In sicurezza aerea
In sicurezza aerea
25 agosto 2005 - aggiornato il 29 marzo 2007
Ieri sera cenavo con degli amici, ad Aix. Uno di loro aveva portato una bottiglia di vino rosso. Un vitigno francese, ma coltivato in Cina, da cinesi, che noi importiamo. Gli abitanti dell'impero di mezzo si erano semplicemente limitati, durante una visita in Francia, ad acquistare qualche ceppo. Poi si erano messi all'opera.
Ancora qualcosa che farà piacere ai viticoltori francesi.
*- Sono venti volte più numerosi di noi. - E qui c'è ancora gente che crede che noi, francesi, riusciremo a cavarcela. - La Francia finirà come un campeggio. - Il problema è che non ci saranno posti di lavoro per sessanta milioni di guardiani di campeggi. - Gli vendiamo comunque degli Airbus, no? .... - Tra dieci anni saranno loro a venderli a noi. - Allora, cosa bisogna fare? - Si dice che governare sia prevedere. Credo che abbiamo la classe politica più stupida che si possa immaginare. Non è un cervello che questa gente ha in testa, è un pompelmo. - In compenso, rovinare, sappiamo farlo. Mégajoule, ITER.... - Megaconnerie. - In questo paese non si può fare un cazzo. Quando si vuole innovare, ci si trova davanti a muri di cemento, di ogni genere. - Studiare sistemi per risparmiare energia? Inutile sperare qui di ricevere un qualsiasi eco! In Francia, su ogni litro di benzina o di gasolio lo Stato percepisce l'80 % di tasse. - È miopia. Ma tutto, qui, è miopia. - Hai visto quanti aerei sono caduti questi tempi? Cinque. La gente ha paura di prendere l'aereo. - Il ministro ha detto "che avrebbe preso misure energiche affinché i passeggeri potessero conoscere in anticipo i nomi delle compagnie che li avrebbero trasportati, prima di iniziare il loro viaggio". Ha pesato ogni parola importante. - I giornalisti parlano di "leggi delle serie". - È quello che si dice per mascherare le conseguenze di un accumulo di negligenze e di lassismo. *
Ricordavo che negli anni sessanta avevo preso uno dei primi "charter". Era l'unica compagnia ad assicurare voli a prezzo ridotto sull'Atlantico. Il suo nome: Lofteidir. Era una compagnia islandese che imbarcava i passeggeri a Lussemburgo, perché le tasse aeroportuali erano più basse che altrove. Gli aerei erano quadrimotori DC8, con motori a pistoni, a stella. Non erano capaci di attraversare l'Atlantico in un solo colpo d'ala, così si faceva in tre tappe.
- Lussemburgo - Glasgow ( in Scozia )
- Glasgow - Reijkavik ( Islanda ) - Reijkavik - New York
Quando siamo partiti ho trovato strano che il rubinetto del bagno mi restasse in mano. Ma mi sono detto, va bene... Per inciso mi ricorda che quando avevo preso un aereo per andare in Egitto, nel 2003, su un volo assicurato da una compagnia egiziana un bracciolo mi era rimasto in mano. Quando si vede quello che succede in questo momento, fa meno sorridere.

