota un'eiezione di gas caldo, a livello delle camere, poco prima dell'arresto. Ciò corrisponde all'apertura di "cappelle" che creano una fuga di gas nelle camere, vi fanno cadere la pressione e provocano l'arresto della combustione (per il funzionamento delle "cappelle" vedere "il giro del mondo in ottanta minuti", pagina 14). E ciò prima che tutto il propergolo solido sia bruciato. Lo strato residuo di incombusto svolge così il ruolo di isolante termico. Quando la pressione cala, la temperatura fa altrettanto e la combustione si arresta.

Generatore di Pawlosky, inizio della combustione
Il disegno che si trova sul camembert indica senza ambiguità che si tratta di un generatore elettrico.
*Perché questa forma a camembert? *
Si tratta di enormi solenoidi, non superconduttori, fatti di semplice rame rosso, che all'inizio sono alimentati dalla scarica di una batteria di condensatori. Si vede questa batteria a sinistra di un'installazione Pamir-2

Installazione al suolo. A sinistra, il banco di condensatori per l'eccitazione iniziale
Il generatore di Faraday funziona allora in regime di auto-eccitazione, nel senso che la corrente prodotta è in gran parte derivata verso i solenoidi, rafforzando il campo induttore, di cui il campo elettromotore V B. Il valore del campo magnetico raggiunto è piuttosto elevato, il che comporta forze considerevoli, capaci di far scoppiare le bobine. Queste sono disegnate in modo da presentare una resistenza massima, cioè circolari.
Anche durante tempi di funzionamento così brevi, questi solenoidi, percorsi da correnti importanti, sprigionano parecchie calorie. Questi camembert devono non solo assorbire lo sforzo ma comportarsi da pozzi di calore. L'ugello MHD, lineare, a elettrodi continui, svolge anch'esso il ruolo di pozzo di calore.

Il generatore in piena azione
Il bagliore prodotto permette di distinguere meglio la struttura metallica saldata vicino alla parte anteriore del camion. A mio avviso è un "derrick" che permette, prima della prova, di scavare pozzi verticali in cui resteranno stabilmente non dei tubi ma delle trivelle piene, in semplice ferraglia, che serviranno da elettrodi andando ad applicare la tensione elettrica senza perdita di carico in strati situati a una profondità che a mio avviso potrebbe arrivare fino a diverse centinaia di metri. Prima della prova il camion si comporta come un dispositivo mobile di perforazione e il suo potente motore potrebbe allora mettere in movimento lo scalpello.
Nel film si vede uno schema che si può tentare di decodificare. La scarica sembra iniettata in una fessurazione orizzontale, corrispondente verosimilmente a uno strato acquifero. Il passaggio della corrente vaporizza quest'acqua e produce un effetto di sollevamento dello strato. Se si segue il disegno indicato, questo movimento mira a sbloccare una placca unita da una fessura verticale, lungo la quale si esercitano forze di taglio.

Questo scorrimento delle placche può allora esso stesso propagarsi a grande distanza (onda di taglio) e innescare un sisma ben oltre la zona sollecitata.
Negli USA i russi avevano presentato questa macchina come "un sistema che permette di misurare la conducibilità elettrica del suolo" aggiungendo "che una variazione di conducibilità poteva essere il segno annunciatore di un sisma imminente". Come "strumento di misura" sembrava comunque piuttosto brutale. Uno strumento di misura non ha bisogno di funzionare per 5-10 secondi.

"Strumento di misura"
Sembra del tutto logico che dei parametri fisici, elettromagnetici del sottosuolo di una regione possano essere modificati in prossimità imminente di un terremoto. Sarebbe allora logico disporre tutto intorno a una regione a rischio dei sensori sia passivi (misura del campo elettrico) sia attivi (misura della conducibilità elettrica del sottosuolo, della permittività, ecc...). Ma nel secondo caso, a mio modesto avviso, non ci sarebbe bisogno di mettere in gioco simili intensità per tanto tempo. I metodi di misura, che agiscono per di più durante brevi durate e mettono in gioco energie infime, sarebbero incapaci di provocare il minimo fenomeno, compreso un "micro-sisma". Come strumento di "geofisica" questo generatore MHD non è uno strumento di misura, ma davvero uno strumento che permette di agire sull'ambiente sotterraneo.
