Il mulino a vento
15 aprile 2007
J'ai cercato invano di contattare Nicolas Hulot. Ho finito per inviargli una lettera aperta, rimasta senza risposta. Ah, se... ho ricevuto una lettera dalla sua squadra, piena di... vento, di parole vuote, vuote. Si diceva che il nostro ecologista televisivo "era molto sensibilizzato al problema del nucleare".
Non parlavo di fermare ogni ricerca nel settore del nucleare, della fusione, ma di esplorare le vie della fusione a-neutronica, non inquinante.
La mia lettera a Hulot
Ho guardato quali erano i scienziati che circondavano Hulot. Non ci ho trovato dei fisici, solo biologi orientati verso lo studio dell'ambiente. Ho detto che ero pronto in qualsiasi momento a venire a fare un intervento per informarli sulle prospettive offerte dai risultati ottenuti sulla Z-machine, nel 2005-2006. Nessuna risposta.
Ho riscritto a Hulot. Sono pronto a scrivergli un libro completo su tutti i nuovi sistemi di produzione di energia. Gli ho detto che ero pronto a farlo senza che mi facesse un soldo, senza che nemmeno il mio nome apparisse. Pensate, sono fastidioso: mi interesso agli UFO! Tutti quelli che mi conoscono sanno che non sono parole vuote. Sarei stato pronto a mettermi subito al lavoro: testi, disegni, spiegazioni scientifico-tecniche.
Nessuna risposta.
Cito a caso una di queste fantastiche nuove idee, semplici: l'utilizzo dell'energia eolica in quota, tra i 5000 e i 10.000 metri. Il vento è più forte in quota che a livello del suolo. Non sorprende nessuno. La superficie terrestre rallenta, per semplice attrito, il movimento delle masse d'aria. A 5000 metri la velocità del vento è in media due volte più forte e questo fattore può arrivare a tre a quote più alte. Ora la potenza che si può estrarre da una turbina eolica varia come... il cubo della velocità del vento.
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Fattore 2 : 8 volte più energia
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Fattore 3 : 27 volte più energia
Siamo più precisi. La potenza estratta è anche proporzionale alla densità dell'aria. A 5000 metri vale la metà di quella che si trova a livello del suolo. Quindi posizionando la turbina a 5000 metri, con un vento in media due volte più intenso, la potenza estratta sarebbe di 8 x 0,5 : 4 volte maggiore.
A 10.000 metri la densità dell'aria è un terzo di quella che si trova a livello del suolo. Ma l'intensità del vento è maggiore. Si potrebbe comunque contare su un fattore 7 o 8. Etc...
Cosa converte l'energia del vento in elettricità? Una turbina eolica? Sì, ma non quella che voi siete abituati a vedere:
L'elicodina
L'idea non è mia. Troverete i dettagli sul sito:
http://www.skywindpower.com/ww/index.htm
Queste persone lavorano da molto tempo su progetti simili. I prossimi test riguarderanno stazioni che svilupperanno 200 kW, mirando a 10 MW per il futuro. Questa idea è geniale per la sua semplicità. La leggerezza è assoluta. Rotori in fibre, avvolti, generatori, struttura in fibra di carbonio. Da tempo alcuni mezzi beneficiano di lavori per aquiloni in alta quota, realizzati negli USA. Non si tratta allora di produrre corrente elettrica, ma di mantenere in aria radar "early warning", di sorveglianza a distanza. Sono aquiloni di cui non abbiamo troppa abitudine. Come funziona? Con l'autorotazione. Troverete il meccanismo dell'autorotazione descritto con precisione, spiegato in modo completo nel mio prossimo fumetto "La Passione Verticale" che la società Eurocopter pubblicherà in 10.000 copie per il salone dell'aeronautica di Bourget. Purtroppo non potrete acquistare tali album, che non sono fatti per essere venduti, ma dati dalla società come regalo aziendale ( durante le giornate "professionisti" del salone ). L'album uscirà in quattro lingue: francese, inglese, tedesco, spagnolo. È attualmente in fase di colorazione, con il computer.
In seguito sarà tradotto in 28 lingue grazie a:
http://www.savoir-sans-frontieres.com
Come ci sono stati parecchi ritardi, l'équipe deve concentrarsi su questa edizione in formato cartaceo ( tutto deve essere completato alla fine del mese! ). Ma appena sarà lanciato, una versione pdf sarà installata sul "blog dei cent'anni" di Eurocopter, consultabile a schermo, scaricabile gratuitamente, in colore e in bianco e nero ( per la stampa ). Angèle Sorba, del servizio comunicazione di Eurocopter, è l'ideatrice di questo simpatico progetto. È lei che ha inventato il titolo dell'album: "La Passione Verticale".
Qualche pagina campione, per ora, sul sito di Savoir sans Frontières
Ritorniamo a questi generatori posizionati in quota. Un lettore mi ha chiesto: ma come fate a posizionare a 5000 o 10.000 metri d'altitudine questi sistemi di produzione di elettricità!?
Semplice: sono anche aquiloni. Quando avrete visto il fumetto capirete meglio. Con un regime di vento dato, posizionando l'apparecchio all'altitudine dove la velocità di questo è la più forte, l'energia catturata è dedicata a due funzioni.
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Mantenere la macchina in aria.
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Produrre elettricità.
La macchina ha quattro rotori. Regolando i passi delle palette si regolerà l'assetto. Con vento forte il percentuale di energia dedicata alla portanza diminuirà. Si "caberà" l'apparecchio. L'obiettivo è mirare al regime di rotazione dei rotori il più alto possibile.
Se il vento cala, il sistema di controllo automatico metterà la macchina "piatta".
Fabbricati in serie, questi apparecchi potrebbero equipaggiare molti paesi. La dimensione non è un problema. Si prevede di costruire apparecchi dotati di rotori di trenta metri di diametro, della cui tecnologia si domina perfettamente ( è quella degli elicotteri giganti russi Mil ). In aria, non solo il vento è più forte, ma l'esposizione solare è più intensa. Queste stazioni "aquiloni" potrebbero produrre elettricità non solo con il vento, ma anche con il solare. Quando il vento diventerebbe insufficiente, si potrebbe semplicemente riportarli a terra, come semplici aquiloni, o mantenerli in quota alimentandoli con energia elettrica. Il rendimento può raggiungere il 60%. Inizio a conoscere bene la tecnologia dell'elicottero. Partecipo alla messa a punto di un prototipo.
ALe H2S. Ai comandi, Daniel Michau, pilota di collaudo. A destra Jacky, il suo progettista
Le elicodine non hanno bisogno di tutta la tecnologia sofisticata delle teste dei rotori degli elicotteri veri, con la loro variazione ciclica di passo, ecc. Le palette sono fissate in modo elastico con sistemi "sphériflex" in materiale composito.
Quando si vola con un elicottero, la vita del pilota e dei suoi passeggeri è completamente legata alla meccanica. Su un elicottero nessuno ha un paracadute: le persone verrebbero ridotte in poltiglia dal rotore. Ci sono costi di manutenzione importanti. Sull'elicodina questi problemi scompaiono, soprattutto se questi apparecchi sono posizionati in aree poco abitate. Queste stazioni sarebbero ideali per i deserti (specialmente i deserti situati nell'interno dei continenti come il Gobi, dove soffiano venti molto violenti). Queste stazioni godono di una grande stabilità, i rotori si comportano come giroscopi. Chi ha volato con un elicottero lo sa bene. Le eliche giranti sopportano molto bene le raffiche. In caso di posizionamento a 10.000 metri...