Illusioni ottiche


Questa illusione ottica è la creazione del professor Kitaoka, professore di psicologia all'università di Kyoto
Vedi il suo sito:
http://www.ritsumei.ac.jp/~akitaoka/index-e.html
**Scovata da Eric Dezoete: **

**Queste linee sono tutte orizzontali ..... ** ---

**Questo è un test sulla vostra acutezza visiva. Determinate la distanza a partire dalla quale questo messaggio diventa leggibile. **
*Se non è leggibile a nessuna distanza, consultate un oculista. * ---
**Scovata da Christophe Giudicci. **
Si sa che quando si vede apparire fugacemente un colore e questo scompare, il colore complementare prende il sopravvento. Ma questa illusione ottica dinamica, di cui ignoriamo l'autore, è ancora più straordinaria. Guardate questa figura. Chiudete uno dei vostri occhi e con quello che resta fissate la croce che è al centro. Non solo le macchie rosa saranno fugacemente sostituite da una macchia verde, sempre più visibile, ma alla fine non vedrete più che una macchia verde che circonda su uno sfondo grigio!

*C'è da chiedersi come funziona un cervello umano! *
Nei fatti, posizionando l'asse ottico di uno dei propri occhi, essendo l'altro chiuso, si finisce per vedere il "non-oggetto" mentre gli altri scompaiono. Si potrebbe riassumere dicendo:
Si vede del nulla e ciò fa comunque qualcosa
**Un commento di Jérôme Bource **
La retina utilizza un pigmento presente in ogni cellula neurosensoriale ..la luce arrivando sulla retina provoca una trasformazione chimica di questo pigmento .Questa trasformazione è captata da un neurone che emette un segnale di depolarizzazione che si trasmette lungo il nervo ottico ..
questa trasformazione del pigmento è reversibile e in meno di un microsecondo questo pigmento è ripristinato al suo stato originale ..
Questo fenomeno è un fenomeno chimico e quindi richiede un certo tempo (una latenza di reazione) e si esaurisce fino alla ricostituzione delle scorte .
I colori sono portati da cellule coniche soprattutto al centro della retina, ma necessitano di molta luce per funzionare (visione diurna), ogni cono reagisce a 1 picco di frequenza che corrispondono ai colori primari (3 coni per un colore -è la ragione dei colori complementari)
l'esterno della retina comprende molti meno coni e piuttosto bastoncelli che invece sono sensibili solo alla luce (la notte non distinguiamo i colori), sono molto più sensibili.(visione notturna)
Nell'illusione fissando il centro dell'immagine sono solo le zone esterne della retina che funzionano, povere di coni, di conseguenza fissando un punto centrale si esaurisce la sostanza chimica di alcuni coni soprattutto e appaiono solo le stimolazioni in cui la sostanza chimica non è più esaurita cioè i colori complementari ..ma in definitiva tutto si esaurisce e il colore scompare ..
Osservazioni interessanti. E aggiunge:
| È comunque molto sorprendente
| sapere che apprendiamo il mondo, la realtà con dei sensi la cui struttura stessa induce una "visione" particolare del reale, il cervello ricrea come in una sorta di allucinazione "controllata" un universo interiore (il pensiero) che tuttavia percepiamo come il reale, reale di cui in realtà non abbiamo alcun legame diretto. Le illusioni ottiche non sono che dei modi per mettere in evidenza queste sensazioni prese "come il reale".. |
|---|
Ciò che si vede, gli anglosassoni lo chiamano "expected signals", i segnali che ci si aspetta. La "realtà" deriva da un contratto percettivo stipulato con il mondo che ci circonda.
Segnalata da Laurent Michon, una strana illusione. Guardate questa immagine da vicino, poi a una distanza di almeno quattro metri:
Quale spiegazione dare? Mi sembra che secondo la distanza l'insieme "occhio più cervello" non operi la stessa analisi di Fourier delle immagini. Il "filtraggio" è differente. Da vicino dominano le "corte lunghezze d'onda". Da lontano è l'inverso. Guardate per esempio la fronte dei due personaggi. Da vicino quella di sinistra sembra aggrottata dalle rughe mentre quella di destra ha un aspetto più "pacifico". Ma a distanza le rughe di sinistra scompaiono mentre l'occhio "rileva" un aggrottamento più accentuato sulla fronte del personaggio di destra. Comunque sia è abbastanza sorprendente.
Un'osservazione di un lettore: A breve distanza la necessità dell'accomodazione farebbe sì che il cristallino, più curvo, dia un miglior potere di risoluzione. Non so se è la chiave della faccenda. In ogni modo, da lontano, si vedono meno i "dettagli".
*Agli specialisti di "psico sperimentale" il compito di chiarirci tutto questo. * ---
**Segnalata da Francis Potazman. **
Questa, non è male neanche lei.