Nel film, questa "earthquake machine" è presentata come capace di alleviare tensioni creando "micro-sismi". Ciò parte allora da un ottimo sentimento, ma come fa notare un commentatore nel film "quando si gioca con Madre Natura non si sa mai molto bene fin dove questo può arrivare".
Il film evoca un effetto fino a 50 km di profondità. Si parla di specie di "impatti di fulmine".
Diverse osservazioni:

Registrazione dell'uscita in potenza, nel corso del tempo. In ascissa: secondi, in ordinata megawatt. - Una potenza, così lentamente variabile nel tempo, non è a priori suscettibile di generare onde.
-
Se si punta sull'effetto primario, induttore, la corrente e lo sviluppo di vapore per effetto Joule possono localizzarsi in fessure che corrono attraverso la roccia, un po' ovunque.
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Se la macchina crea realmente un inizio di scorrimento, ciò può propagarsi a distanze e a profondità a priori non limitate. Semplici rilasci di tensioni, a cascata, con propagazione di prossimità in prossimità.
In conclusione la macchina Pamir potrebbe benissimo rivelarsi capace di creare sismi, compresi sismi importanti. L'importanza non dipende dalla macchina ma dalla quantità di energia immagazzinata nella faglia, in seguito a uno scorrimento, accumulata nel corso di secoli o millenni.
Il film trasmesso in televisione avanza l'idea che questa macchina sarebbe stata "venduta agli americani" e che "nessuno sa cosa ne sarebbe stato". Questo è un po' un'invenzione da giornalista. La verità è più semplice. Questi studi hanno dato luogo a un contratto e a una collaborazione tra l'Istituto delle Alte Temperature di Mosca e l'Air Force, tutto qui.
Su Internet si trova una descrizione e dei dati tecnici riguardanti questi generatori. Possono essere usati come fonte di potenza per una durata limitata (fino a 10 secondi) e alimentare per esempio armi a energia diretta impiantate al suolo, per esempio laser. Apparentemente ogni camembert può sviluppare 5 megawatt, il che rappresenterebbe una ventina di megawatt per un'installazione a quattro unità accostate.
http://www.ihed.ras.ru/mg/otdel6.htm
Victor A. Novikov è il responsabile del dipartimento dei generatori MHD pulsati dell'Istituto delle Alte Temperature dell'Accademia delle Scienze dell'URSS. Vedere la descrizione del sistema Pamir 3 (15 MW). Documentazione scovata da Eric Dezoète.
http://www.ihed.ras.ru/mg/Pamir3U.htm
Questo sistema pesa 12 tonnellate. Gli ugelli scaricano con un angolo di 19°. L'inseminazione è ben ottenuta con nitrato di cesio (10% della carica del propergolo solido). La potenza termica sprigionata è di 600 MW. La temperatura nelle camere di combustione è di 3900° K, il che permette al plasma di avere una buona conducibilità elettrica (50-60 Mhos/m) nonostante un funzionamento in equilibrio termodinamico. Dato l'elevato valore del campo magnetico si impone una forte pressione, di trenta bar, nell'ugello MHD per restare in regime di basso parametro di Hall. Questa forte pressione nella sezione MHD è confermata dalla forma conica del getto, all'aria aperta (qui in un padiglione di prova):
In uscita la temperatura del plasma raggiunge ancora 3000°. Il generatore può erogare da quindicimila a venticinquemila ampere sotto una tensione dell'ordine del kilovolt. Gli elettrodi in grafite sono sostituiti a ogni prova. Sembra che i solenoidi, dotati di 64 avvolgimenti, riescano a sviluppare diversi tesla. 4,8 T al massimo. Tutta la macchina fa da pozzo di calore e si raffredda naturalmente dopo ogni sparo.
