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La Macchina per Svuotare il Cervello

autre

La Macchina da Sgobba

22 aprile 2004

Per il mio artiglio da schifo e per il mio bastone da
finanza

Ubu Re, Alfred Jarry

La propaganda è alle democrazie ciò che la mazza è alle dittature

Noam Chomsky

La dittatura è "Stai zitto!"

La democrazia è "Parla sempre!"

Sconosciuto

IQualche giorno fa il mio amico, il matematico Jean-Marie Souriau,
mi diceva:

  • Sai che non ci sono più trasmissioni scientifiche in televisione?

  • No...

  • Archimede scompare. Resta E = m6, ma ormai passano solo sciocchezze.

Mio amico Boris:

  • Non so se la gente finirà per accorgersene: la televisione e i media in generale non sono più che uno strumento destinato a essere usato per addormentare le persone.

  • Cosa vuoi dire?

  • Quando Hitler scoprì il potere della radio, si mise a usarla intensivamente, curando gli effetti. Si trattava allora di fanaticizzare la gente. Oggi è diverso. In tutte le democrazie gruppi mafiosi hanno preso il potere. Hanno il controllo assoluto degli organi di stampa, a tutti i livelli. Il motto è allora "bisogna impedire alla gente di pensare". La gente non è stupida. La si addormenta. È normale che le trasmissioni scientifiche scompaiano. La scienza è una cosa pericolosa: spingerebbe la gente a pensare. Perciò deve sparire. Da anni vediamo moltiplicarsi trasmissioni sempre più sciocche, nelle ore di maggior ascolto.

  • Ma... l'audience?

  • Non credo che siano davvero le persone a chiedere queste trasmissioni. Credo che le si addormenti deliberatamente. È una politica concertata. Parallelamente si creano finestre mediatiche destinate a dare l'illusione di un accesso all'informazione e di oggettività. Un piccolo numero di persone comincia a rendersene conto.

  • Sì, l'abbiamo visto il 13 aprile con la trasmissione Thema di Arte e la diffusione di quel documento incredibile "L'11 settembre non è mai avvenuto".

  • L'hai visto!

  • Non ci sono ancora ripreso. Allora, questa rete Arte, con le sue trasmissioni Thema, aveva la funzione di farci credere che esistesse uno "spazio di oggettività e libertà". Si potevano trovare dossier sulla crescita del nazismo, sul ruolo della CIA venticinque-trent'anni fa, sul genocidio perpetrato da Pol Pot, sulle armi batteriologiche sviluppate dai Giapponesi già dagli anni trenta e chissà cos'altro! Ogni volta ci si sentiva tentati di pensare: "questi giornalisti sono obiettivi e coraggiosi".

  • Hanno piena libertà di occuparsi di vecchie storie, ma nulla su ciò che accade oggi e che riguarda il potere.

  • Esatto. È un modo per distogliere l'attenzione. Per l'11 settembre bisognava colpire forte. È stata proprio Arte a essere incaricata del compito, visto che è una rete franco-tedesca e che in Germania ci sono molti "conspirazionisti". Ma l'emissione era così grossolana che tutti ne siamo rimasti di stucco. Ho chiesto ai lettori di mandarmi l'audio registrato. Troveremo persone disposte a digitalizzare questo documento esemplare e a creare una raccolta con estratti che smascherino la tecnica della disinformazione utilizzata.

  • Sai cosa pensare della trasmissione "Arresto su Immagine"?

  • Anche in quel caso si trattava di una trasmissione destinata a far credere al pubblico che la televisione potesse autocriticarsi. Ma è ancora una grande manipolazione. Se il giornalista che la gestisce facesse il suo lavoro, dovrebbe avere molto da fare per analizzare la trasmissione di Arte del 13 aprile. Ma si può dubitare che lo faccia: questa trasmissione fa parte del network Arte. Non si può tagliare il ramo su cui si è seduti.

