Fusione con la Z-machine tecnologia scientifica
La Grande Epoque
Lunedì primo agosto 2006
http://french.epochtimes.com/news/6-7-17/4604.html
http://french.epochtimes.com/news/6-7-31/4666.html


I testi dei primi due articoli che ho pubblicato su La Grande Epoque
( 3,5 miliardi di gradi con l'aiuto della Z-machine, la fusione a-neutronica )
( applicazioni militari. La bomba "pulita", senza radioattività né scorie )
Il prossimo articolo sarà dedicato alle applicazioni di una fusione termonucleare alla propulsione e ai viaggi interplanetari
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Non esitate a inviare i vostri commenti alla redazione del giornale scrivendo a:
I testi dei primi due articoli che ho pubblicato su La Grande Epoque
( 3,5 miliardi di gradi con l'aiuto della Z-machine, la fusione a-neutronica )
( applicazioni militari. La bomba "pulita", senza radioattività né scorie )
Il prossimo articolo sarà dedicato alle applicazioni di una fusione termonucleare alla propulsione e ai viaggi interplanetari
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Mi batto da mesi per riuscire ad attirare l'attenzione della gente su questa storia della "Z-machine". C'è una tale indifferenza, sordità nei media classici, scientifici o non scientifici, che ci si chiede cosa fare. Ho installato diverse cartelle nel mio sito, tra cui un'analisi piuttosto approfondita dell'articolo pubblicato da Haines di Deeney su Physical Review Letters datato 24 marzo 2006, analisi che non è accessibile al primo venuto. Era quindi necessario presentare uno o più articoli di sintesi, più accessibili al grande pubblico. Ho scelto di farlo in un web-giornale: "La Grande Epoque" che in linea di principio è tradotto in 9 lingue e diffuso in 20 paesi. Ho fatto del mio meglio. Spero che questo articolo "avrà successo" e che eventualmente i corrispondenti stranieri di questo giornale potrebbero tradurlo, nel qual caso ho dei lettori che potrebbero occuparsene, gratuitamente. Fate passare il messaggio dove potete. Si constaterà che l'articolo è illustrato... da disegni (ma si può risalire alle foto a cui mi sono ispirato usando gli indirizzi web associati). La redazione di questo web giornale teme infatti, giustamente, possibili attacchi per questioni di diritti sulle immagini.
I web giornali si sviluppano sempre di più, così come i giornali gratuiti, distribuiti un po' ovunque, che vivono di pubblicità. In alcuni organi di stampa si segnala che grandi giornali come Libération, France-Soir, l'Humanité sarebbero in difficoltà e non si venderebbero più. Giusto contrappasso. La stampa è diventata totalmente corrotta, al servizio di vari poteri. La gente si dice "perché sostenere un giornale che mi mente, mi fa il lavaggio del cervello, mi disinforma, non riporta alcuna idea nuova e si crogiola nella mediocrità?".
In realtà, alcune notizie appaiono solo su Internet. Futura Science è stato il primo organo d'informazione a rivelare ai francesi l'esistenza di lavori scientifici di prim'ordine. La "Grande Stampa" ha poi timidamente ripreso l'informazione in qualche riga, ma senza approfondire. Hanno tutti riprodotto la stessa foto, senza una parola di commento.

La foto mistero
Non c'è più giornalismo d'inchiesta scientifica e da più di vent'anni le colonne di Science et Vie, la recherche, Science et Avenir, Pour la Science, Ca m'Intéresse, ecc., mi sono chiuse. Idem per i salotti televisivi e le radio.
È quindi su siti come il mio e in forum come Agoravox che il pubblico ha potuto racimolare qualche informazione. Se volete ritrovare i 450 interventi che hanno fatto seguito a un articolo, andate su Agoravox e, nel motore di ricerca, fate "gramat" (il centro di ricerca militare del Lot). È solo in questo file che si trova questa parola. Atterrerete immediatamente sulla pagina giusta.
Poiché i giornalisti non fanno più il loro lavoro o non sono più i portavoce di gruppi come Lagardère, Dassault, sono i cittadini che prendono il testimone, cosa che Joël de Rosnais aveva capito molto bene creando Agoravox (etimologicamente: "la voce che si fa sentire sulla pubblica piazza").
