Articolo di JP PETIT nella rivista Top Secret novembre 2004

En résumé (grâce à un LLM libre auto-hébergé)

  • Jean-Pierre Petit, ex direttore di ricerca al CNRS, riflette sulle sue errori nell'approccio all'ufologia e sulla sua mancanza di diplomazia.
  • Ha cercato di collegare gli UFO alla MHD, ma il suo articolo fu rifiutato per non corrispondere ai criteri dell'ufologia.
  • Ha partecipato alla diffusione dei testi Ummiti, ma ha riconosciuto i suoi limiti e ha lasciato ad altri occuparsi del dossier.

Articolo di JP PETIT sulla rivista Top Secret novembre 2004

Trent'anni dopo

Jean-Pierre Petit

Ex Direttore di Ricerca al Cnrs

Pubblicato a novembre 2004 sulla rivista Top Secret


Ho letto, nel numero 15 della rivista Top Secret, un testo che mi riguardava e vi ho trovato frasi che mi hanno indotto a fare un salutare ritorno su me stesso. Il redattore capo scrive che non sono molto diplomatico e inoltre goffo. Credo, purtroppo, che abbia ragione. Avere un carattere non presenta solo vantaggi, lontano da questo. Ho condotto per trentacinque anni una ricerca orientata verso diversi settori di ricerca, incluso il fenomeno UFO. Applicando un razionalismo molto classico, del quale ora realizzo la strettezza, ho completamente mancato il mondo esuberante dell'ufologia. Il segno di questa rigidità mentale che ho dimostrato si traduce nel fatto che, all'autunno della mia vita, ho 67 anni, continuo a non riuscire a distinguere i suoi contorni.

Tuttavia, questa ricerca ha avuto la sua fecondità, anche se si è espressa al di fuori di un contesto classico, al di fuori delle sue riviste scientifiche con comitato di lettura. Ricordo che avevo inviato alcuni anni fa alla rivista « The Journal for Scientific Exploration », fondata dall'americano Peter Sturrock e dal franco-americano Jacques Vallée, un articolo molto tecnico (si diceva allora « nuts and bolts », cioè « viti e dadi »), orientato verso il legame che potrebbe esistere tra i UFO, considerati come macchine, e la MHD come modo di propulsione e di sostentazione. Ne approfitto per ricordare che inviando questo testo avevo, a causa di questa goffaggine ricordata dalla rivista Top Secret nel numero citato, dimenticato di citare i veri pionieri di un tale approccio, l'americano Stanton Friedman e il belga Auguste Meessen, il che dimostra che quando si ha a disposizione troppa pubblicazione ristretta nel campo classico e realizzata all'interno di riviste scientifiche con comitato di lettura, si può finire per dimenticare di menzionare idee pubblicate in riviste specializzate, ufologiche, o in opere dedicate all'ufologia.

Il mio articolo fu rifiutato dal revisore anonimo che fu chiamato dai direttori di questa pubblicazione. Con un distacco di venti anni capisco ora il motivo di un tale rifiuto. Il mio lavoro non soddisfaceva i criteri selettivi dell'ufologia di cui, purtroppo, non conoscevo le grandi linee.

Trent'anni sono passati. Ho mancato il treno dell'ufologia e resto solo sul binario della stazione, con i miei criteri stretti di scienziato e valigie piene di conoscenze che si sono rivelate probabilmente riduttive. Forse bisognava, in fondo, per affrontare un argomento così nuovo, farlo con uno spirito nuovo, leggero, che non fosse così gravato da conoscenze forse inadeguate. Bisogna saper riconoscere i propri errori, saper farsi da parte in tempo e lasciare la parola ad altri nei piani delle espressioni letterarie, giornalistiche e nei forum e nei siti internet.

Per trent'anni ho monopolizzato il dossier Ummo nella sua espressione francese. Jean-Jacques Pastor aveva tradotto 800 pagine di testi, che erano inizialmente arrivati ai destinatari in spagnolo. Poi i membri del GESTO, sotto la guida di Gilles d’Agostini, avevano preso questi documenti che, dopo essere stati compressi, potevano essere presentati in forma di dischettina da 3 pollici. Contenenti queste 800 pagine, il GESTO mise a disposizione gratuitamente, le persone fornivano semplicemente il supporto e gli francobolli per le spese di spedizione. Successivamente Nicolas Lecot creò il primo sito internet dove questi documenti potessero essere presentati. Richiese allora il mio permesso per utilizzare la dischettina GESTO e gli risposi che, non essendo l'autore di questi testi, non potevo esercitare su di essi delle prerogative, pretendere un diritto di proprietà o qualsiasi copyright. Qualche anno più tardi, diventando webmaster aggiunto in una società, Nicolas Lecot ebbe la saggezza di lasciare ad André-Jacques Holbecq occuparsi di questo vasto dossier, il quale si adoperò al meglio. Quando si vede il risultato di questo lavoro, si comprende la finalità della procedura.