2 marzo 2006: Quando la realtà supera la finzione
Abbiamo capito, nel 2006, il sistema che permetteva di usare un generatore MHD impulsivo (funzionante da 5 a 10 secondi, che esiste da mezzo secolo), utilizzato per vaporizzare l'acqua di una falda freatica in prossimità di una faglia "trasforme" per farne un'arma sismica. È una tecnologia relativamente rustica, di cui abbiamo descritto le grandi linee, che fa paura.
Riflettiamo. Questo sistema potrebbe perfettamente essere applicato in fondo ai mari. Modificare un sottomarino di conseguenza non pone alcun problema tecnico. Lo stesso sottomarino potrebbe avere un aspetto molto "banalizzato". I motori a razzo utilizzati, a propergolo solido, funzionano molto bene nell'acqua e sotto pressione. Trenta bar corrispondono a 300 metri di profondità. Sarebbe così perfettamente possibile mettere in opera un generatore del tipo Pamir in prossimità di una faglia e lontano dalle coste. Il suo funzionamento non sarebbe rilevato in superficie.
L'attività tettonica si prolunga sotto il mare. Prendiamo per esempio l'Islanda. È percorsa da una faglia orientata sud-sud ovest - Nord - nord est che prolunga la faglia della dorsale medio-oceanica. Questa regione del globo è sede di fortissime tensioni tettoniche. Si potrebbe dire che sarebbe relativamente facile innescare un sisma in Islanda agendo in prossimità della costa, seguendo il prolungamento sottomarino della faglia. Con i disegni seguenti ho cercato di mostrare come potrebbe apparire un sottomarino innescatore di sismi.

**Messa in posa di un'arma sismica in prossimità delle coste **
Aggiungiamo che alle profondità previste: cento, duecento, trecento metri, la messa in opera di sommozzatori autonomi che escono dal sottomarino e poi rientrano in una "camera di saturazione" non pone alcun problema. Tali interventi sono correnti in prossimità delle piattaforme petrolifere off shore. Scopriamo così una nuova forma di guerra discreta ("silent war") in cui indebolire un avversario può consistere nel creare in casa sua dei "fenomeni naturali" che potrebbero, con mezzi sorprendentemente modesti, creare in lui effetti distruttivi, a grande distanza, e anche in differita. Salvo poi proporre il proprio "aiuto umanitario", operazione che permette eventualmente di riprendere in mano completamente un paese.
Tutto ciò sembra così semplice e logico che ci si può realmente chiedere se non sia già stato messo in opera.
Qui si è evocato un effettore che consiste nel portare a ebollizione l'acqua di una falda acquifera, situata sia sotto la superficie terrestre sia sotto il fondo oceanico, con l'energia apportata da un generatore MHD. È astuto e potenzialmente efficace. Si utilizza così il vapore come "martinetto". Ma ci sono altri modi di creare urti suscettibili di innescare sismi operando in prossimità di faglie, come per esempio perforare discretamente e poi far detonare una carica nucleare interrata a una certa profondità. Penso in particolare ad azioni condotte in prossimità di coste "sensibili".
Ritorno al testo del 2003:
Stessa osservazione riguardo a un possibile innesco del vulcanismo. La filosofia è la stessa: apportare energia in profondità. Prima di pensare a un vulcano guardiamo come funziona un geyser. Ho girato parecchio in Islanda molti anni fa con mio figlio e con Maurice Kraft (che morì intossicato da un'emanazione di gas, così come sua moglie Katia). La parola geyser viene dalla località Geisir, in Islanda, dove questi sono numerosi.

