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I corridoi dell'Assemblea Nazionale
5 aprile 2006
Sei ore. Trecentoventicinque email non lette, di cui un buon numero importanti. Devo scansionare un fumetto tradotto in russo e installarlo per Sapere Senza Frontiere. Pomagalsky mi ha mandato tre nuovi documenti da montare e installare. Devo preparare una lista di domande per Gérald Yonas, riguardo ai suoi due miliardi di gradi. Dovendo contare sulle mie sei migliaia di connessioni giornaliere, devo inserire un annuncio per un giovane che ha bisogno del mio aiuto per la sua simpatica attività, imaginascience.
Devo...
Nel novembre 2005, quando esausto e senza soldi avevo pensato, non a chiudere il mio sito, ma a smettere di inserire "notizie", avevo scoperto il silenzioso appello di migliaia di lettori che aspettavano da me che li aiutassi a... pensare da soli.
Negli ultimi giorni milioni di persone sono scese in strada per esprimere la loro preoccupazione: l'incidente del Contratto di Primo Impiego è stato sia lo scatenante che il pretesto per manifestare il loro malessere. Ci sono mille temi della nostra vita quotidiana che richiederebbero una mia reazione. Di fronte a questi movimenti sociali, al crescente malessere, avevo già preparato una sezione che non punta all'effetto, ma alla vera causa: gli effetti della globalizzazione e il suo inevitabile corollario: il neoliberismo. Nel numero 467 della rivista "Marianne", Jean-François Kahn offre un'analisi accurata di una situazione in cui, a destra come a sinistra, si cerca di definire "riforme" misure che non rappresentano altro che l'inevitabile erosione dei diritti sociali nei "paesi ricchi" a cui apparteniamo. La rivista presenta anche un aggiornamento sul "miracolo inglese", che ormai non convince più che quelli che non vivono più in quel paese, e che affascina tanto la moglie di François Hollande.
Qui mi limiterò a segnalare uno degli aspetti della politica, che forse ignorate: la volgarità, insondabile, sconvolgente. In Francia, borghesi entrati in politica mettono cerotti su gambe di legno. Ho letto alcuni articoli sui turbamenti politici attuali. Un giornale riporta frasi attribuite da Giesbert a De Villepin in un libro recente: "La tragedia del Presidente" (Flammarion, marzo 2006, pagina 284). Ecco la frase citata, attribuita quindi a De Villepin:
- "La Francia ha voglia di essere presa. Le prude dal bacino. Chi vincerà alle prossime elezioni non sarà un professionista della politica, ma un stagionale, un truffatore, un malandrino."

De Villepin
Ah, bella formula! Sì, il bel De Villepin, che piace tanto alle elettrici, può esprimersi in modo volgare, come un carrettiere. Perché ve lo racconto? Perché ho avuto a che fare con uomini politici, da vicino. Immaginatevi come si esprimono nei corridoi dell'Assemblea Nazionale, perché fa "di classe", fa "in", "alla moda". Queste persone hanno l'impressione di "fare bei discorsi". È il modo di persone totalmente slegate dalla realtà, per le quali la politica non è che un gioco, uno sport. Commento dell'autore dell'articolo: "Così, la Francia, la si prende a cavallo."
Ricordo una cena in cui per un caso fortuito, io e il mio studente Bertrand Lebrun ci eravamo ritrovati negli anfiteatri di Nîmes all'inizio degli anni Ottanta. Erano presenti rappresentanti di un partito che non nominerò neppure. Da tavolo a tavolo si diffondevano frasi da bettola, battute da caserma, al livello delle margherite. Avevamo l'impressione di trovarci nei camerini di un teatro, dopo uno spettacolo, quando gli attori non recitano più il testo, ma si mostrano per quello che sono: mediocri, volgari.
Rido quando si parla dell'inspiegabile intelligenza di certi personaggi politici. Tutto questo non sono che parole inventate dai giornalisti, etichette. In scena si agitano marionette truccate. I nostri politici, slegati dalla realtà, senza immaginazione, inefficaci, non sono soltanto volgari nei loro discorsi, ma, cosa più grave, anche nella testa.
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