Inch Allah Airlines
Torniamo al volo su questo quadrimotore. È iniziato con uno scalo tecnico di dieci ore a Glasgow. Abbiamo ripetuto a Reijkiavik. È peggiorato sopra il Canada. Due motori si sono messi in croce. Nell'aereo c'erano molti ebrei, con riccioli e kippah, che avevano tirato fuori la loro "torah" e salmodiavano in ebraico dondolando il corpo avanti e indietro. All'epoca dovevo avere vent'anni. L'aereo è atterrato in emergenza a Goose Bay, su una base dello Strategic Air Command. Ricordo che avevamo sorvolato un allineamento di "V - bombers" Avro, inglesi, dipinti in cachi e recanti la stella americana, bianca. Appena atterrati, dei G.I. ci hanno portati in un hangar senza finestre dove siamo stati parcheggiati per ore. Poi il comandante è venuto a parlarci.
*- Ecco... abbiamo qualche problema con i motori, come avrete potuto vedere. L'esercito americano ha messo a nostra disposizione degli autobus per fare l'ultimo tratto verso New York, attraverso il Labrador. Noi riporteremo l'aereo a New York. Se dei passeggeri vogliono restare sull'aereo, possono scegliere questa soluzione. *
Ho preferito l'aereo, perché a quell'epoca il Labrador era pieno di zanzare. Una dozzina di passeggeri ha scelto anche di restare. Gli altri sono saliti sui bus cachi. Il decollo è stato laborioso. È stato necessario mandare su di giri i motori, tutti i freni tirati. Ma il bestione alla fine si è alzato, rasente agli alberi.
In compenso ho un'altra storia da raccontare, molto più recente, questa. Era su un volo Air France San Francisco - Parigi, diretto, su un 747. Ci hanno fatto aspettare sei o sette ore. Non si trattava più dell'intasamento del traffico aereo, ma di "una difficoltà tecnica". Del resto non hanno ritenuto opportuno darci spiegazioni, chiedendoci semplicemente "di portare pazienza". Quando siamo stati in aria ne ho saputo un po' di più dagli steward. Il 747 aveva avuto problemi di motore. Ma il servizio di manutenzione di Air France era a Los Angeles. A San Francisco, se Air France avesse voluto assicurarsi i servizi della manutenzione americana, nessun problema. Ma avrebbe dovuto pagare. Così la compagnia aveva preferito, per risparmiare, riportarci in Francia con una riparazione di fortuna assicurata dai meccanici francesi locali, la quale, a dire del personale di bordo, teneva più del bricolage che d'altro.
Ho sentito che il personale in cabina aveva paura. Ma siamo arrivati a destinazione.
Una volta in Francia ho inviato una lettera ai servizi tecnici di Air France indicando l'ora, il giorno e il numero del volo e chiedendo loro che tipo di problema tecnico fosse sorto perché fossimo rimasti bloccati a Frisco per sette ore. La risposta è stata laconica, nel più puro stile "lingua di legno":
- Signore, * Il trasporto dei passeggeri è assicurato dalla compagnia Air France nelle migliori condizioni di sicurezza. * * Voglia gradire .....*
È così che va. Air France ha giocato con la vita di 400 passeggeri per risparmiare. In ogni caso, se vi azzardaste a fare domande cercando di avere dettagli tecnici su un incidente di volo, vi scontrereste con la stessa opacità.
*L'aereo ... Inch Allah. *
Un lettore mi ha chiesto perché i passeggeri degli aerei di linea non fossero dotati di paracadute. La ragione è semplice ( oltre al maggior peso e ingombro che ciò causerebbe ). Gli aerei di linea volano troppo veloci. A più di 150-180 chilometri all'ora, varcare la porta di un aereo in volo è problematico. Si rischia di essere storditi. Quei paracadute, nessuno potrebbe usarli. In caso di avaria ai motori, l'atterraggio è problematico. In mare, a 250 km/h l'acqua è come cemento armato. Ho visto un solo atterraggio di fortuna perfettamente riuscito. Era a Marignane, alla fine degli anni sessanta. Lavoravo in una succursale dell'Istituto di Meccanica dei Fluidi di Marsiglia che aveva i suoi locali proprio vicino all'aeroporto. Mangiavamo al ristorante con la gente dei servizi tecnici e avevamo la vista sulle piste. Improvvisamente una Caravelle che decollava ha avuto un'avaria al motore. Il pilota ha spinto sul comando. Tutti i passeggeri devono aver apprezzato quei dieci secondi "di imponderabilità". Poi il tipo è riuscito a posare l'aereo sul ventre, sull'erba che costeggia la pista, senza nemmeno dover virare.
La Caravelle ha i motori situati in alto e le ali molto basse. L'aereo si è posato "in effetto suolo" senza il minimo problema. Siamo corsi ed eravamo lì quando i passeggeri, più morti che vivi, sono emersi dalla cabina. L'hostess, non sapendo che fare, distribuiva loro delle salviette profumate di carta. Sarei felice, per inciso, di sapere chi era il pilota che era riuscito a quell'epoca in questa impresa, sotto i miei occhi.
29 marzo 2007: Grazie al giovane Emmanuel Faure ( che dice di avere un quarto della mia età ) abbiamo potuto recuperare delle foto d'epoca, scattate da suo nonno, all'epoca addetto alla sicurezza dell'aeroporto. Abbiamo prima degli scatti presi subito dopo il posarsi sul ventre dell'apparecchio. In basso e a destra si vede la sua traiettoria. Il pilota ha opportunamente obliquato verso la pista erbosa, in apertura del paracadute frenante, che si vede steso sull'erba. Chapeau per i riflessi. Ci piacerebbe conoscere il suo nome. Non abbiamo la data esatta, né ritagli di stampa dell'epoca. Se qualcuno ha qualcosa..