Un geyser è una colonna che sprofonda nelle viscere della terra in un punto dove si trova una fonte di calore. In Islanda il calore è ovunque. Questa colonna è piena d'acqua. Molto spesso affiora in una vasca più o meno importante. Si è sorpresi di scoprire che quest'acqua è tinta di verde da batteri che vi vivono "consumando questa energia" e non l'energia del sole. Del resto non si sa molto bene se la vita terrestre non sia nata in queste condizioni che ci sembrano insopportabili. Sta di fatto che questi batteri muoiono se la temperatura scende sotto una certa soglia, forse ottanta o novanta gradi. In ogni punto della colonna l'acqua è prossima all'ebollizione. Più la pressione è elevata e più alta è la temperatura alla quale l'acqua può mantenersi allo stato liquido, e viceversa. Vi racconto questo perché tutti i montanari sanno quanto sia difficile cuocere la pasta in alta montagna, semplicemente perché la bassa pressione legata all'altitudine diminuisce la temperatura di ebollizione e che anche nell'acqua bollente si fa fatica a provocare le reazioni chimiche della cottura dell'alimento a causa di ciò. Nella colonna d'acqua del geyser la temperatura cresce con la profondità, semplicemente perché ci si avvicina alla fonte di calore. Se l'ebollizione non si produce (il geyser allora cessa di essere attivo) è perché in ogni punto il peso della colonna d'acqua crea una pressione sufficiente a impedire l'ebollizione alla temperatura che regna a quella profondità.
Ma questo sistema è instabile. La pressione che regna nella colonna non può essere modificata. Dipende solo dalla geometria del sistema, dall'altezza d'acqua. Invece la fonte di calore sotterranea può apportare calorie al punto da creare la criticità. Allora si forma una bolla che risale verso la superficie e provoca l'ebollizione dell'acqua che si trova sul suo passaggio. Il volume di vapore che risale cresce così e può raggiungere diversi metri cubi. Quando la bolla raggiunge la superficie, questa si solleva. Poi la bolla scoppia nella sua parte superiore (figura di destra) ed è ciò che provoca l'emissione di una colonna di vapore. Coloro che hanno visto geyser in funzione conoscono questo fenomeno, abbastanza rapido, che si estende su un tempo dell'ordine del secondo.
Per l'aneddoto esiste un modo per "rianimare i geyser", che usava Maurice Kraft e che faceva la gioia di mio figlio che aveva dieci anni a quell'epoca. Ho purtroppo perso la foto che avevamo scattato del fenomeno. Il trucco consiste nel vuotare il contenuto di una boccetta di detersivo per piatti nel geyser. Questo scende abbassando il valore della temperatura di vaporizzazione. Quando il prodotto raggiunge il fondo della colonna, il geyser si scatena e produce allora decine di migliaia di bolle di sapone, le più grandi potendo raggiungere una ventina di centimetri di diametro.
Un vulcano ha un funzionamento analogo nel senso che è una colonna di magma contenente del gas.

Si può paragonare questo magma a dello champagne. I gas che popolano la superficie della Terra sono del resto stati creati dal degassamento dei vulcani, poi trasformati da un fenomeno chiamato "vita". I vulcani emettono numerosi gas diversi, tra cui parecchia CO2. Prendiamo ora un vulcano "attivo", cioè suscettibile di entrare in eruzione periodicamente. La sua colonna di lava è in equilibrio alla maniera di quella del geyser. In genere è legata in profondità a una sacca magmatica. Il meccanismo che assicura la risalita del magma nel camino è il degassamento che tende ad accentuarsi man mano che la risalita procede. Si comprende allora come possa essere possibile, con l'ausilio di microonde pulsate a bassissime frequenze, capaci di apportare energia termica a grande profondità, riscaldare il magma e rendere il sistema instabile, se è prossimo alla sua criticità.
Se il segretario alla Difesa William Cohen ha pronunciato queste parole è perché aveva ottime ragioni per pensare che tutto ciò fosse fattibile. Penso anzi che se l'ha detto è perché ciò ha già potuto essere testato dagli scienziati americani (...).
