Bush saluta i suoi amici scout
21 marzo 2005
18 gennaio 2009: Scoperta sorprendente: Sarkozy e Obama sono stati nello stesso movimento scout di Bush e Berlusconi!
Dicembre 2011: Il Papa Benedetto XVI si è sbagliato nel segno scout!
Essendo data la natura delle reazioni seguite all'attivazione di questa pagina, vorrei aggiungere un preambolo. Si ricorda innanzitutto ai lettori che di fronte a qualsiasi informazione, a qualsiasi messaggio, devono pensare da soli prima di tutto. La seconda osservazione consiste nel ricordare che l'umorismo può essere usato per attirare l'attenzione su informazioni che potrebbero appartenere a un altro registro e avere un altro valore. In tempi in cui la libertà di informare rischia di saltare da un momento all'altro non è inutile cominciare a esercitarsi a:
- Scrivere tra le righe - Leggere tra le righe.
Per
scrivere tra le righe si usa un
mésografo
.
Per leggere
tra le righe, si usa un
mésoscopio.
Je sono stato scout quando ero
piccolo. Per il ragazzino delle strade che ero, senza un soldo, abituato
all'asfalto della rue Jean-Baptiste Dumas e della Porte de Champerret a Parigi, rappresentava il mio primo contatto con la natura.
Alla 54° Parigi, l'atmosfera era un po' strana. Oggi si direbbe che questa squadra fosse "addestrata" da persone di estrema destra. Ma all'epoca non conoscevo nulla della politica. Eravamo una squadra di "raiders".
Era durante la guerra d'Indocina. Gli altri scout indossavano cappelli stile polizia montata canadese, bastoni con nastri, pantaloncini lunghi e calze alte. Si divertivano a legarsi sciarpe alla cintura, sul retro, cercando di pungersi a vicenda. Noi invece avevamo berretti verdi, ci vestivano di kaki e facevamo "raid". Durante gli accampamenti ci facevano "saltare in paracadute". Ci svegliavano nel cuore della notte e ci caricavano su un camion per una missione stile Rambo. Da un camion che procedeva a velocità moderata ci "lasciavano" dal retro e facevamo un "rotolamento".
Poi, in coppie, dovevamo seguire una direzione con la bussola, per tutta la notte, muniti di materiale proveniente dai surplus americani. Avevamo torce kaki, borracce kaki, coltelli con lame di 20 centimetri (gli altri scout avevano coltelli svizzeri). A undici anni attraversavamo fiumi nudi con tutto l'equipaggiamento fissato in testa. Sapevamo superare burroni posando un tronco in traverso, dopo averlo abbattuto con l'ascia in pochi minuti, scendere su una corda in arrampicata. A quell'età ero in grado di tagliare un albero di venti centimetri di diametro in men che non si dica, costruire ponti a traversini e montare una tenda sugli alberi, a sei metri di altezza, o su pali. Inoltre sapevo mettere un'imbracatura su una gamba rotta, applicare un garrotto e avrei saputo ricucire una ferita senza batter ciglio.
La squadra era guidata da un capo squadra chiamato Claude e da un prete, l'abate Vicat, con le guance scavate, del tipo che non ride mai. In realtà, non ridevamo affatto. Oggi diremmo "che eravamo lì per soffrire". Be', mi piaceva la natura, era soprattutto questo. Ma in seguito ho trovato che non era affatto necessario avere un'aria così triste quando si faceva campeggio o sport.
N
oi facevamo il "drill", cioè esercizi di marcia, tipo marines con "mezzo giro in marcia", ecc. Cantavamo canzoni strane, come:
La strada appartiene a chi la scende
La strada appartiene alla bandiera dei berretti bianchi
Contro di noi l'odio
Contro di noi grida e insulti
Calpestando la fanghiglia scura
Vanno i berretti bianchi
C
he non è che molti anni dopo ho scoperto provenisse dalla divisione di panzer che si era riversata sulla Francia nel 1939.
Troverete questa canzone della divisione di panzer (carri armati) tedesca all'indirizzo:
http://ingeb.org/Lieder/obssturm.html
oppure:
http://www.youtube.com/watch?v=b-_ixdAzAAY&feature=related
Versione in MP3:
http://bian.ca/refer/obssturb.MP3
(nella versione originale)
C
anzoni riprese dalla Legione Straniera Francese (i berretti bianchi), dalle truppe cilene, ecc.
Notate la testa di morto sul bavero. Molto adatto.
M
entre faccio una parentesi sull'internazionalizzazione delle canzoni militari mi ricordo che quando fui arruolato alla base di Caen-Carpiquet per il mio servizio militare, nel 1961, tutti i reparti delle Grandes Ecoles furono riuniti lì. Naturalmente ci fu diritto a questa canzone, ma anche ad altre provenienti direttamente dalle truppe naziste. C'era qualcosa tipo "Per te, Véronika, Ah, Ah, Ah..." e molte altre canzoni ancora. Immaginate la faccia di tutti i nostri compagni di promozione ebrei. E nelle Grandes Ecoles sono in gran numero (come diceva un mio compagno dell'epoca: tutti abbiamo un po' di sangue ebreo, altrimenti non avremmo fatto studi!).
C
i volle poco tempo per ritrovare le parole in tedesco. E quando i piccoli sottotenenti che comandavano le sezioni (piccoli... politecnici) lanciarono queste canzoni, rimasero un po' interdetti.
-
Ma che diavolo è questo???
-
Tenente, non è meglio cantarle nella versione originale, no?
L
a base fu costretta a farci cantare le versioni francesi di queste canzoni naziste. Proponemmo canzoni tradizionali francesi. Rifiuto, scontro, punizioni a catena, ufficiali in arresto. Ma la promozione si schierò compatta, per solidarietà con gli studenti ebrei, e il comando dovette cedere.
R
itornando al mio episodio di scoutismo, trovavo semplicemente curioso, quando attraversavamo i villaggi, che gli abitanti chiudessero le persiane al nostro passaggio.
F
inalmente, in questa atmosfera un po' strana ho visitato le grotte di Rochefort in speleologia, ho navigato in tempesta su un aviso, vicino a Benodet. Ricordo immagini che assomigliavano molto a quelle del film "Il granchio tamburo", quando si vede l'aviso che si immerge tra le onde, in tempesta.
C
he mi cambiava dall'asfalto e dai giochi di far navigare barchini nei canali.
A
ogni accampamento avevamo "perdite".
Cioè un numero elevato di ragazzini veniva "evacuato indietro", cioè i genitori venivano a prenderli, spesso in condizioni abbastanza pietose. Mi chiedo, anzi, che a quell'epoca non si fosse già provveduto a eliminare quelli non trasportabili. Con il senno di poi è sorprendente che non avessimo avuto morti. Ma diciamo che questo addestramento mi servì quando divenni guida safari in Kenya, molto tempo dopo.
C
iò che ricordo è il saluto scout.
Vedi sulla tavola seguente il disegno A.
N
ormalmente, permette alle persone che sono state scout di riconoscersi, per strada o nel metrò. A volte incontro persone che sembrano abbastanza sportive e penso "forse sono state scout?".
Allora faccio questo segno. Ma poiché non ho mai avuto molto successo, con il passare degli anni ho finito per abbandonarlo.
D
ei scout ce ne sono tanti, tuttavia. Il Papa, ad esempio, è stato anche lui scout. La prova: fa il segno B. Deve corrispondere ai scout del Vaticano. Poiché non sono mai stato presente alle sue apparizioni pubbliche, non ho potuto vedere se altri scout della sua squadra gli rispondevano.
I
n realtà, se guardate bene, molti persone hanno...