Gli attacchi sui diritti riferentisi a immagini costituiscono punti di vulnerabilità della web stampa e di ogni "media selvaggio". Continuando a illustrare i miei futuri articoli in questa web-press con l'aiuto di disegni aggirerò questa difficoltà, tanto più che un semplice clic permetterà di risalire ai documenti originali.
L'articolo completo, intitolato:
La più grande scoperta dall'invenzione del fuoco
La Z-machine: tre miliardi e mezzo di gradi in laboratorio.
è già apparso, o sta per apparire, nel numero 81 de La Grande Epoque. Fatelo conoscere, fosse solo per motivare la redazione a prendere i tre successivi. Ho concepito una presentazione costituita da cartelle successive:
1 - La fusione a-neutronica. La fantastica avanzata in temperatura: più di tre miliardi di gradi a Sandia nel 2005
2 - Prima applicazione: bombe termonucleari che possono essere innescate senza bombe A, con un semplice esplosivo che attacca un "generatore a magnetocumulazione"
3 - Seconda applicazione: la propulsione, i viaggi interplanetari.
4 - Terza applicazione: generatori elettrici non inquinanti, che non generano radioattività, bruciando un carburante esistente in abbondanza, ovunque ( negli oceani ): il litio.
Spero che questi articoli avranno audience e che i lettori, storditi dagli stati d'animo di Zidane o dalle dichiarazioni di Sarkozy e Ségolène, non ci passeranno sopra dicendo "è troppo complicato".
Parallelamente si accendono dei "controfucchi". Dei lettori mi annunciano che i miei lavori scientifici ( razza cosmologia ) sono violentemente criticati, dissezionati nei forum, da gente che, come al solito, si ripara dietro pseudonimi. Un lettore di Futura Science mi scrive "Gli pseudonimi, servono per proteggersi (...). D'altronde anche voi stessi vi siete iscritto a Futura Science sotto uno pseudonimo..."
Certo, se si può considerare che JPPETIT1937 è... uno pseudonimo. Questo mostra il livello di intossicazione in cui è sprofondato il dibattito scientifico o presunto tale.

Lo pseudonimo permette di "proteggersi" ( un lettore )
Si è arrivati al punto in cui esprimersi in questi forum con il proprio nome equivale a distinguersi. Le cose diventano scioccanti quando gli pseudonimi sono usati per formulare critiche, sfoggiare pareri perentori o lanciare attacchi in tutta impunità.
Ora, il mondo scientifico ha delle leggi. Almeno, in linea di principio. I dibattiti dovrebbero essere gestiti in seminari. A quelli che pontificano per pagine intere sotto pseudonimi dirò:
- Qual è il vostro nome? In quale laboratorio lavorate? Chi è il responsabile del vostro seminario, così che possa prendere contatto con lui, fissare una data, salire ( a mie spese ) e venire ad ascoltare le vostre argomentazioni a viva voce e rispondervi davanti ai vostri colleghi.
Tali domande restano in genere senza risposta, per diverse ragioni. La più comune è l'incompetenza. Il forum di Agoravox è stato riempito di dotte osservazioni di "scientifici" che si sono rivelati essere solo politecnici appena usciti dalla loro scuola e... in DEA.

Altrove illustri sconosciuti sviluppano argomentazioni suffragate da calcoli fatti "sull'angolo di un tavolo", riferendosi a campi in cui si atteggiano a esperti, allineando qua e là qualche scemenza che mostra che non hanno nemmeno capito di cosa si trattasse realmente, hanno un'idea sbagliata degli esperimenti che commentano. Enunciano conclusioni definitive in campi nuovi, che non padroneggiamo.
Perché questo anonimato sistematico?
A proposito di seminari, sappiate che ho una richiesta in sospeso da... ottobre 2005, indirizzata a una delle grandi roccaforti scientifiche francesi. Tre solleciti: nessuna risposta. In seguito a chiamata telefonica al direttore dell'Istituto in questione:
- Stavo appunto preparandoti una risposta. - Che sarà? - Che sarà verosimilmente negativa. Cercavo i migliori argomenti....