Si potrebbe pensare che l'illusione ottica derivi dalla non-planarità del supporto su cui è posato questo oggetto cilindrico verde. Effettivamente, sembra un po' storto. Ma ciò è dovuto alla mancanza di padronanza della prospettiva. Se si analizza questo disegno e si confrontano le direzioni degli spigoli si vede che l'autore, se ha introdotto un effetto di convergenza sullo spigolo in alto e a sinistra, non ha immaginato che lo spigolo dello sfondo non poteva essere parallelo a quello che si vede in primo piano:

Se avessi prodotto io stesso questa immagine in prospettiva avrei fatto qualcosa come questo:

e lì il piano sarebbe sembrato meno storto. Ma non sarebbe comunque stato corretto perché l'immagine di un cerchio disposto su un piano orizzontale e che non si situa nella regione mediana della finestra di visione non è un'ellisse ad asse orizzontale. Bisognerà che un giorno installi su questo sito un corso di disegno che ho in mente da molti anni. È un libro che non esiste. Non ho mai visto spiegare da nessuna parte alla gente che tutto è una questione di angoli e non di lunghezze.
Ma torniamo a questa illusione ottica che vi stupirà. Se trasferite questa immagine in un software come Photoshop potrete, usando lo strumento "contagocce" prelevare i colori che coprono le caselle A e B. Usando il pennello potrete creare due macchie vicine. Vedi disegno qui sotto:

Non credete ai vostri occhi: la macchia in basso è davvero composta con la sfumatura prelevata sulla casella A. Potrete verificarlo prelevando un confetto nelle macchie situate in alto e a sinistra, e spostandolo su un "livello". Nell'immagine qui sotto è stato tracciato un ponte monocromatico:

Si ha l'impressione di una sfumatura .. che non esiste. Tutto è ... nella vostra testa.
Altre illusioni ottiche sul sito:
http://www3.sympatico.ca/gauthier.roger/illusion/optico.html
**Sempre trasmesso da Francis Potazman. **
La posta in gioco consiste solo nel contare quante volte la lettera F appare in questo testo
FINISHED FILES ARE THE RE-
SULT OF YEARS OF SCIENTIF-
IC STUDY COMBINED WITH
THE EXPERIENCE OF YEARS.
vedi più sotto la soluzione
FINISHED FILES ARE THE RE-
SULT OF YEARS OF SCIENTIF-
IC STUDY COMBINED WITH
THE EXPERIENCE OF YEARS.
vedi più sotto la soluzione
Risposta:
Rifate il test, concentrandovi e annotate la vostra prestazione. Scoprirete di averne dimenticate per strada. Fatto ciò, la soluzione è più sotto.
FINISHED FILES ARE THE RE-
SULT OF YEARS OF SCIENTIF-
IC STUDY COMBINED WITH
THE EXPERIENCE OF YEARS.
vedi più sotto la soluzione
FINISHED FILES ARE THE RE-
SULT OF YEARS OF SCIENTIF-
IC STUDY COMBINED WITH
THE EXPERIENCE OF YEARS.
vedi più sotto la soluzione
C'è 6 volte la lettera "F".
INISHED
ILES ARE THE RE-
SULT O
YEARS O
SCIENTI
IC STUDY COMBINED WITH
THE EXPERIENCE O
YEARS.
vedi più sotto la soluzione
F
INISHED
F
ILES ARE THE RE-
SULT O
F
YEARS O
F
SCIENTI
F
IC STUDY COMBINED WITH
THE EXPERIENCE O
F
YEARS.
vedi più sotto la soluzione
Una persona con senso dell'osservazione ne vede 3. Se ne avete viste 4, allora vi trovate al di sopra della media. ( il mio punteggio personale ) Se ne avete viste 5, allora potete far invidia a parecchia gente. Se ne avete viste 6, allora siete un genio ( ho fatto molta fatica. Al secondo tentativo, concentrandomi, non ho superato 5 )
Non c'è nessun tranello. La maggior parte del mondo non vede le "F" di "OF". Il cervello umano ci tende a far vedere piuttosto come "V" che come "F".
Si crede che ci siano solo illusioni tattili. In realtà tutti i sensi possono essere ingannati. Si può giocare sull'udito, sul movimento, sul senso dell'equilibrio (sistema propriocettivo), sul senso dell'olfatto. C'è da credere che l'universo stesso potrebbe non essere che una vasta illusione sensoriale.
Prendiamo il senso del tatto. Vi serve una biglia ordinaria. Chiedete a un "soggetto" di chiudere gli occhi, di incrociare le dita e poi di far rotolare la biglia così, su un supporto dove questa non sia suscettibile di scivolare. Potete al limite fabbricare una biglia molto accettabile impastando un pezzo di mollica di pane.