  • Questa trasmissione del 13 aprile ha fatto perdere alla gente le ultime illusioni.

  • Ho perso personalmente quelle che mi restavano. A questo punto il cerchio è chiuso. Sappiamo che ovunque ci mentono. Resta... Internet.

  • Conosci il progetto di legge Faure?

  • Quello che renderebbe gli host legalmente co-responsabili del contenuto dei siti che ospitano, spingendoli così a praticare una censura da soli. Inoltre la posta elettronica non sarebbe più considerata privata, sotto pretesto di lotta al terrorismo. Chiunque potrebbe accedere agli email.

  • Comunque, credo che sia già una realtà de facto. Ma ora questa violazione delle corrispondenze diventerebbe legale. È come se chiunque, alla posta, potesse aprire qualsiasi lettera, in ogni momento. Ritroviamo un sistema degno delle aziende totalitarie più avanzate. Ma tu non conosci il meglio. Risale a ieri, al 21 aprile 2004. Un tipo ha proposto un disegno di legge in cui i testi pubblicati sui siti non avrebbero più alcuna protezione. Sai che la legge sulla prescrizione di tre mesi, datata 1881, è la prima protezione della stampa. Non si può attaccare un giornalista per diffamazione se ha scritto o detto qualcosa più di tre mesi fa. È una protezione. Secondo il progetto di legge, questa scomparirebbe completamente sul web. Si potrebbe citare in giudizio per diffamazione persone sulla base di documenti d'archivio vecchi di 5-10 anni o più. E l'host sarebbe ancora co-responsabile...

  • È completamente folle...

  • La Terza Guerra Mondiale è già iniziata: è quella dell'informazione.

  • E della disinformazione.

  • Esatto. La trasmissione del 13 aprile di Arte andava in quella direzione. Tutte le persone che vorrebbero semplicemente che si aprisse un'indagine sugli eventi dell'11 settembre sono dei... conspirazionisti, antisemiti, avversari della democrazia, ecc.

  • In realtà i "poteri democratici" di vari paesi si rendono conto del pericolo rappresentato da Internet, dal punto di vista dell'informazione selvaggia. È semplicemente il nostro primo e ultimo spazio di libertà. È per questo che le leggi proposte tendono a zittire al massimo questo "mezzo". Internet rimane libero, ma ancora per quanto tempo? Chi parla troppo ha diritto al suo processo per diffamazione. Ho avuto il mio. Alessandri ne ha avuto uno. Ne ci saranno altri.

  • Non dovevi passare in televisione nei prossimi giorni, nella trasmissione "C'est Mon Choix"?

  • Sì. Una giornalista incaricata di preparare la trasmissione mi aveva contattato più di una settimana fa. Il tema doveva girare intorno alle nuove tecnologie. Un tipo le aveva suggerito di invitarmi, a causa delle idee sull'intelligenza artificiale presentate nel mio ultimo libro "L'Anno del Contatto", uscito di recente da Albin Michel.

  • E allora?

  • Nello stesso momento una ragazza mi aveva detto: "Ti teniamo venerdì 23 aprile per un dibattito radiofonico di 40 minuti nella trasmissione 'On ne nous la fait pas', su RMC". Avevo subito detto OK.

  • E allora?

  • Due giorni dopo mi ha richiamato per dirmi che la mia partecipazione era annullata.

  • È rimandata?

  • No. È così che funziona: un giornalista poco avvertito pensa di invitarmi e prende contatto. Poi quando la cosa risale alla redazione, dove il caporedattore sa chi deve invitare e chi non deve invitare, o si informa, e viene bloccato.

  • Ma a "C'est Mon Choix", ci passi, no?

  • Qualche giorno fa, la giornalista, visibilmente a disagio, mi aveva detto: "dato che i tuoi interessi sono molto ampi, abbiamo pensato di farti parlare alla fine della trasmissione, perché commentassi le interventi precedenti". Ma io ho detto che preferivo...