23 sett 2002. libera opinione (l'autore del messaggio ha preferito restare anonimo):
Poiché si può supporre che questo responsabile americano, Cohen, non dica cose a caso, ci si può legittimamente chiedere se un'arma sismica non sia già stata utilizzata da qualche parte con le conseguenze prevedibili. A questo proposito, si può notare che il sisma devastante in Armenia nel dicembre 1988 ha coinciso in modo sorprendente con l'inizio dei disordini etnici in quella regione, anch'essi nel 1988, tra gli armeni e gli azeri (dell'Azerbaigian) e che erano annunciatori della fine dell'URSS. Consapevole che l'Unione si dirigeva verso lo scoppio, si potrebbe immaginare un generale sovietico testa calda usare il giocattolo descritto nel vostro articolo per "domare l'insurrezione" nella regione? Semplice ipotesi.
Il passaggio in prossimità della Terra di un asteroide ferroso, detrito di supernova, dotato di un fortissimo campo magnetico. Le supernove, appena prima della loro fine brutale, possiedono un nucleo centrale costituito di ferro, associato a un campo magnetico di fortissima intensità, difficile da quantificare (cento tesla o più, forse). Il sole è nato in un ammasso di qualche centinaio di stelle che si è disperso in qualche decina di milioni di anni. Diciamo 50 milioni di anni. Le stelle massicce (20 masse solari) hanno espulso le piccole per effetto fionda. Nel frattempo queste stelle massicce hanno avuto il tempo di mutarsi in supernova, quindi di esplodere, prima che l'ammasso fosse disperso. Esse hanno quindi popolato questo di elementi pesanti (di cui siamo costituiti). Se alcune supernove possono dare origine per compressione a residui sotto forma di stelle di neutroni, è molto possibile che in altri casi la compressione non sia abbastanza simmetrica da assicurare la trasformazione del nucleo di ferro in massa di neutroni al contatto. Il nucleo sarebbe allora stato dislocato. Ho sulla scrivania del mio ufficio una mini-meteorite della dimensione di una nocciolina che senza dubbio un tempo ha abitato il cuore di una stella gigante e costituisce oggi un infimo frammento derivante dalla sua disintegrazione. Nessuno può pregiudicare la dimensione dei frammenti. Sulla Terra ne sono atterrati alcuni che avevano dimensioni rispettabili (quindi quello che ha dato origine al "meteor crater" in Arizona). È del tutto possibile che ne possano esistere di più grossi, espulsi lontano dal sole, quindi allora non rilevabili se non in fase di avvicinamento finale, poiché a differenza delle comete non degassano. Immaginate che un frammento di supernova della dimensione di Phobos passi vicino alla Terra, senza urtarla. La spazzerebbe con il suo campo magnetico. Questo sarebbe allora capace di agire sul campo terrestre al punto da farlo basculare, da invertirlo. Le inversioni successive del campo magnetico terrestre, constatate mediante misura del paleomagnetismo delle lave, vengono forse da lì.
I fisici sono sempre incapaci di spiegare "la ragione sufficiente" (come direbbe il professor Pangloss) della presenza di un campo terrestre (0,4 gauss, se i miei ricordi sono esatti). Si parla da decenni di "effetto Dinamo".