**La Caravelle di Air France, subito dopo il suo atterraggio sul ventre, sulla pista erbosa di Marignane **

**Secondo atto: si intraprende un recupero. Per questo si fanno scivolare sotto le ali dei cuscini gonfiabili e si solleva l'apparecchio
Notate, in basso e a sinistra, che gli oblò sono stati tutti rotti, senza dubbio dal personale di bordo. L'evacuazione, secondo i ricordi che avevo, deve essere avvenuta da una porta di emergenza, laterale. Infatti, su questi apparecchi l'accesso normale avveniva dal retro, sotto l'impennaggio, uscita che era inutilizzabile. Nei minuti che hanno seguito il crash deve aver regnato una bella atmosfera da film catastrofico a bordo, visto che l'aereo aveva il pieno di cherosene. **

**Terzo atto: I cuscini hanno fatto effetto. Il carrello ha potuto essere estratto. L'aereo ha allora potuto essere rimorchiato verso degli hangar **

Gli hangar Boussiron situati lato stagno di Berre, dove l'aereo sarebbe stato riparato e rimesso in stato di volo e di esercizio
La Caravelle era un aereo maledettamente solido. Avevo un amico, Josso, con cui avevo fatto Supaéro. È morto in immersione tuffandosi con la famiglia di Roubaix, in Corsica, cercando di estrarre una cernia, a profondità modesta. Ha forzato e crac, sincope. L'hanno ritrovato morto, sdraiato sul suo pesce. Poco tempo dopo il figlio stesso dei de Roubaix, grandi pionieri dell'immersione libera, morì, alle Azzorre, credo. François, era un brillante compositore di musica con cui ero stato compagno di scuola, al Liceo Carnot, a Parigi. Eravamo tutti molto legati. Si perse in un dedalo sottomarino. Compose numerose musiche di film di successo come La Scoumoune, I predatori, ecc...
Torniamo a Josso. Adorava pilotare, in particolare quei piccoli biplani telati che si chiamano Stampe. Un giorno partecipava a una missione di trasferimento di due Stampe, con un istruttore. Sentite che facevano il viaggio con due apparecchi ed erano supposti tornare insieme, a bordo di uno di questi biposto. Improvvisamente sono entrati per errore in un corridoio aereo dove una Caravelle era in avvicinamento. L'istruttore volava davanti. Il pilota della Caravelle vide il suo minuscolo apparecchio all'ultimo momento e spinse sul comando per cercare di passare sotto. Ma l'urto avvenne comunque. Lo Stampe centrò la cabina aprendovi una breccia che faceva, se i miei ricordi sono esatti, da quattro a sei metri di lunghezza e un metro di larghezza. L'aereo andò in pezzi. Il pilota fu ucciso. Il motore penetrò nella cabina e uccise uno dei passeggeri. Ma l'apparecchio poté comunque posarsi, con quell'enorme buco nella sua fusoliera. Se qualcuno ha foto o articoli di stampa, sono interessato.
Quando gli aerei hanno i motori agganciati sotto le ali, in "pod", questo genere di acrobazia, il posarsi sul ventre, non è più possibile. Quando si tratta di un atterraggio di fortuna, che sia su terra o in mare, i motori si strappano subito, trascinando con sé le ali.
Quando un aereo ha un problema in volo, niente è facile. Se i motori balbettano, il pilota avrà la tendenza a cercare di rimetterli in moto fino all'ultimo momento. Ma, facendo ciò, manterrà i serbatoi pieni, senza azionare il suo "scarico rapido". La velocità è la manovrabilità. Estrarre i flap è un'operazione lenta, come avete potuto vedere. È ben raro che non ci siano danni e questo incidente sulla Caravelle, dall'esito felice, rappresenta l'eccezione che conferma la regola.
Nella storia della Caravelle, tutto deve essere successo così in fretta che il pilota sicuramente non ha avuto il tempo di svuotare i serbatoi ( delle ali! ). Posarsi sul ventre con il pieno, buongiorno adrenalina! Su una pista in duro l'attrito avrebbe immediatamente innescato l'incendio.
5 settembre 2005: La serie nera continua

