Document senza nome
| La guerra dei dolci | ( storia vissuta il 24 dicembre 2014 ) | Mia moglie e io avevamo pianificato di invitare alcuni amici per il tradizionale pranzo del 25 dicembre. A Pertuis, dove abitiamo, si trova una delle migliori pasticcerie della zona, in cima al Cours de la république, a destra. È un piccolo negozio, quasi un bottega, con una vetrina in strada che ha appena un metro di larghezza. Ma i dolci che vi si trovano sono assolutamente squisiti e molto più economici di quelli che si possono trovare nella pasticceria di punta della città più vicina, Aix-en-Provence, del quale tacerò il nome. | A Pertuis un vero artista, un vero maestro nel settore, del quale non ho mai visto il volto, da decenni crea, in un retrobottega di estensione sconosciuta, i dolci più vari e sottili, dolci senza essere troppo, che uniscono sapore e estetica. | Il 24 dicembre una vera folla si accalca per ritirare i dolci, che bisogna ordinare in anticipo. | Ma i tempi cambiano. Non si trovano più, da nessuna parte, quei dolci rotti della mia infanzia, farciti con semplice crema pasticcera, aromatizzata al kirsch. | I dolci come li amavo | Il maestro delle torte di Pertuis, il dottore nei piccoli dolci, l'esperto nei soufflé al maraschino ha dovuto seguire i gusti del pubblico. Oggi, ma io do solo il mio parere personale, i dolci di Natale moderni non sono più cilindri massicci, appena riempiti da qualche biscotto, vivacemente colorati, aggressivamente profumati. | Così, da quando una modernità scomoda ha invaso l'universo dei dolci di Natale, mia moglie e io, per il tradizionale pranzo del giorno dopo, escludiamo questa scelta per chiudere il pasto. | Prima che io raggiungessi la città, mia moglie mi avvertì: | - Ti raccomando di non trattenerti. La mattina del 24 dicembre, c'è molta gente. L'anno scorso ho dovuto fare tre quarti d'ora di coda per un semplice acquisto. Solo quando sono arrivata al banco, la titolare, la moglie del Maestro, mi rivelò che in pratica c'erano due code. Quella di sinistra era composta da coloro che venivano a ritirare la loro ordinazione personalizzata, e quella di destra da coloro che venivano a comprare un dolce normale, tra quelli esposti nella vetrina. | Arrivo il 24 dicembre alle 9:30. Davanti alla pasticceria, una coda di venti persone, per lo più donne. Non c'è una seconda coda. Passo oltre, per chiedere alle commesse, ma vengo assalito da grida: | - In coda, come tutti! | - Ma, pare che ci siano due code parallele, una per quelli che vengono a ritirare la loro bûche e l'altra per quelli che vengono a comprare un altro tipo di dolce, esposto (ne erano rimasti tre, modesti, ne ho presi due). | - Non importa, tutti questi gente è nella stessa coda! In coda! In coda! | - Permettete, vado comunque a entrare, a informarmi. | Le donne si lamentano, cercano di ostacolarmi, le mani si stringono sui ombrelli, sui bastoni. | Riesco a chiedere a una delle tre commesse, che mi dice: | - Sì, le persone che comprano dolci e non vengono a ritirare una bûche che hanno ordinato non hanno bisogno di unirsi a questa coda. | Procedo quindi nel piccolo negozio, seguito da invettive, dalle proteste di signore che si dicono spintonate. | All'improvviso due donne escono dalla coda e mi dicono: | - Nemmeno tu vieni a ritirare una bûche? | - No, io sono anti-bûche. Nella coda ci sono i pro-bûche. | - Anche noi siamo anti-bûche. Ma allora dove è la coda per le persone che non vengono a ritirare una bûche ordinata? | - La coda, è io. | - Allora ci mettiamo dietro di te. | E, immediatamente, noi tre formiamo la coda degli anti-bûche. | Si crea quindi un divario nella pasticceria, tra i pro-bûche e gli anti-bûche. Un uomo solo, è un provocatore. Tre persone: è una seconda fila d'attesa. Le ingiurie volano. | - In coda! In coda! | - No, tu sei nella coda dei pro-bûche. Noi siamo contro le bûche di Natale. Preferiamo i dolci normali. | Un uomo insiste: | - Ti faranno a pezzi se continui così! | La titolare del negozio reprime una risata di fronte a questo conflitto ridicolo. Ma grazie alla mia insistenza siamo serviti in pochi minuti. | I pro-bûche si accalciano davanti al bancone, fanno barriera. | - C'è sempre qualcuno che vuole passare davanti agli altri! | - No, signora. Lei è una pro-bûche. Io sono anti-bûche, per convinzione. Vorrei pagare. Posso avvicinarmi al bancone? | Ho molta difficoltà ad avvicinarmi al piccolo bancone, che è alla scala del negozio. Pago, prendo in consegna il mio dolce tropézien, nella sua scatola di cartone e passo, sotto gli sguardi infuriati, quasi ostili, dei pro-bûche. Ma ho resistito davanti a questa folla. Ho difeso i miei diritti di anti-bûche. | Quando sei sicuro del tuo diritto, non devi lasciarti impressionare dalle minacce, da dove vengano. |
|---|
Immagini

