Il professore Luc Montagnier rende omaggio a Jacques Benveniste
Preambolo:


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[Il file audio dell'intervista a Montagnier, maggio 2010](../../AUDIOS/LE SEPT NEUF DU DIMANCHE 02.05.2010_benveniste.mp3)
| 10 maggio 2010. | Un lettore mi ha inviato un estratto di un programma in cui si sente il premio Nobel Luc Montagnier lodare il mio caro amico defunto Jacques Benveniste. | Il professore Luc Montagnier, premio Nobel per la medicina, nel 2007, a Lugano | C | lui non ci va con i mezzi termini e non esita a dichiarare che Jacques fu un pioniere geniale, in anticipo sui tempi, e la sua convinzione che un giorno si riconoscerà la correttezza delle sue visioni. | J | e ricordo l'epoca in cui il direttore generale dell'INSERM, Lazare, aveva tolto a Jacques i suoi 200 metri quadrati di locali all'INSERM 200 di Clamart, costringendolo a trasferirsi nei baracchi Algeco, nella corta! Una vera vergogna. | M | a volte avevo detto a Jacques "abbandona, rischi di perdere la vita!". Ma lui si è aggrappato, si è aggrappato, fino all'ultimo respiro, fino a che non ha lasciato la vita, il cuore a pezzi. | M | a carriera ha presentato aspetti simili e io devo la mia vita solo perché è stata una serie ininterrotta di abbandoni: MHD nel 1972 (abbandonando all'Istituto di Meccanica dei Fluidi di Marsiglia l'installazione con la quale avevo portato nel 1967 il laboratorio in cima al mondo), Informatica nel 1983 (ero sottosegretario del servizio informatico dell'università di Provenza), insegnamento in facoltà di lettere, matematica (inversione della sfera, Pour la Science 1979), un ritorno in MHD (1975-1986), abbandono della pubblicazione di fumetti da un editore, nel 1990, abbandono rapido, negli anni duemila, in egittologia. Attualmente, quasi abbandono, o seria sospensione in astrofisica, cosmologia e fisica matematica, a causa di mancanza di riscontri positivi (1985-2008). | A | tualmente, un ritorno con Savoir sans Frontières e riedizione di libri e fumetti. Attività limite-abbandono in MHD e argomento OVNIS. Di seguito la foto del banco MHD in fase di montaggio a Rochefort (stato a maggio 2010): | C | è nello stile degli Algeco di Jacques, nella corta dell'INSERM, con la differenza che non è io a occuparmene, ma un tecnico coraggioso di 40 anni. A differenza di Bernard Palissy, non brucerò i miei mobili. | L | a MHD francese di punta, la MHD "non in equilibrio", quella dei "plasmi bitemperatura", che ci permette di figurare in prima fila in convegni internazionali (Vilnius 2008, Brema 2009), eccola! | Sarebbe comico se non fosse una tristezza assoluta |
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Convegno di Lugano 27 ottobre 2007 sui nano-elementi legati ai microrganismi
**22 aprile 2009: vedere alla fine di questa pagina un commento di Jean-Marie Danze **
http://www.colombre.it/montagnier
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Luc Montagnier, co-scopritore del virus dell'AIDS, rende omaggio a Jacques Benveniste durante un convegno sui nanostuctures legate agli agenti batterici tenutosi a Lugano nel 2007. Lo cita all'inizio della sua conferenza. Questa conferenza è significativa. Si ritrovano tutte le idee di questo grande pioniere che fu Jacques Benveniste, deceduto in &&&. Ti invito a seguire il suo intervento (secondo video), il quale le riviste di divulgazione scientifica come Science et Vie, che si sono tanto accanite su Jacques, non hanno mai trattato e probabilmente non tratteranno mai.
Tutto è presente, tutto ciò che Benveniste cercava di sviluppare nel suo gruppo Digibio, rifiutato nei baracchi Algeco nella corta del suo ex-laboratorio, l'INSERM 200, a Clamart.
Montagnier ha effettuato numerose esperienze in virologia. Ha dimostrato che un diluente, l'acqua, poteva emettere segnali di natura elettromagnetica anche se le diluizioni effettuate (10-17) facevano sì che l'effettore virale fosse stato eliminato. Riprende l'idea di Benveniste secondo la quale delle nanostrutture presenti nell'acqua potevano comportarsi come risonatori, in grado di provocare l'emissione di onde elettromagnetiche, bioattive. Osserva e sostiene l'idea secondo la quale l'energia non proviene dall'acqua, ma dall'ambiente elettromagnetico circostante, il "rumore di fondo elettromagnetico". Jacques l'aveva osservato privando i suoi campioni diluiti di questa fonte di energia utilizzando una gabbia di Faraday.
Montagnier si oppone a questa idea avanzata dai fisici secondo la quale l'acqua non potrebbe produrre "aggregati" stabili per periodi superiori a poche nanosecondi. L'esistenza di tali aggregati, per Montagnier, è l'unica spiegazione degli effetti osservati. Immagina che questi aggregati, queste nanostrutture acquose, possano "autoalimentarsi", idea già avanzata da Benveniste. Consiglia la creazione di un istituto, di un gruppo di ricerca puramente disciplinare che si concentri sull'indagine sull'acqua, in quanto effettore biologico molto poco conosciuto e su un modo poco conosciuto di comunicazione tra biomolecole, tramite emissione e ricezione di onde elettromagnetiche.
| 22 aprile 2009 | Un commento di Jean-Marie Danze, datato 26 dicembre 2008, che riproduco qui di seguito | Il professore Luc Montagnier, co-scopritore del virus dell'AIDS, durante una conferenza a Lugano (Svizzera) il 27 ottobre 2007 intitolata: "Nano-elementi da microrganismi patogeni" (Nano-elementi di microrganismi patogeni) ha reso un omaggio vivace a Jacques Benveniste. | Lì dichiara: "Questa conferenza è un omaggio a Jacques Benveniste che era uno dei miei colleghi. All'inizio non l'ho seguito nelle sue nuove scoperte, ma si è verificato che i miei studi sul virus dell'AIDS mi hanno portato a avvicinarmi alle sue idee". Poi presenta i risultati dei suoi studi sul virus dell'AIDS. Il Prof. Montagnier spiega che quando del sangue infetto è stato filtrato in modo che non rimanesse alcuna batteria o virus nella soluzione, alcune strutture viventi riapparivano spontaneamente dopo circa venti giorni. Ora, queste batterie e virus emettono segnali elettromagnetici nel mezzo di coltura, pur essendo stati eliminati. Questo fa dire al Prof. Montagnier che "l'informazione genetica può essere trasmessa dal DNA a qualcosa che si trova nell'acqua."… e "questo è un passo in più nella fantascienza. Credo che Jacques Benveniste avesse molte idee molto audaci. Io sono un po' sulla sua scia…" | Citiamo qui il riassunto del contenuto scientifico della conferenza in questione: | Esistono molte modi in cui gli agenti infettivi possono mantenersi nel loro ospite, nonostante una difesa immunitaria adeguata di quest'ultimo e l'uso medico di potenti inibitori della loro moltiplicazione. I retrovirus si sono evoluti per trovare la migliore soluzione per mantenersi silenziosamente nella cellula ospite, integrando il loro DNA nel DNA della cellula. Ma le batterie hanno anche imparato a rimanere quasi indefinitamente nei tessuti o negli organi in uno stato di riposo, insensibili agli antibiotici...