Torniamo a questa storia di asteroide metallico che non urta la Terra, ma la sfiora abbastanza vicino. Esso può al momento del suo passaggio creare forze di Laplace all'interno del magma terrestre. Anche se queste forze non sono abbastanza intense da modificare sensibilmente la forma del nostro geoide, possono essere sufficienti a innescare terremoti, vulcanismo e persino fenomeni di portata ancora maggiore come emersioni o sprofondamenti di porzioni della crosta terrestre. L'acqua salata è anch'essa conduttrice di elettricità. Al suo interno le forze di Laplace creerebbero correnti fluide. Si può immaginare che questo asteroide possa così provocare la fine di civiltà, come quella di una eventuale "Atlantide". Non mi piacciono questi scienziati che cercano di ridurre tutto, di far passare tutto nel loro tritacarne intellettuale immaginando di sapere tutto su tutto, basandosi su un sapere che credono definitivo. Il nostro passato resta ben misterioso. È solo molto recentemente che i nostri astrofisici hanno ipotizzato che il sole possa essere nato in un ammasso (Articolo di Serge Jodra: "Dove sono finite le sorelle del Sole?" in Ciel et espace di aprile 1998, n° 336 pagina 60). Prima gli astrofisici pensavano che il sole fosse nato solo nel suo angolo. Ma in scienza tutto procede per "catastrofi" (da kata, accanto, e strophedein, il solco). Il discorso scientifico assomiglia a un disco. Di tanto in tanto un evento fa sì che il braccio del giradischi salti, cambi solco. Un discorso si interrompe allora bruscamente perché un altro si concateni, che eventualmente non ha nulla a che vedere con il precedente. Altro esempio: il passaggio brutale dalla "teoria dei geosinclinali" a quella della tettonica delle placche, in seguito alla scoperta della deriva dei continenti. A proposito, mi piacerebbe che qualcuno mi inviasse fotocopie di pagine di corsi di geologia datanti da prima di questa scoperta della deriva dei continenti (da inviare a J.P.Petit, villa Jean-Christophe, chemin de la Montagnère, 84120, Pertuis). Appartengo infatti a una generazione che ha dovuto imparare (a memoria) questa teoria dei "geosinclinali" che allora si trovava allo scaffale "geologia" dell'insegnamento secondario. Era surreale. Ci si ingegnava a spiegare come il fondo di laghi o di mari riuscisse a formare... delle montagne. Sarei felice di portarle a conoscenza dei lettori affinché i più giovani vedano come delle conoscenze possano così ribaltarsi alla scala di una generazione. Gli scienziati (e in questo caso i geologi) sono come i gatti che, come tutti sanno, hanno l'arte di "mettere i loro escrementi sotto il tappeto del salotto".
Il discorso scientifico è in realtà un discorso di tipo religioso. La scienza ha i suoi preti, i suoi Pangloss, come Hubert Reeves, grande dispensatore di polvere di stelle, come un moderno venditore di sabbia. Le sue frasi cominciano con "si pensa che..." e per chi sa seguire discorsi su lunghi lassi di tempo, esse evolvono, anch'esse. Avrete senza dubbio sentito lo scienziato dire "che il mito dell'Atlantide" era semplicemente legato all'esplosione del vulcano di Santorini, nelle isole greche. Ci sono andato. Effettivamente dev'essere stata una cosa notevole. Lo tsunami che ne è risultato ha forse polverizzato alcune civiltà costiere. Platone ha forse anche semplicemente favoleggiato, a meno che non si tratti dell'effetto del passaggio di quell'asteroide ferroso evocato più sopra. Notate una cosa di passaggio. Supponete che questo asteroide passi a debole distanza dalla superficie della Terra. Troppo piccolo, troppo poco massiccio, potrebbe non generare alcun fenomeno di marea, benché gli effetti di marea siano in 1/r3. Non sfiorando la nostra atmosfera non creerebbe alcun fenomeno aerologico (se non quello che sarebbe dovuto a un potente rimescolamento della nostra ionosfera da parte delle forze di Laplace, poiché questa è ionizzata). Nella misura in cui questo asteroide non degasserebbe (le comete si rivelano soprattutto con la loro "chioma" e cominciano a degassare a circa seicento milioni di chilometri dalla Terra, dopo aver superato l'orbita di Giove) sarebbe persino possibile che nessuno lo notasse. Eppure sarebbe stato forse capace di provocare in una notte l'inghiottimento di un intero continente, quello degli "Atlantidi".
