11 settembre: Christine Boutin, ministro, parla

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11 settembre: Christine Boutin parla

8 settembre 2007

Christine Boutin. Oggi ministro dell'Abitazione e delle Città

http://www.dailymotion.com/video/x2ghbc_la-ministre-boutin-et-le-11-septemb

Cristine Boutin attualmente ricopre incarichi politici. È ministro nel governo francese. Dailymotion riproduce questa intervista che spero abbiate ascoltato cliccando sul link. Il commento di questo video sfrutta l'occasione per annunciare che "per la prima volta un responsabile politico parla". Ma altri obiettano immediatamente (non ho avuto ulteriori precisazioni su questo punto) che Madame Boutin non era ancora ministro quando ha dato questa intervista a Carl Zéro, visibile in secondo piano. Ma in fondo, che importa alla sostanza della risposta? Niente.

Si sa che tutti i ministri sono soggetti al dovere di riserbo. Non possono esprimere opinioni personali che non si inseriscano nella linea generale stabilita ogni giorno nel Consiglio dei Ministri. Al tempo giusto Jean-Jacques Servan Schreiber, nominato ministro ai tempi di Mitterrand, fu rapidamente licenziato perché non aveva compreso, o non aveva voluto comprendere, questo principio. La frase di Madame Boutin dimostra che in tutti gli ambienti si pone interrogativo.

Mostra anche che in tutti gli ambienti, anche in quelli politici, si cerca di informarsi uscendo dalla stampa tradizionale. Nel aprile 2004 la rete Arte aveva trasmesso un documentario intitolato "L'11 settembre non è mai avvenuto". Vorrei vivamente che

l'integrale

di questa trasmissione fosse accessibile in strutture come YouTube o Dailymotion. Ho riguardato nuovamente la copia che avevo conservato. Questo documentario è

schiacciante

riguardo alla posizione della grande stampa. Patrice Lecomte, presentatore-abbaiatore, ha aperto la trasmissione dicendo "che stavamo per vedere qualcosa di enorme, un inganno spaventoso". Seguiva una condanna sistematica di Thierry Meyssan, accusato di aver arricchito i suoi taschi con i suoi libri, come il "Pentagate". Tutti lo hanno messo al rogo. L'intera trasmissione era una demolizione organizzata del tipo, che ha avuto, ricordiamolo, un coraggio enorme a lanciarsi per primo e completamente da solo in un'operazione che metteva a rischio la sua vita. Voglio che i miei lettori e gli spettatori rivedano questa trasmissione (nell'integrale, non semplicemente il dossier montato da Vidkine, che sarà presto riproposto) per capire come funziona "la Grande Stampa". Sul palco, due dei suoi rappresentanti più eminenti: un giornalista tedesco del Spiegel e Philippe Val, direttore responsabile di Charlie Hebdo.

Il tedesco:

  • Meyssan è arrivato a queste conclusioni perché non ha verificato le sue fonti. Mi sono bastati due telefonate per chiarirmi (...)

Il discorso di Philippe Val è della stessa pasta. La conclusione generale di questo processo sistematico, dove si era ben guardati dal invitare l'imputato, che avrebbe almeno potuto difendersi, era che "bisognava lasciare che la stampa dei professionisti facesse il suo lavoro e non seguisse i pettegolezzi diffusi da non professionisti".

Se fossi al posto di Philippe Val, oggi sarei "molto in difficoltà". Pare che la trasmissione sia stata caricata su Dailymotion, ma con tagli molto ampi.

Sarebbe opportuno mettere online la versione integrale.

Chi ha effettuato questi tagli e perché? (Le interventi dei due giornalisti scompaiono, tra l'altro). Rimangono invece le dichiarazioni oltraggiose e compiacenti di

Pierre Lagrange

, su cui non abbiamo più alcuna illusione.

In ogni caso, bisogna lasciare alle persone il diritto di formarsi la propria opinione,

mettendo a loro disposizione il massimo di elementi, non troncati, non manipolati, "tracciabili".

