Il potere di censura del CSA, del Consiglio Superiore dell'Audiovisivo
Un potere di censura su tutte
le trasmissioni radiofoniche e televisive
21 agosto 2004
Fonte: il quotidiano "Voltaire".
Dal 9 luglio 2004 il Consiglio Superiore dell'Audiovisivo (CSA) dispone di nuovi poteri di censura su tutte le trasmissioni radiofoniche e televisive, indipendentemente dal mezzo di diffusione. Da ora in poi la legge francese tratta in modo diverso ciò che viene detto nella stampa scritta e nella stampa orale, televisione o radio.
Che cosa significa questo?
Fino a oggi la pubblicazione era libera, e le offese o le diffamazioni erano punibili solo a posteriori davanti ai tribunali. Tuttavia, una pressione poteva essere esercitata attraverso l'assegnazione delle frequenze, quando l'informazione veniva trasmessa via onde radio. Da un mese è stato istituito un regime di censura preventiva per l'audiovisivo. Sono stati adottati testi a giugno e all'inizio di luglio 2004 che rafforzano le disposizioni giuridiche già in via di attuazione da quattro anni.
Il CSA, Consiglio Superiore dell'Audiovisivo, è composto da nove "saggi", non eletti ma nominati dai tre principali personaggi dello Stato: il Presidente della Repubblica, il Primo Ministro e il Ministro dell'Interno. Questi "saggi" hanno il potere di vietare qualsiasi programma radiofonico o televisivo, indipendentemente dal mezzo di diffusione (onde radio, ma anche via cavo, satellite o Internet). Tutti gli editori sono soggetti a un'autorizzazione preventiva alla trasmissione e avranno alcuni mesi per mettersi in regola. Successivamente, il CSA avrà il potere di revocare in qualsiasi momento tale autorizzazione.
Il compito del CSA sarà quello di censurare ciò che gli apparirà contrario al rispetto della dignità della persona umana, al carattere pluralista dell'espressione dei diversi orientamenti di pensiero e di opinione, e tutto ciò che turberebbe la salvaguardia dell'ordine pubblico e i bisogni della difesa nazionale.
Il CSA così si sostituisce ai tribunali e può stabilire multe. L'intero sistema è evidentemente in contrasto con l'articolo 11 della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino del 26 agosto 1789, posto in prefazione della Costituzione francese.
Per l'editore della stampa scritta non è cambiato nulla: non deve rendere conto se non a posteriori. Situazione completamente diversa per l'editore televisivo o radiofonico, che rischia l'interdizione alla trasmissione, decisa a discrezione dal CSA, senza giudizio, e che può ricorrere solo davanti al Consiglio di Stato, che potrà impiegare tutto il tempo che ritiene necessario per decidere.
Va aggiunto che il CSA non ha potere coercitivo su quanto proviene da satelliti stranieri, che l'utente può ricevere tramite il suo parabola.
Una seconda legge è stata pubblicata nel Journal Officiel del venerdì 9 luglio, ricordando al CSA che spetta a lui vigilare affinché i programmi non contengano alcuna incitazione all'odio o alla violenza per motivi di sesso, razza, religione o nazionalità.
Il presidente del CSA è Dominique Baudis. In Francia ha rappresentato gli interessi del gruppo Carlyle, fondo di investimento comune alle famiglie Bush e bin Laden. Nel aprile 2002, sempre secondo il quotidiano Voltaire, il sig. Baudis avrebbe abusato dei suoi poteri di presidente del CSA per dissuadere per lettera France-Télévision dal ricevere da quel momento in poi il sig. Meyssan, con l'argomento che questi diffondeva "informazioni evidentemente false".
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Osservazione personale** :
Si riferisce al passaggio evidenziato in rosso. Che cosa significa "turbare la salvaguardia dell'ordine pubblico"? Chi decide ciò che è "dannoso per i bisogni della difesa nazionale"? Mi sembra che con clausole del genere si possa minacciare qualsiasi affermazione.
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