Esiste un'altra tesi a proposito della scomparsa di una civiltà antica, dovuta al politecnico Jacques Deruelle, pubblicata in un libro intitolato "L'Atlantide e i suoi Megaliti", opera che passò del tutto inosservata. Esiste tra l'Inghilterra e la Norvegia un vasto banco dove la profondità è inferiore a 30 metri in alcuni punti, credo. È il famoso "Dogger Bank", ben noto ai pescatori. Le glaciazioni non solo abbassano il livello degli oceani ma fanno risalire i fondali oceanici in prossimità delle barriere glaciali. È come quando si preme in un punto su un materasso di schiuma. Ciò fa leggermente risalire la parte vicina. Quando i ghiacci fondono, il ghiacciaio arretra. Il livello del mare sale e il fondale oceanico sprofonda. Potrebbe essere esistita una civiltà vivente nell'età del ferro che si sarebbe aggrappata a ciò che è diventato ora "Dogger Bank" facendone un... polder. Quando si tratta di preservare un territorio, decine di migliaia di uomini possono lavorare per secoli, persino millenni, a edificare dighe alte trenta metri. Tanto più che lo sprofondamento è stato progressivo. I lavori hanno potuto iniziare fin dalla preistoria, dalla fine di questa glaciazione. E poi un giorno una tempesta eccezionale rompe la diga. In una notte tutto è inghiottito. Le tempeste successive completeranno l'opera. Qualche secolo più tardi nulla sussisterà di una civiltà che avrebbe potuto essere fiorente e costituire forse quelli che furono chiamati "i Popoli del Mare" e che causarono seri fastidi all'Egitto in una certa epoca. Popoli molto avanzati in materia di navigazione, con navi carenate, che padroneggiavano il ferro (mentre gli Egizi, attaccati, avevano solo le loro spade di bronzo per far fronte). Ci sono forse cose favolose da scoprire effettuando carotaggi nel fondo del Dogger Bank. Si trovano ben masse di ossa di mammut al largo della Danimarca, che datano all'epoca in cui queste pianure erano ancora emerse.
8 aprile 2006: Corrispondenza di un lettore:
Signor Petit,
il vostro sito è straordinario, ho passato diverse notti in bianco sul vostro sito e un argomento particolare ha attirato la mia attenzione: i terremoti. Sono di origine turca e ho pensato la stessa cosa di voi riguardo all'innesco dei terremoti. Ho 22 anni e all'epoca del terremoto ne avevo 15 e avevo pensato forse a una carica nucleare posta alla base americana di
Duzce (epicentro del sisma all'epoca) secondo alcune fonti la base era come per magia vuota quel giorno, nessun soldato presente sulla base. Amici sopravvissuti al terremoto mi dicono di aver visto una luce nel cielo e un rumore infernale.
Non sarebbe quella la luce della macchina di cui parlate? Mi avete fatto scoprire la sua esistenza
Vi ringrazio, mi piacerebbe trattare l'argomento dei terremoti con voi.
Bravo per quello che fate
David Fumero
Signor Petit,
il vostro sito è straordinario, ho passato diverse notti in bianco sul vostro sito e un argomento particolare ha attirato la mia attenzione: i terremoti. Sono di origine turca e ho pensato la stessa cosa di voi riguardo all'innesco dei terremoti. Ho 22 anni e all'epoca del terremoto ne avevo 15 e avevo pensato forse a una carica nucleare posta alla base americana di
Duzce (epicentro del sisma all'epoca) secondo alcune fonti la base era come per magia vuota quel giorno, nessun soldato presente sulla base. Amici sopravvissuti al terremoto mi dicono di aver visto una luce nel cielo e un rumore infernale.
Non sarebbe quella la luce della macchina di cui parlate? Mi avete fatto scoprire la sua esistenza
Vi ringrazio, mi piacerebbe trattare l'argomento dei terremoti con voi.
Bravo per quello che fate
David Fumero
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