La trasmissione di Arte del 2004 è un documento pesante. Non penso che rivelino una collusiona della stampa. Non credo che si sia esercitata pressione su queste persone perché pronunciassero discorsi del genere. Non è stato necessario. Al limite, è peggio. Questa trasmissione rivela:

  • La mancanza di coscienza professionale di questi giornalisti di primo piano

  • La loro inettitudine

Giudicherete voi stessi quando tutto sarà disponibile. È anche un fatto: nessun giornalista, attraverso un organo di stampa, organizzerà mai un dibattito (in televisione o in radio) mettendo persone come Philippe Val di fronte alle loro dichiarazioni del 2004, dicendo loro: "Mantieni tutto ciò che hai detto allora?". Quando si rivedono queste immagini, si ascoltano nuovamente queste frasi, ci si chiede se non sia non solo utile, ma addirittura indispensabile, che esista una stampa web parallela, l'espressione stessa della democrazia.

Senza questa stampa parallela, ecco cosa vi metterebbero in testa.

Provo a informare finché posso. In settori come l'aeronautica, i dossier militari e alcuni campi della scienza in cui ho qualche competenza, faccio del mio meglio. Facendo questo, mi rendo conto dell'insufficienza del mondo dei giornalisti scientifici. Molti sono semplicemente... inetti.

Ricordo lo scambio avuto con Larousserie, un giovane "giornalista scientifico" che lavorava per la rivista Science et Avenir, che aveva pubblicato un articolo sui "torpedini a cavitazione". Gli chiesi allora come queste torpedini potessero vaporizzare l'acqua di mare lungo il loro percorso. Risposta:

  • Si crea da solo, per cavitazione. È una questione di velocità (...). Quando questa è sufficiente, il fenomeno di cavitazione inizia e l'oggetto è circondato da vapore acqueo.

No, le "torpedini a cavitazione" vaporizzano l'acqua di mare alla punta espellendo un gas prodotto da un razzo. La spinta inversa di questo razzo è molto inferiore a quella del razzo principale. Questo getto di gas caldo, diretto in avanti, serve solo a vaporizzare l'acqua e la torpedine prosegue quindi all'interno di un tubo di vapore acqueo, che crea una resistenza di attrito molto inferiore a quella dell'acqua allo stato liquido. Questa tecnica esiste da oltre trent'anni. Si tratta della torpedine russa "Sqwal" e della americana "Supercav". Sapete sicuramente che gli iraniani ne possiedono! I cinesi le producono "sotto licenza".

Quando ho parlato di questo mezzo, gli esperti francesi non sapevano neanche che esistessero torpedini propulse a reazione.

L'inettitudine è quindi un tratto comune nel mondo dei giornalisti scientifici, e ancor più grave in quello dei giornalisti aeronautici.

Gli eventi dell'11 settembre pongono problemi tecnico-scientifici. Non si tratta di dire "credo, penso, ho l'impressione che...". Nessun giornalista scientifico ha affrontato questo dossier, nessuno. Ma un video documentario diffuso in questa stampa web parallela ha fortemente scosso l'opinione americana, ultimamente.

http://www.syti.net/Videos/Mysteres11Septembre.html

Dopo la diffusione di questo documento, si è delineato un movimento nell'opinione americana, rivelato da sondaggi. Forse sapete degli sforzi compiuti da chi, negli USA, si impegna affinché la procedura di

impeachment

venga attivata contro il tandem Bush-Cheney. Ricordiamo che fu proprio questa stessa procedura a portare alla destituzione del presidente Nixon, riconosciuto colpevole di aver fatto intercettare telefonate di parlamentari dell'opposizione. È l'ormai celebre caso Watergate. In Francia una tale "vicenda" farebbe sorridere. Negli USA è bastato per far cadere un presidente!

Il 32% degli americani si è dichiarato favorevole all'applicazione di questa procedura. Ma l'inform...