Bretagna Separatismo

autre sécession

En résumé (grâce à un LLM libre auto-hébergé)

  • Il testo descrive una situazione satirica in cui i residenti di Pimlico, a Londra, dichiarano una secessione a causa di un documento storico.
  • L'autore paragona questa situazione a una possibile secessione della Bretagna, utilizzando l'umorismo per denunciare l'assurdità dei sistemi politici e fiscali.
  • Critica l'amministrazione francese e propone una forma di resistenza attraverso il riso e il rifiuto del pagamento delle tasse, ispirandosi a esempi storici.

Documento senza nome

La Bretagna farà forse secessione?

10 dicembre 2011

È raro trovare un'occasione così buona per ridere a crepapelle. L'epoca è malinconica e scoraggiante. La stampa è nauseante. ITER è una truffa senza nome. Ci martellano con l'inchiesta Strauss Kahn. I fisici teorici si intrecciano maglioni super con le loro supercorde. Ovunque ci sono reportage sui "nuovi miliardari", su "nuove forme di lusso".

Che noia!

Negli ultimi giorni io e mia moglie eravamo su un autobus a Londra. Primi giorni di vacanza rari da otto mesi. Un'amica, da tempo guida, ci aveva gentilmente invitato a un giro della città. Una guida inglese ci teneva a commentare:

  • Qui, il marciapiede dove la principessa Diana faceva pisciare il cane. Una volta l'ho vista, e la regina due volte. Certo, non le ho parlato... Lì, un appartamento comprato da una principessa del Qatar. Vi dirò quanto costava al metro quadro. Non ci crederete alle orecchie...

Tutto era dello stesso tono. Siamo scesi al primo semaforo rosso.

Nel "tube", il metrò di Londra, i passeggeri leggono i "tabloïds", accanto ai quali France Dimanche sembra una rivista per intellettuali.

Ma mi piace molto Londra, l'umorismo inglese, il cibo indiano e italiano...

In Francia Yahoo News ci informa delle mille ragioni per cui un matrimonio va in pezzi, o come evitare di russare.

A Londra c'è un quartiere chiamato Pimlico. Mi ha ricordato il fantastico film "Passaporto per Pimlico": dopo la guerra, una bomba tedesca sepolta esplode, senza causare danni umani, ma rivela un incredibile tesoro. Naturalmente, le autorità inglesi si precipitano subito per appropriarsene. Ma gli abitanti del quartiere scoprono tra quelle reliquie un documento d'epoca che dimostra che quel luogo era stato ceduto a un francese, in buona e debita forma. Questa terra non è quindi inglese!

Con questo mix di umorismo, di "non-senso" e di testardaggine che solo gli inglesi sanno esibire, gli abitanti del quartiere si rifiutano di accondiscendere e di lasciare che "le autorità" si impossessino in modo autoritario e senza spiegazioni di quel tesoro. Poiché il documento non era mai stato contestato, ecco che gli abitanti di Pimlico decidono di fare secessione e di considerare che le loro terre non sono più territorio inglese.

Legalmente, hanno ragione: l'atto di proprietà, risalente a Guglielmo il Conquista, non è mai stato revocato. Peggio ancora, si trova l'erede francese, il legittimo proprietario di quella proprietà, che, divertito, si unisce agli insorti.

Infastidito, il Foreign Office decide un blocco. Gli abitanti vengono privati d'acqua ed elettricità. Si decide di usare la forza bruta: si circonda il quartiere con filo spinato. I "Tommies" montano la guardia. E proprio qui entra in scena uno scherzo indimenticabile: una linea di metropolitana ad alta frequenza passa proprio sotto quel terreno. Gli abitanti di Pimlico, essendosi costituiti in milizia, bloccano i treni chiedendo di vedere i passaporti...

La vicenda finirà in una risata generale. Infatti, sono gli abitanti di Londra stessi a rifornire gli insorti lanciando viveri oltre il filo spinato. È un bell'oltraggio all'autorità crudele. Alla fine, restituiranno al governo inglese il famoso tesoro, ma solo dopo che la richiesta sarà stata formulata con cortesia, e non con la brutalità iniziale che li aveva indignati.

Qui, ecco un breton che invita i suoi "concittadini", degni eredi di Asterix, a ribellarsi contro l'amministrazione francese, segnalando così il poco fiducia che oggi i contribuenti hanno nel vedere i loro soldi spesi in modo ragionevole.

Mi ricorda una rivolta indiana moderna, negli anni Settanta, quando alcuni Sioux (i "Lakota", nel loro vero linguaggio, il termine "Sioux" essendo stato inventato dagli americani) occuparono per settimane un piccolo appezzamento di terra, non dichiarando "questa è terra indiana", ma basandosi su un'idea incompatibile con l'ideologia americana:

  • Gli uomini appartengono alla terra, non il contrario.

È apparso il movimento "dei senza nome". Ecco nuovi "insorti".

Internet è sede di molte deviazioni, ma resta il campo di battaglia, il luogo di azione, di dissidenza di ogni tipo, il punto di denuncia della stupidità e dell'incompetenza, di tutte le assurdità. Quante volte ho sognato che il "virus di Pinocchio" diventasse realtà e che i falsi racconti degli uomini e delle donne dei media provocassero l'allungamento del loro naso.

Quando gli extraterrestri decideranno finalmente di segnare la Luna, scrivendovi, in sei o sette lingue comprese dalla maggioranza dei popoli: "E se smettessimo di comportarci da imbecilli? Fate l'amore, non la guerra!", oppure di appenderci una gigantesca padella visibile dalla Terra, alla stazione spaziale internazionale?

Quale mago trasformerà, grazie a un incantesimo nucleare, le 300 tonnellate di plutonio detenute dalla Francia in caramello molle?

Chi creerà il virus che farà crescere Sarkozy e Berlusconi di un centimetro al giorno, e farà rimpicciolire Obama della stessa quantità?

Mi sono molto divertito quando, cinque anni fa, andando in pensione, ho rifiutato di firmare un "certificato di non morte" inviatomi dal CNRS, necessario per continuare a ricevere una pensione d'invalidità che sarebbe scesa a poche decine di euro al trimestre, a cui avevo cercato invano di sottrarmi per 26 anni, e che mi sembrava ridicolo, considerato il danno subito.

non morto

Marcel Aymé, non morto.

Forse il riso non è forse l'arma assoluta? Non esiste alcuna legge che punisca l'uso dell'ironia come arma di distruzione di massa. Non esiste difesa contro un gioco di parole ben piazzato. Quale legge potrebbe punire i cittadini che, al passaggio di un corteo ufficiale, anche quello del nostro capo di Stato, assumessero la gestualità del dito medio?

L'umorismo: un'arma che sto per impiegare contro la banda che si appresta a costruire questa cattedrale dell'assurdo, chiamata ITER, questo vitello morto gigantesco, fiore all'occhiello della plutofisica, dopo la stazione spaziale internazionale e il LHC. Un'arma che lascerà le mie "vittime" senza difesa, senza possibilità di risposta.

Sì, l'umorismo non si impara a scuola.

Bene, lascio la parola a questo breton. Divertitevi e aspettiamo i sviluppi di questa affascinante vicenda.

Ecco l'argomentazione di un breton che rifiuta di pagare l'imposta francese.

Invita gli altri bretoni a fare altrettanto.

"Signore o Signora, l'Ufficio del Contabile Pubblico francese a Nantes (Bretagna), "La contatto oggi, perché non ho avuto il tempo di farlo a causa del mio trasloco e del progetto di creazione d'impresa che sto attualmente avviando, per informarla dei miei obiettivi riguardo al pagamento dell'imposta detta "tassa di abitazione" che lei mi chiede di pagare entro trenta giorni dalla ricezione (oggi stesso) per un importo di 227 € (duecentoventisette euro) maggiorato del 10 % (23 €, ventitré euro), per un totale di 250 € (duecentocinquanta euro): non intendo accondiscendere alla sua richiesta. Mi spiego:

"Nel 2008 risiedevo in un appartamento situato al 12 rue Baron, a Nantes. Nantes è una città della Bretagna e capitale del Pays Nantais, paese breton! Il Pays Nantais fa parte del territorio definito come Bretagna dall'editto del 1532, editto che lega la Bretagna alla corona di Francia. Questo editto garantisce che in Bretagna non si può...