Pace utopia convivenza educazioni

histoire paix

En résumé (grâce à un LLM libre auto-hébergé)

  • Il villaggio di Neve Shalom - Wahat as Salam è un esempio di convivenza tra ebrei e arabi in Palestina.
  • Il villaggio è stato fondato da un sacerdote domenicano e vive su basi democratiche con un'istruzione comune.
  • I residenti vogliono dimostrare che la pace è possibile nonostante i conflitti circostanti e l'ostilità generale.

Pace utopia convivenza istruzione

L'Utopia esiste, l'ho incontrata

12 dicembre 2003

Un lettore mi ha segnalato un sito:

http://nswas.com/francais

Cliccando su quel link si arriva a:

L'URL del sito "nswas" per "Nevé Shalom - Wahat as Salam", cioè la traduzione in ebraico e arabo di "Oasi di Pace". Si notino le somiglianze tra le due lingue: Shalom in ebraico, Salam in arabo.

Nonostante possa sembrare incredibile, esiste un villaggio a metà strada (30 km) tra Ramallah e Gerusalemme. Prima del 1967 demilitarizzato, questa zona non era abitata da tempi bizantini. Questo villaggio dell'Utopia, di fatto portante entrambi i nomi uniti "Névé Shalom - Wahat as Salam", è stato "immaginato" da un prete domenicano, Bruno Hussar... ebreo di origine, diventato cittadino israeliano nel 1966, oggi defunto. Il villaggio si trova su un terreno affittato da un monastero vicino, quello di Latroun, al quale apparteneva. Famiglie composte da strani pionieri, ebrei e arabi, si sono stabilite lì, decise a dimostrare che la convivenza era possibile.

Dopo anni di pionierismo estremamente difficili, le prime famiglie arabe e ebraiche vi si sono stabilite a partire dal 1977. Hanno scelto di vivere insieme in eguaglianza e amicizia, convinte che le loro differenze, lontane dal generare conflitti, potessero invece essere fonte di arricchimento reciproco. I membri di NSH/WAS vogliono dimostrare così la possibilità di convivenza sviluppando una comunità sociale, culturale e politica fondata sull'accettazione reciproca, sul rispetto e sulla cooperazione nella vita quotidiana – ogni persona rimanendo fedele alla propria identità nazionale, culturale e religiosa. Il villaggio, in continua crescita, conta oggi circa 150 abitanti, tra cui 40 famiglie con 70 bambini. La vita quotidiana della comunità è organizzata su basi democratiche. Un segretario e un segretariato sono eletti ogni anno e tutti i membri partecipano alle assemblee regolari in cui vengono discusse e decise le questioni relative alla comunità. NSH/WAS è indipendente da ogni autorità esterna e non è affiliato a nessun partito politico. Ogni famiglia vive nella propria casa, educando i figli secondo le proprie usanze e convinzioni.

Sembra una storia alla Astérix. Un villaggio di "pacifisti irriducibili", composto da 40 nuclei familiari, sopravvive tra i missili lanciati dagli elicotteri da combattimento israeliani e le esplosioni delle cariche dei commando suicidi palestinesi. Tutto questo sembra surreale. La convivenza pacifica comincia dall'asilo nido, conforme all'ideale della comunità. L'azione educativa dei bambini ha come obiettivo l'integrazione dei bambini dei due gruppi nazionali e non la creazione di un terzo popolo. Questi bambini, ognuno con un'identità ben definita, imparano attraverso un incontro continuo a vivere insieme e a arricchirsi delle loro differenze. Asilo da 3 mesi a 2 anni. Poi scuola, dalla prima alla sesta classe. In totale, 278 bambini all'inizio dell'anno scolastico 2002, di cui 238 a scuola e più del 90% provenienti dall'esterno del villaggio.

  • Insegnamento in entrambe le lingue, ebraico e arabo, fin dalla prima classe.
  • Partecipazione paritaria di ebrei e palestinesi nella gestione dell'istruzione.
  • Enfasi sull'identità del bambino in tutti i suoi aspetti: cultura, lingua, letteratura, tradizioni.
  • Organizzazione di un contesto quotidiano favorevole ai contatti tra i bambini.

