Un anniversario tragico

autre

1° maggio 1962: un triste anniversario

1° maggio 2012

"Per l'occasione di questo anniversario, l'Osservatorio sulle armi vi trasmette questo comunicato diffuso dall'associazione Moruroa e tatou* :"

Cinquant'anni fa nel Sahara:

il fallito test nucleare del 1° maggio 1962

Il 1° maggio 1962, il test nucleare Beryllium, che doveva sperimentare la prima bomba per i Mirage IV della dissuasione nucleare francese, esplose la montagna del Hoggar sahariano a In Eker davanti agli occhi atterriti di centinaia di militari e civili, tra cui i due ministri francesi Pierre Messmer e Gaston Palewski.

Qualcosa è andato storto...

Oh!

Il nuvolo radioattivo

Il dossier dell'incidente

Pierre Messmer, ministro della Difesa

L'incresciosa paura che seguì a questo fallimento degli esperti del CEA (Commissariato all'energia atomica) incaricati dello sviluppo delle bombe si riassume in alcuni numeri: lo stesso giorno, 900 militari e civili dovettero essere decontaminati e, poiché queste misure si rivelarono inefficaci, dovettero essere decontaminati altri 775 nei 8 giorni successivi, senza contare le decine di militari che furono mandati all'ospedale militare Percy, nella regione parigina, per mesi di cure intensive, nel massimo segreto, con, per alcuni, la morte in agguato.

Questi fatti sono stati riferiti da testimoni da più di 10 anni. Purtroppo, dal lato del ministero della Difesa, nel 2012, si è sempre al negazionismo. Leggendo un rapporto del ministro della Difesa del gennaio 2007 sugli esperimenti nel Sahara, si sarebbe evitato il peggio: il nuvolo radioattivo che uscì dal tunnel scavato nella montagna del Tan Afela si sarebbe diretto verso Est, verso la Libia, e avrebbe lasciato solo ritorni radioattivi poco significativi su aree quasi disabitate. Il rapporto delle forze armate del 2007 fornisce persino una mappa del ritorno che è servita da modello al signor Hervé Morin, allora ministro della Difesa, per delimitare la "zona geografica" di questa regione del Sahara, dove gli abitanti potrebbero pretendere l'indennità prevista dalla sua legge del 5 gennaio 2010. Si capisce bene, il ritorno "per puro caso" ha evitato i villaggi della zona, quindi i costi di indennità saranno limitati...

Malgrado ciò per il signor Hervé Morin, smascherando i falsi ufficiali, due ex scienziati del contingente, i signori Louis Bulidon e Raymond Séné, erano presenti ad In Eker nel maggio 1962. Avevano la responsabilità delle misurazioni di radioattività e i loro strumenti hanno registrato i ritorni radioattivi del nuvolo dell'incidente Beryllium nell'asse nord-sud, cioè sulla zona più abitata della regione che va dalla montagna del Tan Afela a nord, a Tamanrasset e fino al fiume Niger a sud. Più di 5.000 persone, uomini, donne e bambini, che abitavano questa regione del Hoggar, senza contare circa 2.000 militari e civili impiegati negli esperimenti sulla base di In Amguel e un migliaio di lavoratori "reclutati localmente" in tutto il Sahara, sono stati colpiti dal nuvolo radioattivo. Tutte le misurazioni effettuate dai nostri due scienziati sono state registrate e oggi rimangono chiuse nelle archiviazioni segrete, a nome della ragione di Stato.

Nel loro libro, "I raggiati di Beryllium", Louis Bulidon e Raymond Séné, rispettivamente ingegnere chimico e fisico nucleare, hanno lanciato un appello per "sollevare il velo", che purtroppo non ha avuto effetto, ricordando che "il 1° maggio 1962 e nei giorni seguenti, centinaia, forse migliaia di individui, tra cui donne e bambini algerini, hanno ricevuto dosi radioattive molto dannose, talvolta addirittura mortali per alcuni di loro."

Era questo, cinquant'anni fa. È tempo che la ragione di Stato ceda il passo alla verità sugli esperimenti nucleari e che le vittime e le loro famiglie - algerine, polinesiane e francesi - vengano finalmente riconosciute e indennizzate.

Ricordo: Esperimenti nucleari francesi: l'eredità avvelenata

D'altra parte, Beryllium non è l'unico test nucleare che ha portato a ritorni radioattivi per il personale e la popolazione. Dopo aver a lungo dichiarato che i suoi esperimenti nucleari erano "particolarmente puliti", la Francia ha riconosciuto tardi che avrebbe causato vittime. Purtroppo, la legge del 5 gennaio 2010 lascia al ministro della Difesa, primo responsabile degli esperimenti, piena libertà per difendere l'opera di Bruno Barrillot, Esperimenti nucleari francesi: l'eredità avvelenata, pubblicato a febbraio 2012 dall'Osservatorio sulle armi (vedere allegato).

Moruroa e tatou: email

:

sito

:

http://www.moruroaetatou.com

Novità

Guida (Indice)

Pagina iniziale


Immagini

bombe beryl 1mag62 algeria

in eker

In eker62

messmer

mururoaetatou