- Quante biglie ci sono? - Beh... due! ...
Vedete, anche il senso del tatto non è affidabile. Tutto ciò ci porta a una riflessione di ordine filosofico. Qui ci limitiamo ai nostri organi sensoriali. Potete immaginare che la nostra concezione del mondo possa presentare gli stessi aspetti? Credo che in tutto ciò che ci è stato presentato, l'esperienza più sorprendente riguardi le sfumature di grigio nel caso del cilindro verde posato sulla scacchiera. Non c'è "spiegazione". Facciamo scorrere il nostro asse ottico, concentrando l'immagine sulla parte della nostra retina più ricca di recettori di ogni sorta. È una zona angolarmente molto ristretta. Potete rendervene conto semplicemente leggendo. Fate scorrere il vostro asse ottico su un testo. Se decidete, all'improvviso, di fermarvi su una parola constaterete che la vostra capacità di riconoscimento delle parole vicine è allora molto debole. Un esperimento consisterebbe nel cambiare manualmente il contesto di una parola, un assistente incaricandosi dell'operazione. Cambiamento che modificherebbe per esempio il senso della frase o semplicemente introdurrebbe errori di ortografia. Fino a quale "scarto angolare" sareste capaci di rilevarli.
In realtà, quando usiamo la nostra visione, quando facciamo riconoscimento di forma, è come se facessimo scorrere un fascio di torcia in una stanza buia. Procedendo rapidamente possiamo farci una certa idea degli oggetti che abbiamo sotto gli occhi, benché in ogni istante siamo capaci di vederne solo un numero molto piccolo, persino uno solo. Il nostro asse ottico salta dall'uno all'altro, e si sofferma su ogni oggetto finché la sua forma non è stata identificata, considerata come riconosciuta. Allora lo memorizziamo e passiamo all'oggetto seguente.
Altro esperimento: osservate un testo interponendo le dita della vostra mano, disposte a ventaglio. Quando questo ostacolo è fisso, la lettura è impossibile. Muovete rapidamente la mano. Ecco fatto, potete leggere.
Per migliorare le nostre prestazioni i nostri muscoli oculari sono sede di una fibrillazione. Il nostro asse ottico non è fisso, "trema". Siamo peraltro più sensibili alle variazioni (di luminosità, di colore) che ai loro valori intrinseci. Quando ero alla Supaéro avevo un compagno di corso che era affetto da un tremore eccessivo, congenito, del suo asse ottico. Quando lo si guardava negli occhi era .. stupefacente. Le sue iridi tremavano in modo spettacolare. Tuttavia riusciva benissimo a leggere.
Inversamente si è fatto da tempo immemore l'esperimento consistente nel muovere l'oggetto guardato facendogli seguire le escursioni angolari dell'asse ottico. Basta fissare la testa del soggetto e individuare bene la posizione della sua iride e della sua pupilla con una telecamera. Poi dei motori asserviti spostano il bersaglio affinché il "punto mirato" coincida realmente con una croce. Risultato: il soggetto diventa quasi cieco, perché gli oggetti diventano *realmente fissi. *
Tutto ciò "peggiora" comunque non appena ci si allontana dalla macchia foveale. È la ragione per cui, in un esperimento mostrato sopra, quando si fissa la croce centrale, le macchie viola "si spengono". Perché corrispondono allora a segnali fissi.
Alla periferia retinica è importante rilevare il minimo movimento. È una questione di sopravvivenza. È così che possiamo evitare, attraversando una piazza, di farci investire.
Tutti quelli che hanno fatto paracadutismo si ricordano del loro primo lancio. Quando ero giovane si saltava da un "Dragon" telato, che è l'apparecchio biplano che si vede in un vecchio film di de Funés. Salivamo sull'ala afferrando due montanti e ci tuffavamo nel vuoto, verso il dietro, incrociando le braccia sul "ventrale", paracadute di soccorso che ora è alloggiato in fondo a un unico sacco dorsale. Il vento dell'elica ci faceva subito passare sulla schiena, finché la trazione della SOA, della cinghia di apertura automatica, non ci rimetteva il naso verso il suolo.
L'autore che si appresta a passare attraverso una nuvola
Durante questi primi lanci non si distingue nulla. Quando è scuro, si è rivolti verso il suolo. Quando è azzurro chiaro si è sulla schiena e si guarda il cielo. È solo dopo qualche lancio che l'occhio impara a fissarsi su oggetti visibili al suolo: un'auto, una vacca in un prato. Allora possiamo ricostruire un'immagine mentale dello scenario.