Dopo dieci mesi sta ancora cercando, senza dubbio. Il coraggio, sappiatelo, non è la virtù dominante nella nostra "comunità scientifica". Direi anzi che il tratto caratteriale dominante è la viltà, la fuga, l'elusione. Nelle riviste, le risposte dilatorie di referee anonimi ( cosiddetti per preservare la loro indipendenza ) permettono a bande organizzate di fare sbarramento a idee nuove (sono questi stessi gruppi che hanno creato le riviste, il che permette loro di pubblicarsi in tutta tranquillità! ). Restano i seminari. Ma quando i responsabili fanno i morti, che fare?
Il modo di esprimersi dietro la maschera dello pseudonimo, nei forum, non fa che prolungare questa viltà generale.
Ho chiesto a un amico di allestire un forum-scienza, con settori ben specializzati, tra cui uno sulle Z-pinches, ma dove:
- Si potrà intervenire solo con la propria vera identità
- Le informazioni concernenti l'intervenente ( età, diplomi, laboratorio di assegnazione, riferimento tesi, lavori pubblicati ) figureranno in fondo a ogni post.
I post rimanderanno a una pagina contenente il curriculum vitae completo del tizio e la sua lista di pubblicazioni.
Così, in ogni momento si saprà chi parla. Perché questo anonimato, comincia a stufare...
La Z-machine: quali sono le notizie dal fronte? Si ricorda che si era rapidamente localizzata la Z-machine francese, l'ECF, installata nel laboratorio militare di Gramat, nel Lot.

La Z-machine francese, di Gramat, Lot
Progettata dall'ingegnere Jean-François Leon, sviluppa 2,5 milioni di ampere, contro 18 per la macchina di Gerold Yonas, impiantata nei Laboratori Sandia, Nuovo Messico, USA. . L'ingegnere dell'armamento che ci aveva segnalato la sua esistenza diceva che, secondo lui, non sembrava più esserci molta attività attorno a questo apparecchio. La ragione è semplice. Leon aveva costruito un progetto di una macchina che sviluppava 60 milioni di ampere ( contro 27 per ZR, successore della Z-machine di Sandia, che sarà operativa all'inizio del 2007 ). Costo: 50 milioni di euro. Ufficialmente era sempre per sviluppare "un generatore di raggi X". Ma in Francia, ogni approccio che potrebbe permettere di sfiorare la fusione altrimenti che nel quadro di ITER e Megajoule semplicemente non è pensabile.
Nel 2002, tesi conclusa, Mathias Bavay ( Supelec ) chiede di poter proseguire le sue ricerche. Risposta: nessun finanziamento. Logica conseguenza, partenza per gli USA, ad Albuquerque.
Jean-François Léon, di fronte al suo progetto di sviluppo della macchina, si vede servire la risposta:
- Non vogliamo fare "spargimento", disperdere i crediti. Tutto deve andare ai grandi progetti, come Megajoule.
Anche lui è partito all'estero.
Il battage che faccio inquieta i militari. Un mio informatore:
- Impossibile avvicinarsi a questa macchina. A Gramat il locale è blindato e il sito classificato segreto difesa, è "chiuso".
Ma che ne è di questa macchina. Ecco un bando di gara che data 2004.



La ricerca militare a volte assomiglia a un tunnel di cui solo uno dei due ingressi sarebbe severamente sorvegliato
Quando si vedono bei parolai ( anonimi) emettere dotte pareri sui forum concludendo
- Pur mantenendo la rotta nei grandi progetti come ITER penso che si dovrebbe proseguire in parallelo le ricerche su macchine del tipo della Z di Sandia...
viene voglia di dire:
- Bisognerebbe però che l'unica macchina francese esistente sia in stato di funzionamento. Non solo sembra essere lungi dall'esserlo, ma non ci sono più fisici da metterci attorno, capaci di lavorare su simili macchine. Tutti sono partiti da anni... negli Stati Uniti!
Dei lettori si sono attivati presso riviste di divulgazione, reclamando dossier, più di tre mesi dopo l'annuncio fatto a Sandia. Nessun eco. Passi presso eletti, candidati alla Presidenza. Risposta automatica: "Versate dieci euro e aderite al comitato di sostegno per l'elezione di..."