Nell'entusiasmo della nostra prima esplorazione di questi testi avevamo commesso errori, sia di traduzione che di trascrizione, come fu successivamente segnalato sia da André-Jacques Holbecq che, attraverso il sito ummo.sciences che aveva creato, aveva applicato una rigorosa gestione militare a questo dossier, sia da « Pollion », pseudonimo dietro il quale si nasconde un uomo dotato di una solida formazione informatica e forse, cosa che noi percepiamo male, di una sensibilità ufologica affinata e pertinente. Approfitto di questa occasione per elogiare il suo immenso lavoro concernente il linguaggio ummite, anche se non ha ancora portato ad uno strumento di comunicazione realmente funzionante. Ma forse assistiamo qui all'emergere di una nuova forma di espressione linguistica, in base ad un linguaggio che non è ossessivamente orientato alla comunicazione ma che potrebbe corrispondere a criteri che si trovano ancora al di là della nostra comprensione. Il fatto che una data sequenza di caratteri possa condurre a interpretazioni diverse non rappresenterebbe forse una nuova ricchezza che i nostri linguaggi terrestri non possiedono?

Oggi, grazie all'opera di André-Jacques Holbecq, i testi Ummite si trovano classificati con una rigorosa precisione militare e fanno oggetto di valutazioni affidate a esperti ufologi. In un forum, protetti con pseudonimi, esperti ufologi possono sviluppare liberamente le loro tesi e confrontare le loro opinioni in dibattiti di potente vitalità.

Alcuni documenti che avevo pubblicato sono stati criticati senza compiacenza. Devo ammettere che fino a quando queste righe non hanno subito l'incalzare delle analisi e delle critiche non mi ero posto molte domande su di esse, contentandomi di farne della "bella scienza" e di pubblicare così i risultati delle mie meditazioni in riviste scientifiche. Ma oggi, leggendo i commenti che gli esperti ufologi hanno potuto produrre a proposito di queste lettere, scopro dettagli, sfumature che fino a quel momento mi erano sfuggiti, frutto di una implacabile rigorosità ufologica maturata attraverso decenni di studio minuzioso del dossier UFO. Questo mi ha portato a guardare con un occhio diverso altre lettere che ho ricevuto, portatrici della firma di Ummo, documenti che non ho diffuso fino a oggi e dove credo ancora di poter scorgere vie di ricerca inedite che fanno oggetto di ricerche in corso. Che valore hanno queste lettere, sotto un punto di vista ufologico? Non mi sento competente per rispondere a questa domanda.

Una formazione di scienziato "puro e duro" può indurre in alcune analisi comportamenti molto restrittivi, creando il rischio di passare accanto a scoperte forse importanti. In un libro recente l'ingegnere Claude Poher ha sviluppato la sua teoria degli universoni. All'inizio la mia impulsività intellettuale mi aveva portato a rifiutare questa prospettiva. Ma considerando il filtro legato alle conoscenze del momento, penso che non si possa escludere che si tratti di una vera e propria svolta, in grado di rimandare ai rifiuti i lavori di Newton e di Einstein. Si è colpiti dalla semplicità dell'idea avanzata dall'autore, che rende perfettamente conto del comportamento degli UFO, in alcune osservazioni. Un'accelerazione violenta, resa possibile grazie alla sua teoria, conduce a una fuga nel futuro estremamente astuta, nel caso in cui gli esploratori si trovassero di fronte a un pericolo improvviso. Evidentemente, questo tipo di idea è ciò che può emergere da una ricerca tipicamente ufologica, frutto delle riflessioni di un uomo che ha saputo maturare i propri lavori lontano dall'agitazione scientifica convenzionale.

Ho potuto trovare sotto la penna di Jean-Marc Roeder delle riflessioni sull'antigravità che, devo ammettere, mi superano completamente.

Leggendo testi di questo tipo mi rendo conto... che sono invecchiato e che, come gli UFO di Claude Poher, la mia mente è rimasta indietro rispetto all'accelerazione intellettuale ufologica attuale, che non mi sento più in grado di seguire nel suo volo fulmineo. Spazio alle nuove idee. Bisogna saper riconoscere di essere un uomo il cui futuro appartiene ormai al passato. Lascierò d'ora in poi a menti più giovani, meno gravate dalle nostre vecchie conoscenze, ormai obsolete, il compito di introdurre i lettori a tutte queste nuove idee, di animare i forum che fioriscono qui e là, e forse un giorno anche convegni a vocazione internazionale.

Per coloro che accettassero di accontentarsi di una mente più convenzionale, di un classicismo senza dubbio un po' datato, resta l'associazione di cui mi occupo, il GESTO. Attraverso questa, gli "anziani" come noi continuano a diffondere riflessioni ed elucubrazioni scientifiche in rapporti annuali. Per una quota di 30 euro da inviare a:

GESTO, presso Jean-Pierre Petit, villa Jean-Christophe, chemin de la Montagnère, 84120 Pertuis

Il rapporto in corso, composto in piccola stampa, rappresenta circa sessanta pagine e sarà inviato a ritorno. Per 50 euro potremo aggiungere i rapporti delle tre anni precedenti. Consapevoli dei limiti imposti dal ricorso alla geometria, alla teoria dei gruppi, alla teoria quantistica dei campi e ad altre antichità dello stesso genere e purtroppo impossibili per il momento di poter unirsi all'attuale sviluppo ufologico, proseguiremo il nostro sforzo con la modestia che si addice a una tale procedura.

Jean-Pierre Petit

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