Crash sur le pentagone

En résumé (grâce à un LLM libre auto-hébergé)

  • L'articolo tratta dell'incidente del Pentagono durante gli attentati dell'11 settembre 2001 e mette in discussione le versioni ufficiali.
  • L'autore critica la stampa e i media per la mancanza di indagini approfondite e di riflessione critica.
  • Menziona teorie del complotto e confronta l'11 settembre con altri eventi storici sospetti.

Incidente al Pentagono

Il Pentagono

L'informazione potrebbe essere una cosa troppo seria per poter essere affidata ai giornalisti

Un mio lettore: M.M


Agosto 2007: Sono passate quattro lunghe anni.

Le cose sono cambiate? Non molto. La stampa è sempre altrettanto cattiva.

presse_francaise

La stampa

La stampa, i nostri uomini politici, i nostri intellettuali. Siamo arrivati a un punto in cui è un argomento che ho abbandonato da anni. Recentemente ho scelto di affrontare questa questione con un pizzico di umorismo nero. A volte i lettori mi segnalano video che a volte sono di grande qualità, come questo. Lungo (normale) ma convincente.

http://www.syti.net/Videos/Mysteres11Septembre.html

Le persone guardano. E allora? Nessun dibattito, nessuna riflessione. È impressionante. ---

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6 ottobre 2003

Riprendo la storia degli eventi dell'11 settembre. Avevo accumulato documentazione, che è andata persa con la distruzione del mio hard disk quest'estate. Avevo chiesto ai miei lettori di aiutarmi a ricostruirla e lo faccio ancora oggi.

Questa faccenda è molto seria. Non è mai stata indagata da nessuno, né da una commissione, né tanto meno dai nostri giornalisti che, alla fine, ho capito non fanno veri e propri indagini ma si limitano a ripetere come dei pappagalli ciò che possono leggere sui loro telescriventi, quando non evitano proprio argomenti considerati "non giornalistici". Ho perso ogni illusione riguardo alla fauna giornalistica, tutti i media compresi. Mi è voluto del tempo, ma ora ho una visione abbastanza precisa. Riguardo alla televisione riprendo la battuta che ho ormai scritta in testa alla pagina novità, una frase del mio caro amico Aimé Michel:

Quando Yhawey diceva "non farai immagini" pensava già alla televisione.

Era quarant'anni fa. Le cose non si sono certo migliorate da allora.

Apriro il dibattito riproducendo un certo numero di documenti o opinioni (inclusa la mia). Non si tratta di concludere ma di informare. A mio parere, questo argomento merita di essere approfondito. Gli Stati Uniti, con l'assassinio di Kennedy e, in seguito, la scoperta dei piani di provocazioni ben studiati, intorno alla "liberazione della Cuba", dove era stato previsto di far sparare da "falsi cubani" dei mortai contro le truppe americane in base a Guantanamo (facendo eventualmente dei morti tra i militari americani, o come si legge in "l'operazione Norwood" ci si è abituati a manipolazioni piuttosto machiavelliche.

Non si tratta di fare anti-americano. Non sono neanche anti-russo quando parlo di ciò che accade in Cecenia, la sospetta causa del sommersione del Kursk. Non sono anti-francese pensando che il governo francese abbia autorizzato test nucleari sotterranei furtivi nel proprio territorio. Non penso neanche di essere anti-ebreo o anti-arabo attraverso i dossiers che ho pubblicato sulla situazione israelo-palestinese. Per contro, penso che il nostro mondo diventi sempre più matto (o forse lo è sempre stato ma ora questa follia prende, come la inquinamento, aspetti estremamente preoccupanti). Si potrebbe scrivere un libro che si chiamerebbe "Storia della Disinformazione". Ci sarebbe molto da dire, passando per l'incendio del Reichstag.

Credo che pochi francesi si ricordino o semplicemente sappiano che il nostro defunto presidente François Mitterrand, che ha mangiato da tutti i banchi, è stato di tutti i lati, ha gestito inizialmente la repressione in Algeria per finire infine a sinistra, con una rosa rossa in mano e un'aria di buon apostolo, un giorno ha organizzato un falso attentato con il suo complice Robert Pesquet. Penso che sarebbe bene, di tanto in tanto, rinfrescare la memoria dei francesi che hanno troppo tendenza a dimenticare "gli errori della giovinezza" delle persone per cui votano. È la famosa "affaire des jardins de l'observatoire". Mitterand francese (che all'epoca non aveva l'età di un bambino) chiese a un complice di sparare alcune raffiche di mitra sul suo veicolo per far credere che si trattasse di un attentato diretto contro di lui. Purtroppo il compagno mangiò il boccone e Mitterand si trovò in gravi guai, fu "messo in esame". Tutto si concluse con una multa per porto di arma non autorizzato. La prescrizione liberò il padre François dai guai. Successivamente trascinò questa brutta storia per anni che i suoi avversari non mancavano di richiamare periodicamente. Non abbastanza per compromettere definitivamente la sua carriera politica, poiché riuscì a ottenere due settenni. Credo che per diventare un uomo politico sia una buona cosa avere i coglioni di acciaio inossidabile.

Quindi gli attentati falsi sono comuni. Si può anche chiedersi se l'attentato con auto bomba non sia stato tranquillamente orchestrato da Putin per riavviare la guerra in Cecenia.

Gli attentati stessi sono atti eroici o atti di barbarie a seconda dei tempi, a seconda dei lati. Si ricorda ancora Malraux che, con la sua voce tremante, lanciava il suo elogio teatrale di Jean Moulin, torturato a morte dagli Allemandi dopo essere stato arrestato. Questo stesso Jean Moulin, molto giovane, trovando la popolazione francese troppo molle di fronte all'occupazione tedesca, decise di creare tensione facendo uccidere in metropolitana un giovane ufficiale della marina tedesca. Un membro del suo gruppo, che gli sparò ... una pallottola nella schiena. Il suo nome: Pierre Georges, che in seguito entrò nella storia con il nome del "colonnello Fabien". Quest'ultimo morì poco dopo sul fronte, in Alsazia, dopo aver giocato un ruolo principale nella liberazione di Parigi. Ci sono molte piazze che portano il suo nome. Ma tanto per fare, avrebbero dovuto mettere statue con diversi personaggi, evocando quel gesto che segnò la nascita della Resistenza francese con il giovane ufficiale tedesco che crolla e, dietro, il "eroe", con la pistola in mano.

Chi canta ancora il canto della Resistenza:

Amico, e tu assassino, alle armi e ai coltelli, uccidi in fretta
E tu sabotatore, attento al tuo carico: dinamite!

L'attentato serve a qualcosa. Quello iniziato dal gruppo guidato da Jean Moulin servì a creare una "Resistenza" che, prima delle azioni repressive dei tedeschi, dopo l'assassinio dell'ufficiale tedesco, era praticamente inesistente. Ciò che è preoccupante in questa storia del 11 settembre sono le conseguenze in termini di politica estera e interna. Si dice "a chi conviene il crimine". Decisamente, non si può classificare questa storia.

Cominciamo con le informazioni che emergono dai libri di Thierry Meyssan: (il testo che segue è stato composto nel febbraio 2003)

Ecco la copertina del suo libro "Pentagate", edito da Carnot http://www.carnot.fr

Quando si va su questo sito si vede subito che questo libro, che segue "11 settembre 2001, l'orribile impostura", è stato tradotto in molte lingue.

Personalmente avevo accolto le dichiarazioni di diversi amici, ex piloti di linea, con ...