Anche qualora "i poteri pubblici" venissero a commuoversi, per esempio raccogliendo pareri di personalità scientifiche riconosciute, francesi e straniere, ecco cosa darà questo in un Consiglio dei Ministri:
- Bene, ciò che appare è che questa storia di... Z-pinch, di fusione per confinamento inerziale, questa ricerca di una fusione a-neutronica sarebbe apparentemente un tema interessante, sotto angolazioni diverse. Abbiamo ascoltato il rapporto positivo di personalità scientifiche importanti, francesi e straniere. Poiché il budget evocato resta relativamente modesto sembra che si debba fare qualcosa in tal senso....
- È fusione, quindi rientra nel CEA, no?
- Sì. Sembra che si debba definire una piccola dotazione di partenza e chiedere a questa gente di mettere in piedi uno sforzo di ricerca in questa direzione.
- Seguo un po' i forum Internet. Prima che la Grande Stampa si facesse eco, oh ben smorzata, e trascinando i piedi, di questo nuovo tema di ricerca, era un ricercatore in pensione del Cnrs, un certo Jean-Pierre Petit che aveva fatto parecchio battage attorno a questa faccenda. Apparentemente aveva persino costituito una piccola squadra.
- Tutta questa gente è di pensionati. Salvo errore, Petit non ha più responsabilità. Questa gente non è più in attività.
- Ma.....
- La gente del CEA è competente in materia di fusione, mi sembra. Diciamo che questo ricercatore, astrofisico in pensione, avrà avuto il merito di attirare l'attenzione su questo soggetto e gliene saremo grati. Ma questa faccenda ora rientra nelle istituzioni e in autentici professionisti. Petit non è mai stato specialista di fusione e di plasmi caldi, che io sappia? E se i suoi compagni sono presentabili, invece questo signore mi sembra trascinarsi dietro un certo numero di scheletri nell'armadio...
- Bene, in conclusione si assegna una dotazione e si trasmette al CEA. Prossima domanda?
È così che andrà e la faccenda capoterà per diverse ragioni. Le persone a cui si affiderà questa faccenda non vorranno segare i rami su cui sono seduti i colleghi implicati nei progetti ITER e Mégajoule. Si metteranno su questa faccenda persone che non avranno le competenze richieste ( quelli sono partiti negli Stati Uniti da anni ). Si tratta di plasmi, certo, ma di plasmi "nuovi", molto "fuori equilibrio" dove la temperatura ionica è 120 volte più elevata della temperatura elettronica. È cosa mai vista. Un plasma sottoposto a un campo di 4500 tesla e sotto una pressione di 90 megabar. Si può dire che si tratta di una nuova fisica e che per attaccare un soggetto simile servirebbero quantomeno persone della statura di un Sakharov, non semplici ingegneri.
Sto preparando una partecipazione a un'expo al Palais de la Découverte di Parigi che inizierà in ottobre, dove presenterò i miei lavori di egittologia. Ora so come sono state erette le facce delle piramidi, dopo esame in situ del rivestimento calcareo della piramide Romboidale, situata in pieno deserto, a sud del Cairo. Lo spiegherò sul mio sito se avrò un minuto, foto a supporto. Sono in contatto con un parigino e in linea di principio dovremmo riprendere la descrizione a partire da animazioni.
Le traduzioni dei fumetti arrivano ormai quasi ogni giorno, ma Sam Buisseret, 24 anni, residente a Bruxelles, ormai mi aiuta (in modo volontario) per le questioni tecniche. Chissà? Potrei trovare il tempo per crearne altri, ora.
A parte questo, lettori sempre più numerosi mi segnalano link rotti nel mio sito. Impossibile ora installare contatori di pagine. Me ne occuperò a settembre. La responsabilità incombe al mio hoster, AXINET. Il mio sito è completamente crashato all'inizio di luglio, file inaccessibili per quasi una settimana. Ma forse non è effetto del caso.
La Z-machine francese, la tesi di Mathias Bavay
I principi di base delle macchine MHD
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