Schianto di un Boeing sull'isola di Sumatra, almeno 100 morti
GIACARTA (Reuters) - Lo schianto di un Boeing 737-200 indonesiano vicino alla città di Medan, sull'isola di Sumatra, dovrebbe aver causato un centinaio di morti, si è appreso lunedì da fonte ufficiale.
"L'aereo si è schiantato su delle case ed è atterrato sulla strada. Ora è in pezzi. Mi aspetto un bilancio di un centinaio di morti. Nessun superstite è stato segnalato", ha spiegato un portavoce del governo provinciale del nord di Sumatra.
L'aereo trasportava più di un centinaio di passeggeri. Il portavoce non ha precisato se ci fossero vittime a terra.
L'aereo si è schiantato poco dopo il decollo ed è atterrato in zona urbana:
Se l'aereo è il mezzo di trasporto più sicuro del mondo, cosa sono dunque gli altri?
Il mio commento
Un lettore mi ha passato un documento, purtroppo in pdf e non in file di testo. Da tutto ciò risulta che numerose compagnie, nel mondo, mantengono i loro aerei prendendo il problema alla leggera. I dipendenti devono tacere o vengono licenziati. Uno di loro mi ha passato degli scatti di un Airbus utilizzato da una compagnia cinese che era una ... pattumiera. Non essendo sicuro della fonte, non li ho pubblicati, ma sono verosimilmente autentici.
Silenzio, o siete licenziati. Ne abbiamo avuto un esempio di recente. È .... la legge del profitto con il suo corollario: il disprezzo più completo della vita umana. È semplice come ciò. Ma i passeggeri degli aerei non sono tutti gente del terzo mondo. Ci sono anche turisti middle class, i clienti dei charter, che rappresentano un grosso mercato. Compagnie poco attente alla vita dei loro clienti potranno forse perdere qualche penna nel movimento che si delinea. Ma anche le compagnie dette "serie" se la prendono comoda con la sicurezza per risparmiare. Vedete la mia stessa testimonianza in questa pagina htm, riferentesi a quel ritorno da San Francisco su un 747 di Air France con ... una riparazione di fortuna.
Per dei soldi si possono prendere un sacco di rischi .... Per gli altri.
Dai, terrà bene fino a Roissy!
Là, aveva tenuto. Ma era normale? Ovviamente, no.
Schianto di un Boeing sull'isola di Sumatra, almeno 100 morti
GIACARTA (Reuters) - Lo schianto di un Boeing 737-200 indonesiano vicino alla città di Medan, sull'isola di Sumatra, dovrebbe aver causato un centinaio di morti, si è appreso lunedì da fonte ufficiale.
"L'aereo si è schiantato su delle case ed è atterrato sulla strada. Ora è in pezzi. Mi aspetto un bilancio di un centinaio di morti. Nessun superstite è stato segnalato", ha spiegato un portavoce del governo provinciale del nord di Sumatra.
L'aereo trasportava più di un centinaio di passeggeri. Il portavoce non ha precisato se ci fossero vittime a terra.
L'aereo si è schiantato poco dopo il decollo ed è atterrato in zona urbana:
Se l'aereo è il mezzo di trasporto più sicuro del mondo, cosa sono dunque gli altri?
Il mio commento
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U
n lettore mi ha passato un documento, purtroppo in pdf e non in file di testo. Da tutto ciò risulta che numerose compagnie, nel mondo, mantengono i loro aerei prendendo il problema alla leggera. I dipendenti devono tacere o vengono licenziati. Uno di loro mi ha passato degli scatti di un Airbus utilizzato da una compagnia cinese che era una ... pattumiera. Non essendo sicuro della fonte, non li ho pubblicati, ma sono verosimilmente autentici.
S
ilenzio, o siete licenziati. Ne abbiamo avuto un esempio di recente. È .... la legge del profitto con il suo corollario: il disprezzo più completo della vita umana. È semplice come ciò. Ma i passeggeri degli aerei non sono tutti gente del terzo mondo. Ci sono anche turisti middle class, i clienti dei charter, che rappresentano un grosso mercato. Compagnie poco attente alla vita dei loro clienti potranno forse perdere qualche penna nel movimento che si delinea. Ma anche le compagnie dette "serie" se la prendono comoda con la sicurezza per risparmiare. Vedete la mia stessa testimonianza in questa pagina htm, riferentesi a quel ritorno da San Francisco su un 747 di Air France con ... una riparazione di fortuna.
P
er dei soldi si possono prendere un sacco di rischi .... Per gli altri.
Dai, terrà bene fino a Roissy!
L
à, aveva tenuto. Ma era normale? Ovviamente, no.

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Incidente di volo** ---
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