Fate un esperimento semplice. Girate su voi stessi vietandovi di fissare lo sguardo su degli oggetti. Non distinguerete più nulla di preciso.
Lo stesso vale per la nostra concezione del mondo. Abbiamo nella testa una serie di expected signals (di segnali che ci aspettiamo). Quando una percezione, un concetto, un'idea esce da ciò che siamo capaci di immaginare, tutto ciò non accede nemmeno al livello della nostra coscienza, essendo inconsciamente classificato al livello delle illusioni ottiche ("non è vero, sto sognando"). Siamo oggetto in permanenza di una censura mentale molto attiva.
Molti anni fa ero ad Aix en Provence con una donna che ho molto amato. Si chiamava Marie-Dominique, ma la chiamavamo Marie-Do. La conoscete: è la bionda Sophie dei fumetti di Anselme Lanturlu (meno gli occhiali con montatura rotonda che avevo aggiunto per fare più intellettuale). È morta una ventina d'anni fa di un'epatite contratta nel dispensario di brousse che aveva fondato, in Africa.
Una sera le ho proposto un esperimento: andare da casa sua a casa mia, nudi. Bell'e buono. Abbiamo messo i nostri vestiti in una sporta e siamo usciti dal suo studio, situato all'ultimo piano. Doveva essere quasi mezzanotte. Abbiamo camminato a passi svelti. Così eravamo visibili alle persone che incrociavamo solo per un lasso di tempo abbastanza breve.
Immediatamente, abbiamo incrociato nella scala una coppia di vicini che rientravano da una cena.
- Buonasera Marie Dominique... - Buonasera signora....
Nessun grido di sorpresa, niente. Avevamo un'aria così naturale che queste brave persone devono aver pensato di aver senza dubbio mangiato o bevuto qualcosa che aveva creato questa allucinazione ed è molto probabile che non ne abbiano nemmeno parlato tra loro dopo aver avuto questa breve visione, per paura di passare per gente affetta da un inizio di malattia mentale.
Nascondete questo seno, che non saprei vedere
Lo stesso fenomeno si è riprodotto durante tutta la traversata della città che, a quell'epoca e in quel quartiere era poco frequentata. Mi ricordava una scena del film "Little Big Man" in cui Dustin Hoffman porta il suo padre adottivo indiano. Attraversano un campo dove i soldati Yankee si abbandonano a un massacro abominevole. Ma, fatto strano, questi non sembrano vederli. E il padre adottivo di Dustin, che è cieco, dice "è normale, siamo diventati invisibili".
Marie-Do ed io eravamo diventati "invisibili" perché avevamo adottato un comportamento inconcepibile (almeno all'epoca).
Esiste un fenomeno di "cecità intellettuale". Se un evento è troppo inconcepibile, lo respingiamo, semplicemente.
Anche se è vero, è falso, diceva il surrealista Picabia
Penso che gli eventi dell'11 settembre facciano parte di questo insieme e avrò l'occasione di tornarci sopra dettagliando il documento diffuso dal coraggioso team di Jimmy Walter. Penso d'altronde che se gli esseri umani non accettano, presto, questo insieme "inconcepibile" l'umanità sarà molto mal messa. Ma, inversamente, se gli esseri umani diventano capaci di far fronte alla loro propria mostruosità allora forse cesseranno di votare, di avallare gli atti dei poveri malati mentali che li governano.
Avrò l'occasione di dettagliare, frase per frase, il discorso del "sociologo" Pierre Lagrange, estratto dal film "L'11 settembre non ha avuto luogo", prodotto e diffuso dalla rete Arte che, stranamente, mescola informazione e disinformazione. Si potrebbe persino dire che è la sua specialità. Sarete stupiti dalle frasi che un uomo che si dice sociologo riesce a pronunciare.
**17 marzo 2006 **
Ecco un gioco che consiste nel contare i punti neri di questa maglia. Risposta sotto


**Questa scrittura è: **

**Copta? Balinese? Merovingia? Altro? **
**Risposta: **

La ballerina:

In quale senso gira?
Se pensate "in senso orario" siete un "cervello destro"
Altrimenti è l'inverso....
Esercitatevi a percepire il movimento nei due sensi.
**E qui, queste spirali sono ... dei cerchi. **

Allontanatevi. Da lontano, si vedono i cerchi...

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Contatore inizializzato il 2 febbraio 2006 . numero di consultazioni: