Testimonianze UFO, media e ufologia
Trasmissioni radio
Bisogna mettere un freno all'immobilismo
Su France Inter, 22 marzo 2007: Intervista con Sophie Becherel (un minuto)
23 marzo 2007 su Sud Radio
- Ore 15, trasmissione "mêle-toi de l'info"
- Ore 19:45 - 20:15 trasmissione "Liberté - Égalité - Eric Mazet"
Telefono di Sud Radio 05 61 63 20 20 (chiuso tra le 12 e le 14)
Commento su questa partecipazione. Primo punto: Patenet, responsabile del GEIPAN, ha rifiutato di mettersi in contatto con me in diretta, nonostante fosse stato predisposto un dupleix. Non ho sentito le sue parole, non avendo la possibilità di captare la trasmissione. Qualcuno potrebbe averla registrata. Sarei curioso di ascoltarla.
Eric Mazet, conducendo questa intervista, ha voluto darle un tono "di magazine". Mi ha subito presentato come "ufologo", cosa che ho subito corretto. Per me l'ufologia è una disciplina semplicemente inesistente. Ci sono la storia, la psicologia, la sociologia, la fisica, l'astronomia. L'ufologia è solo un mito.
A un certo punto ho voluto menzionare un testimone perfettamente attendibile riguardo all'osservazione di un oggetto immenso, estremamente veloce, da parte di due piloti militari a bordo di un elicottero Alouette nel 1974, osservazioni confermate dal radar della loro base. Dimensioni "paragonabili a quelle di un transatlantico", velocità compresa tra 8000 e 12.000 km/h. Mazet ha allora detto:
- È vero che nei basi aeree l'erba cresce bene.....
Sono rimasto un po' interdetto di fronte a questa frase. Lì ci si ritrovava al bar del paese, ancora una volta.
Per me le osservazioni UFO sono un argomento serio. Ho cercato di dirlo. Mazet mi ha allora chiesto:
- Ma non è una questione di stato?
E subito dopo: "Grazie, signor Petit...."
Un tono che in fondo non era molto diverso da quello di Stéphane Bern nella sua trasmissione del 21 marzo 2007. I giornalisti dovranno atterrare un po', informarsi, documentarsi. È tempo di porre fine alla folklorizzazione di uno dei temi più importanti dell'epoca. Non dobbiamo adattarci al tono che alcuni giornalisti vorrebbero dare a questo argomento. È vero che le uniche trasmissioni alle quali ho avuto accesso negli ultimi trent'anni, con rare eccezioni, sono state quelle di tipo "magazine". Ricordo il mio passaggio da Ruquier, dove quel conduttore ha chiuso la trasmissione dicendo:
*- Comunque, se c'è qualcuno che si è preso gioco di noi stasera, è proprio lei. *
Le tagliature in montaggio gli hanno permesso di eliminare la mia risposta, come molte altre cose che avevo detto durante la trasmissione. Ma l'esempio della trasmissione con Stéphane Bern, preceduta dalla pubblicazione del mio resoconto dopo l'ascolto, tre giorni prima della trasmissione, ha permesso al pubblico di vedere e comprendere l'entità dei tagli e della censura. Torno nei media, se mi viene chiesto. È importante essere presenti, qualunque sia la trasmissione. Lettori mi chiedono: "Perché perdo il mio tempo in queste trasmissioni?".
Ci sono tre risposte a questo.
- Sono gli unici media ai quali ho accesso.
- Impongo un freno, con la mia semplice presenza, alle capacità di frode e di illusione.
- Questo sistema della pubblicazione preventiva di un resoconto dell'ascolto, che sistematicamente adotterò d'ora in poi, permetterà di misurare lo stato di gangrena dei nostri media.
La conclusione che emerge è che dobbiamo creare i nostri propri media. Cominceremo con conferenze informative diffuse sul sito http://www.ufo-science.com. In seguito cercheremo di registrare tavole rotonde invitando scienziati. Anche Patenet sarà invitato. Se rifiuterà di venire, filmeremo una sedia vuota con il suo nome. Il CNES è un ente pubblico, a carico del contribuente. Il cittadino francese ha il diritto di chiedere cosa sarà fatto, concretamente, in futuro.