Per ulteriori dettagli, consultare il documento in pdf menzionato sul sito http://nswas.com/francais


12 aprile 2005:

Ho ricevuto da un lettore un testimonianza diretta, dopo una recente visita effettuata in Israele da questo europeo, che dava un altro suono. L'ho riprodotta qui, senza commenti, a titolo di "libera espressione". Dopo avermi ringraziato per aver dato eco al suo pensiero e al rapporto scritto nell'ambito di un'associazione, questo signore mi ha chiesto di far figurare soltanto le sue iniziali.

Ho rimosso l'intero dossier.

Per un argomento così grave, così urgente, quando si vive in Europa: o si firma col proprio nome, o ci si tace.


Ho avuto un sogno

22 dicembre 2003

Natale è tra due giorni. Come mi scriveva il mio amico Andreas Guest, dei bambini continuano a nascere in questo mondo che si sta spezzando. Il flusso dell'innocenza prosegue, in una matrice che presenta aspetti mostruosi. Dalla disperazione generale emerge la speranza. Leggete quanto precede questo testo su questa pagina web, risalite con l'ascensore. Quanta forza in questa idea "Oasi di Pace". C'è sempre qualcuno più folle di te. E queste persone sono davvero pazzie. Vivere la pace, la propria pace, proprio in mezzo alla guerra più orribile, solo i pazzi possono farlo. Cappello levato. Si trova davvero sempre qualcuno più folle di te.

Come possiamo combattere contro il denaro, la distruzione delle risorse naturali, la perversione di tutto, delle idee, degli sforzi, il menzogna e la disinformazione organizzata, il culto del vitello d'oro, l'inconscienza dei nostri scienziati trasformati in apprendisti stregoni, più pericolosi che mai. Scienza senza coscienza è solo rovina dell'anima. Quanti scienziati del nostro tempo hanno ancora una coscienza?

Sulla nostra pianeta errante ci sono uomini e donne di buona volontà, questo è certo. Non c'è solo malattia nel cuore e nell'anima. Ne ho avuto la prova quando, condannato per diffamazione per aver rivelato cose troppo imbarazzanti e chiamato a raccolta estranei, ho ricevuto in poche settimane un importo di multa, si potrebbe dire di... riscatto.

Siamo molti, ma non sappiamo né come trovarci, né come agire. Oggi sappiamo che i nostri media ci mentono e danno al nostro mondo l'aspetto del film Matrix, come mi ha fatto notare con grande precisione un lettore. Sappiamo che non possiamo contare sui giornalisti, sulle reti, sui giornali, e che quei siti Internet che esistono brillano come deboli lampade nell'oscurità generale. Il mondo sta diventando un travestimento di menzogna come mai prima d'ora. Il film Matrix portava un'immagine potente. Crediamo di vivere e siamo solo corpi immersi in una matrice perversa che succhia la nostra energia, ci mantiene in una non-vita, in una non-pensata, facendoci consumare sentimenti adulterati e tossici, veri veleni per l'anima. Ricordo un tempo, sei mesi fa, dopo quella condanna, in cui cercavamo di fare il bilancio, Andreas e io. Le battaglie erano state perse. La menzogna aveva vinto, ancora una volta.

Allora Andreas mi disse: "Il sogno è più potente di tutto. Immateriale, è invulnerabile". Ha ragione.

L'uomo è andato sulla Luna. Ho letto su "Ciel et Espace" un'intervista lunga ad Armstrong, maestro della retorica. Dopo aver pronunciato la sua frase storica "Un piccolo passo per l'uomo, ma un grande passo per l'umanità" (improvvisata? Non ci credo neanche per un attimo), è andato a piantare il suo piccolo e stupido striscione, che ancora oggi si trova in quella mare della Tranquillità, immobile in un vento solare incapace di muoverlo. È triste, questa conquista lunare, ma ancora più tristi sono le parole di quest'uomo comune, pilota di caccia in Corea, poi pilota di collaudo. Un poeta, Armstrong? Non andrei tanto oltre. Un uomo che, ...